
| Intervista al discografico Riccardo Eterno |
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| Domenica 08 Maggio 2011 18:15 |
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Esplorare il mercato discografico contemporaneo attraverso lo studio della voce e del personaggio sul palcoscenico. È quanto avvenuto nella “due giorni” di lavoro, conclusasi oggi e tenutasi presso il Centro Studi Musicali Yamaha, in Via Giuseppe De Nittis n.49 a Barletta. Nel corso del Master, intitolato appunto La Voce E Il Mercato Discografico, il cantante, produttore, arrangiatore e discografico Riccardo Eterno dell'etichetta Celebrity Studio Records (www.celebritystudio.net ), ha “tenuto a battesimo” un numeroso gruppo di ragazzi accorsi da diversi centri della sesta provincia pugliese, per studiare insieme a loro l’evoluzione della figura dell’artista nell’ambito musicale d'oggi. Nella prima fase del Master è stata tenuta una conferenza con oggetto le motivazioni del successo nel mercato discografico/musicale. La seconda parte è stata di matrice pratica, attraverso l’ascolto di ogni singolo cantante nell'esecuzione di brani musicali di fronte a tutti gli altri. Il Master si è basato sul confronto e sulla correzione reciproca, al fine di notare gli errori che impediscono di esprimersi col canto e comunicare efficacemente sul palco. Noi di I Think Magazine abbiamo intervistato in esclusiva il responsabile e la “mente” di questo Master, Riccardo Eterno, che ai nostri microfoni ha espresso le proprie idee sul mercato discografico e sui suoi protagonisti contemporanei.
Maestro, quali sono le finalità di questo Master? L’obiettivo è dare un po’ di informazioni utili ai ragazzi, in modo che non si perdano nei meandri delle produzioni e delle nuove tecnologie; in particolare miriamo a implementare la comunicazione “da palcoscenico”, che a mio parere è carente negli artisti emergenti.
Come è stato articolato il corso? Abbiamo lavorato dapprima attraverso la ricerca di informazioni richieste dai ragazzi attraverso domande, dopo di che abbiamo visto gli artisti dal vivo, studiando i loro comportamenti sul palco, il loro feedback ad alcune tecniche sulla comunicazione.
Sul piano prettamente tecnico, si dà sempre molta importanza alla respirazione nel canto. Quale valore specifico ha secondo lei questo fattore? Io la ritengo fondamentale perché se non si respira bene non si canta bene, si fa più fatica. Però qui, oltre alla tecnica pura, guardiamo ad altre componenti, in quanto presumiamo che dal punto di vista teorico i ragazzi abbiano già un’ottima infarinatura di base. Incentriamo il nostro lavoro sulla cura del comportamento sul palcoscenico.
Quanto peso è dato oggi alla componente vocale nel mercato discografico italiano, e quanto peso è invece dato al personaggio? Credo che l’importanza di questi due elementi si equivalga, perché l’originalità vocale è fondamentale, ma anche il personaggio deve saper essere comunicativo.
A suo parere, com'è cambiato il panorama musicale italiano nell’ultimo decennio? È cambiato radicalmente, perché con l’avvento di internet, che la fa da padrona, si è intensificato anche il ruolo delle televisioni, quindi nella musica bisogna adeguarsi a questa nuova tecnologia.
Che momento attraversano le etichette discografiche oggi? La situazione è davvero complicata per chi opera e investe nel settore discografico. L’avvento di internet da un lato permette a chiunque di farsi un proprio disco e pubblicarlo a sue spese, finanziandone la promozione, ma è anche vero che questo ha portato molte etichette discografiche alla crisi economica e talvolta alla chiusura.
Con le nuove tecnologie si è “allargata” la definizione di artista? Assolutamente sì, ma questa definizione si è allargata in maniera esponenziale. Adesso sono in molti ad autodefinirsi artisti senza però esserlo, così come sono tanti a dirsi produttori senza sapere neppure cosa sia una produzione discografica: ci sarebbe bisogno di regolamentare la situazione con maggiore precisione, pena l’abbassamento del livello medio delle produzioni.
Siamo in un mondo basato sull’immagine. Quanto influisce la realizzazione di un buon videoclip nel successo di un brano musicale? Il videoclip è sicuramente importante, ma bisogna anche trovare il modo di farlo vedere, di reclamizzarlo. Ci sono poche emittenti che si occupano di promuovere i videoclip, soprattutto quelli dei giovani artisti emergenti.
A proposito di giovani, a questo Master sono accorsi in molti. Che valore avrà l’attestato rilasciato al termine di questi lavori? Il valore dell’attestato in sé in realtà non è molto alto; sarà molto importante quello che sono stati in grado di acquisire e il ricordo che si porteranno insieme nel prosieguo della loro vita.
Siamo giunti al termine della nostra intervista. Un saluto per i lettori di I Think… Yes (sorride, ndr). Un ciao a tutti da Riccardo Eterno, e un abbraccio ai lettori della vostra rivista.
LUCA GUERRA |


























