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CONTAMINAZIONI FESTIVAL 2010:Intervista ai Madrezma PDF Stampa Email
Giovedì 02 Settembre 2010 17:27
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Tra gli ospiti, in qualità di "ex-vincitori" del contest, al Contaminazioni Festival 2010, si sono esibiti anche i Madrezma, di Bari. Il gruppo, fondato alla fine del 2007, ha raccolto sin da principio numerosi apprezzamenti e calcato numerosi palchi, tra cui quello al teatro Kismet con un live in acustico, in occasione del Controfestival 2007, particolare occasione che fa riflettere il gruppo sull'importanza delle distorsioni.

Con la formazione iniziale si classifica al primo posto dello School of Rock.

Dopo la registrazione della prima omonima demo e di una intensa attività live a Bari e dintorni, il 2008 segna per i Madrezma la vittoria alla IV edizione di Contaminazioni a Bisceglie e il primo premio all’E’vento rock di Conversano.

La band realizza nel 2009 il suo secondo lavoro, White Angel: un EP contenente 5 brani inediti ricchi di vitalità ed enegia.

Il loro ultimissimo lavoro è Vorrei Sempre.

 

Dovendo scegliere tra un'esibizione live in acustico e un'altra aggressiva e piena di distorsioni, quale preferireste?

Preferiamo sicuramente la versione aggressivo-elettrica live. I nostri pezzi infatti, nascono e sono pensati proprio per quel particolare tipo di energia, sia per l'impostazione del gruppo sia, per le caratteristiche e le inclinazioni personali di ognuno.

 

La vostra musica è ricca di influenze, alcune più palesi rispetto ad altre...

Si, passiamo dal grunge al blues, dal punk al reggae... in realtà non disdegnamo nessun genere musicale. Gli ascolti personali di ogni componente sono molto eterogenei: questo ci permette di costruire, su una base rock con la giusta energia, qualsiasi influenza. L'idea è sempre quella di creare qualcosa che sia prettamente caratteristico della band, sempre considerato che un pò tutto è stato fatto. Pensiamo tuttavia che attingere dalle ispirazioni non può far che bene.

 

L'amore per le distorsioni come nasce?

La distorsione è un ottimo strumento per accompagnare la voce graffiante ed energica di Pablo. Col tempo ci siamo molto affezionati a questo suono, che abbiamo fatto nostro.

 

Ricordate il primo concerto in assoluto?

Sì, nel dicembre 2007: data piuttosto recente, ma all'epoca eravamo ancora con la vecchia formazione. Con l'ingresso nel gruppo del nuovo bassista e chitarrista sono arrivate una ventata di novità, e maggiori influenze. Indubbiamente siamo maturati musicalmente.

 

Credete nel ritorno delle tendenze musicali?

Un pò è vero che la musica ritorna: qualche anno fa andava molto di moda il folk, ora siamo nel periodo rock-indie... Speriamo che presto torni il grunge, sempre secondo questa logica del vintage, perché almeno ci è più affine musicalmente!

 

Qual'è  il palco al quale siete più affezionati?

Sicuramente Contaminazioni! Per noi è stato uno dei primi concorsi vinti. E' stata un'occasione meravigliosa di confronto con band di livello alto rispetto ai festival cui avevamo partecipato precedentemente. Il contesto bellissimo, e poi in quel periodo eravamo in piena attività.

 

Avete partecipato a numerosi concorsi, secondo voi sono realmente utili?

Abbiamo partecipato a numerosi concorsi ma ultimamente tendiamo a ricercare concorsi che magari diano la possibilità di suonare all'estero.

Il contest è certamente un buon trampolino di lancio ma è molto fine a se stesso, mentre un'intensa attività live permette di rodarsi e conoscersi meglio, all'interno della band e con il pubblico. Per noi, infatti, il Nordwind a Bari è stato importantissimo, in quanto, suonando più di una serata, abbiamo avuto l'opportunità di migliorarci e farci conoscere da più persone, rispetto ad un concorso dove si suona una sola sera.

Certamente agli inizi è più semplice trovare spazi in un concorso piuttosto che in un locale. Nei contest le band hanno l'opportunità di esibirsi con le giuste strumentazioni e in location ottimali. E' importantissimo permettere agli ascoltatori di fruire di una buona musica, dal punto di vista qualitativo del suono, cosa che spesso manca nei locali purtroppo. Va tutelato soprattuto chi va a vedere i concerti: se l'acustica non è delle migliori, si finisce per considerare male il gruppo, il locale e gli organizzatori...

 

Cosa rappresenta per voi il live?

Soprattutto qualità. Un live, una esibizione di una band, o di un musicista, vanno considerati al pari di qualsiasi altro lavoro perciò la qualità del suono va molto curata. Se il pubblico ne è entusiasta ne guadagnano tutti.

 

Come si può arrivare alla fama o al successo?

Indubbiamente suonando il più possibile, in contesti di qualità del suono ottimale, contest o serate sono importanti per gli artisti. Sono da apprezzare le persone che si dedicano con passione e si impegnano nell'organizzazione di concorsi per band emergenti, perchè ci sono pochissimi stimoli, vetrine ed aiuti per noi musicisti. A prescindere dal diventare famosi o meno, credo sia importantissimo, a livello intimo e personale, fare gavetta in questi contesti, la crescita è sempre positiva.

 

Si può vivere la musica sotto un aspetto prettamente formativo? Bob Dylan diceva di aver imparato più da una canzone che da 10 anni si scuola....

Sì, condividiamo in pieno! La musica per noi è formativa, come credo lo sia qualsiasi attività di gruppo, perchè al di là della musica, di base è indispensabile star bene insieme e relazionarsi. Un pò come accade nel lavoro: senza una buona relazione di fondo, il gruppo diventa poco produttivo.

 

Parlateci del nuovo album, intitolato Vorrei Sempre....

Il titolo, Vorrei Sempre, è dato da un brano contenuto nell'album, che ci piace molto. La bellezza dei nostri pezzi sta nel fatto che ognuno può trarne una versione personale. I nostri brani sono legati a stralci di vita vissuta, di quotidiano, tocchiamo per certi versi temi sociali pur riconoscendone la difficoltà come argomento, come ad esempio abbiamo fatto in Barinconia, in cui parliamo di insoddisfazione nel non considerare l'arte come uno strumento per migliorare la società.

 

Vi auguriamo tante altre soddisfazioni, perché lo meritate! A presto!

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