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Agosto 2010 - Anno II - Numero 2 - SPORT: Intervista a Gennaro Delvecchio PDF Stampa Email
Lunedì 28 Giugno 2010 07:44
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32 anni, 191 cm x 84 kg, barlettano, 131 presenze e 17 gol in serie A, uno dei pochi calciatori di ruolo della serie A ad aver giocato tra i pali 2 volte. Questo e tanto altro per raccontarvi Gennaro Delvecchio, calciatore del Catania che ha rilasciato ad I Think questa esclusiva intervista.

 

Siamo in pieno clima-mondiali (l'intervista è stata fatta il 23 Giugno, prima della clamorosa sconfitta dell'Italia contro la Slovacchia, ndr). Lei vanta 5 convocazioni in Nazionale e ha esordito in maglia azzurra nell’Agosto 2006, nella prima di Donadoni allenatore. Azzarderebbe un pronostico sul cammino degli azzurri in Sudafrica? Dove possiamo arrivare?

 

Credo che l'Italia sia una squadra sempre in grado di dire la sua, anche se attualmente non offre un gran bel gioco. Spero che possa arrivare comunque lontano. Me lo auguro da italiano, ancor prima che da calciatore, perché sappiamo benissimo cosa significhi vincere un campionato del mondo.

 

Nella sua lunga carriera da professionista, iniziata nel 1995, si è costruito la fama del “giramondo”. Ha giocato in Melfi, Giulianova, Castrovillari, Catanzaro, Sambenedettese, Perugia, Sampdoria, Lecce, Catania, e ha anche vestito la maglia del Milan in occasione della tourneè americana terminata 2 settimane fa. Quanto è stato difficile abbandonare Barletta ancora minorenne?

 

Credo che l'essere andato via da Barletta a 16 anni e mezzo non mi sia pesato più di tanto, soprattutto grazie alla mia forza caratteriale. Inoltre avevo così tanta voglia di inseguire il mio sogno che non pensavo alle difficoltà che avrei potuto affrontare.

 

Possiamo dire che ne è valsa la pena quindi?

 

Si ora possiamo dire che il gioco è valso la candela, perché ho realizzato il mio sogno. Ma a prescindere dall'esito, allora ero comunque soddisfatto per la mia scelta.

 

Quali sono stati il momento più alto e quello meno bello nella sua carriera sinora?

 

Il momento più bello della mia carriera è stato sicuramente l'esordio in nazionale. Tra i momenti meno belli, invece, il primo risale alla stagione 2000-2001, quando arrivai a Perugia in serie A, con Cosmi, e poi dovetti tornare in C1 alla Sambenedettese... ho un ricordo davvero triste di quella stagione, perché credevo di poter giocare nella massima serie.

La stagione più brutta è stata quella appena trascorsa, in cui sono stato fuori 5 mesi per un'operazione al piede, poi al rientro mi sono rotto il seno mascellare, inoltre è stata l'unica stagione della mia carriera in cui non ho segnato nemmeno una rete.

 

Sebbene il suo contratto la leghi al Catania fino al 2012, i rumors di mercato la danno in partenza da Catania con destinazione Atalanta, dove ritroverebbe il suo ex-allenatore Colantuono. C è un allenatore che Gennaro Delvecchio vuole ringraziare in particolare per la sua luminosa carriera?

 

Devo essere sincero, il contratto che ho attualmente mi lega al Catania, e per questo non parlo assolutamente di altre squadre almeno finché non si presenterà la concreta possibilità di trattative con esse. Questo me lo dovrà comunicare eventualmente il Catania, e a quel punto ci penserò.

Per quanto riguarda gli allenatori, ne ho avuti tanti nella mia carriera: con qualcuno non sono andato particolarmente d'accordo, come con Novellino, che però era bravissimo nel tirar fuori il meglio di me, infatti grazie all'annata con lui nella Sampdoria sono arrivato in Nazionale.

Ho avuto un rapporto straordinario con Mazzarri, mentre con Colantuono abbiamo un rapporto di amicizia e rispetto che va oltre il profilo professionale.

Siamo stati compagni di squadra e poi è stato il mio allenatore, con Stefano c'è un rapporto davvero molto forte.

Globalmente con tutti gli allenatori che ho avuto c'è stato rispetto dal punto di vista morale, umano e tecnico.

 

Ha avuto modo di seguire il campionato. Che idea si è fatto in particolare del Barletta, la squadra della sua città natale? Le piacerebbe tornarci per concludere la carriera, magari tra qualche anno?

 

Ovviamente da barlettano mi auguro prima di tutto che il Barletta riesca a salire ancora di categoria, e poi non ti nego che sarebbe fantastico giocare nelle fila del Barletta in qualche categoria superiore: sarebbe bello portare la famiglia allo stadio e portare il Barletta nel calcio che conta, dove questa società merita di stare.

Sento nell'aria che riusciremo presto a realizzare qualcosa di importante a livello calcistico in questa città.

 

Quali sono i progetti e gli auspici di Gennaro Delvecchio per il futuro, professionale e personale?

 

La cosa più importante è che Gennaro Delvecchio torni a calcare i campi da protagonista, anche se l'età avanza, a 32 anni non mi sento arrivato: sto bene e credo di poter dire ancora la mia per diverse stagioni.

Spero subito di ricominciare a dimostrare quello che ho fatto vedere in questi anni, dimenticando l'annata appena trascorsa, che non è stata certamente positiva per me.

 

Al termine di questa stagione, ha affrontato con la maglia del Milan una tournée negli USA. Come è stata l'esperienza di vestire una maglia tanto blasonata?

 

Sono contento di questa domanda: l'invito dal Milan a partecipare a questa tournée mi ha fatto comprendere ulteriormente cosa significhi giocare ad altissimi livelli.

Il Milan è il club più titolato al mondo e quella americana è stata un'esperienza fantastica, sia perché mi ha fatto conoscere l'America e sia perché mi ha permesso di indossare una delle maglie più importanti al mondo.

Mi sono trovato benissimo con i compagni, che avevo conosciuto in gran parte nei ritiri in Nazionale, per cui mi è sembrato di essere a casa.

Queste sono piccole parentesi che ti lasciano un pò l'amaro in bocca, perché ti rendi conto che fare  una carriera nel Milan sarebbe stato come vivere un sogno tutti i giorni, non posso che augurarmi che questa esperienza non sia stata l'ultima.

 

Siamo quasi al fischio finale. Un consiglio a caldo per gli aspiranti calciatori della BAT?

 

Il consiglio che mi sento di dare a tutti i ragazzi, in particolare a quelli di Barletta che ho modo di conoscere tramite amici e famigliari,è di crederci con serietà, lavorare molto dal punto di vista professionale, che è l'aspetto fondamentale. Devono credere in ciò che fanno e lavorare seriamente giorno dopo giorno, poi certamente serve sempre un pizzico di fortuna per poter raggiungere il sogno. Quindi l'unico consiglio certo in cui posso giurare fede è che il lavoro paga sempre.

E' l'unica cosa in cui ho creduto io, che mi ha portato a coronare il mio sogno.

 

Un saluto speciale per la nostra associazione.

 

Mi auguro che la vostra rivista possa avere un grande successo, visto e considerato che siete giovani e alle prime esperienze di giornalismo.

Non mi resta che farvi un grosso in bocca al lupo, e augurarmi di ritrovarvi presto sulle maggiori testate nazionali. In bocca al lupo da Gennaro Delvecchio!

 

E noi di I Think non possiamo che ricambiare il suo augurio, per un prosieguo di carriera esaltante come lo è stata sinora! 

 

 

 

LUCA GUERRA

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