il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Interviste»Intervista al rapper KILLA CALI
Intervista al rapper KILLA CALI PDF Stampa Email
Giovedì 05 Maggio 2011 13:35
AddThis Social Bookmark Button

alt
Killa Cali
è un rapper salentino la cui “militanza” affronta e mette in evidenza ciò che molto spesso, purtroppo, si è abituati ad evitare.

È emigrato, a malincuore, verso Roma, perché Calimera (sua città d'origine) non gli permette di progredire con le sue passioni.

Dal primo disco ufficiale, Miracolo Militante, traspare l'invito a “non arrendersi”, a far parte di una “militanza del pensiero”, affinché i nostri sogni e le nostre passioni siano sempre vive e non si facciano logorare dal materialismo e l'egoismo di questa nostra epoca.


Ciao Killa, solita domanda di rito: parlaci un po’ di te e di come è nata la passione per il rap…

Nel 2003 entrai a far parte della crew Mas Mas. Il nostro primo album, Shqiptalia, suscitò un buon riscontro, soprattutto a livello locale. In quegli anni si pensava che l’attenzione per l’hip hop, nel nostro paese, stesse crescendo.

L’esigenza di esprimermi ancora mi ha spinto alla lavorazione, nel 2005, di quello che è stato a tutti gli effetti il mio primo mixtape da solista, StreetDealer, come Killa Mazi (diventato poi Killa Cali). Poco dopo uscì il mixtape Amore Per Il Gioco, seguito da Amore Per Il Gioco Vol. II, nel 2008, il primo a contenere tutte strumentali inedite.

Continuai nel tempo a stringere rapporti e combinare collaborazioni con altri personaggi del rap italiano, dividendo con loro parecchi palchi ed affermandomi, anche grazie a loro, a livello nazionale.

Il 2009 ha significato tanto per me, rappresentando una vera e propria svolta. La lavorazione del mio primo album ufficiale era iniziata l’anno prima, mi ritrovavo a fare il pendolare tra Roma e il Salento quando decisi di trasferirmi definitivamente nella Capitale. Poco prima pubblicai Militanza, il mio primo mixtape a sperimentare il free download, contenente alcuni inediti e i primi pezzi tagliati dal progetto del disco che cominciava ad andare per le lunghe.

Prima dell’estate uscì finalmente Miracolo Militante, in autunno il secondo volume di Militanza in collaborazione con Harsh Times e Nex Cassel e via dicendo.


 

Senza dubbio l’anno appena passato è stato molto intenso per te. Quali sono le tue impressioni? Sei soddisfatto?

Militanza Mixtape Vol. II sarebbe dovuto uscire prima dell’album, come un tape di anticipazione del disco ma, nonostante questo, il riscontro è stato ottimo. In una sola settimana ci sono stati più di 3.000 download!

Naturalmente, i numeri delle vendite divergono da quelli del free-download e questo mi rattrista un po’, perché per la realizzazione dell’album ci sono voluti tre anni di duro lavoro.

Il mio intento è di farlo arrivare il più possibile alle persone, attraverso un’attività di promozione ed una serie di live show. Ho potuto portare la musica di Miracolo Militante dal vivo in Salento, a Bologna, a Roma, ma ancora ci sarebbe tanto da fare.


 

Come mai nel 2009 hai deciso di trasferirti a Roma?

Più che deciso, direi che ho dovuto. Avevo appena terminato i miei studi universitari, ma mi rendevo conto che la realtà di provincia mi stava uccidendo. La mia città non ha saputo darmi stimoli, sia dal punto di vista musicale che da quello lavorativo, al punto che perfino gli affetti familiari e gli amici cominciavano ad apparirmi come una zavorra che mi teneva giù. Allora ho fatto quello che la maggior parte dei miei amici ha fatto in passato: ho preso il primo treno e sono andato nella città che mi sembrava più idonea alle mie esigenze, Roma, dove avevo già tante conoscenze.

Il Salento è stato sempre stereotipato come un posto da favola e rilassante, in ragione della tranquillità e del divertimento che offre nel periodo estivo, ma per nove mesi l’anno è una regione abbandonata a se stessa. Amo la mia terra e spero di poterci tornare presto, ma per la mia crescita umana è stato necessario un cambio. Un grazie a tutti quelli che hanno reso più semplice il mio adattamento nella Capitale, in primis Amir, 3D e i ragazzi dell’Xtreme Team.


 

E quali sono le differenze che hai notato tra il rap game romano e quello pugliese?

A Roma il rap è storia e realtà. Nella mia regione, per esempio, è sempre mancato un riferimento tecnico, un po’ quello che ora è diventato il Bunker Studio di 3D. È bello pensare solo ed esclusivamente a scrivere e registrare perché c’è già chi si occupa della parte tecnica nel momento di incidere, inoltre a Roma ho fatto uscire i primi video in HD e le occasioni di cantare dal vivo sono senz’altro di più. Insomma, nonostante tutti i (grandi) limiti dell’ambiente capitolino, posso dire che ho trovato maggiore professionalità e coinvolgimento.

La Puglia porta avanti con gran successo una forte tradizione reggae in Italia, mentre nel rap ha avuto negli anni dei fenomeni isolati e disconnessi tra loro.


Le ragioni della tua “Militanza” traspaiono dalle parole dei tuoi testi, ma spiegaci: si tratta di una militanza che non è prettamente musicale, più una maniera di pensare, uno stile di vita, un movimento sociale?

Non sono militante d’alcun partito politico, la mia militanza è una filosofia critica nei confronti della società che i nostri genitori hanno costruito (o distrutto?). Se c’è stato da denunciare pubblicamente quel che ogni giorno accade sotto i nostri occhi oramai assuefatti, io l’ho fatto con la mia musica ed è quindi essa ad essere militante ed impegnata, non io. Con Miracolo Militante ho appositamente voluto rappresentare una rivalsa virtuale dell’Italia di Serie B contro i finti campioni e la militanza sta nel sentirsi identificato dal collettivo più debole, sempre.


 

Dunque speriamo che quest’Italia di cui parli, prima o poi, riesca a vincere il campionato… proprio come il concetto espresso dalla track Piramide, in Militanza Mixtape Vol. II?

Sì, non voglio fare della retorica, ma in un paese dove il potere e la ricchezza stanno nelle mani di chi lavora meno un capovolgimento della “piramide” è davvero auspicabile…


 

Nel mixtape, come nell’album, ci sono molte collaborazioni con artisti d’ogni parte d’Italia ed anche brani esclusivi incisi nel tempo. Ma Rivincita Morale è stata concepita in modo un po’ inusuale...

Già! Ero passato casualmente al Bunker Studio e ho trovato Cane Secco (Xtreme Team) che stava realizzando le 21 Ore Estreme, un EP creato e registrato in 21 ore soltanto. Così, nel giro di un’ora ho steso la mia strofa ed abbiamo registrato il pezzo.

La saga delle 21 Ore Estreme è diventata una trilogia di grande originalità e successo, avendo un ottimo riscontro tra i ragazzi che seguono il nostro movimento.


 

Ok, colgo l’occasione per ringraziarti della gentilezza e la disponibilità dimostrata! Un grande in bocca al lupo da tutta la redazione di I Think! Detto questo, ti chiedo, come ultima domanda, stai lavorando su qualcosa di preciso ad oggi? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dunque,grazie a te ed un carissimo saluto a tutta la redazione e ai lettori di I Think Magazine. Per me questo, comunque, è un momento di pausa. Dopo aver pubblicato tre prodotti nell’arco di un anno sento il bisogno di prendermi del tempo, non pensare troppo al futuro, anche se effettivamente la mia attività è tutt'altro che ferma ora, dalle collaborazioni ai concerti.

A breve uscirà il nuovo mixtape di Amir, hostato da me; sono apparso, inoltre, sui tape di Gemitaiz e Gose usciti recentemente; ho partecipato alle 21 Ore Troppo Più Estreme; mi sono esibito più volte dal vivo e ho firmato altre strofe che usciranno sui dischi degli artisti più forti e attesi d’Italia, ma per un nuovo lavoro è certamente ancora presto.


ELEONORA POCHI

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!