
| Giugno 2009 - Anno I - Numero 0 - Intervista a RAF |
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| Scritto da DT |
| Mercoledì 22 Luglio 2009 11:58 |
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Non potevamo non aprire con Raf, la nostra pagina dedicata alle interviste ai grandi artisti italiani, dato che il noto cantautore è nato a Margherita di Savoia, ovvero lo stesso paese dove nasce I THINK! Con le prime domande ci piacerebbe parlare un po' del tuo passato. In che modo ti sei avvicinato alla musica? Ho iniziato a far musica prestissimo, da bambino, in un contesto in cui non esistevano le playstation e tutta questa tecnologia di cui oggi si fa un uso spropositato. All'epoca il mio paese, Margherita di Savoia, era un paesino che offriva pochissimo e gli svaghi per i ragazzini erano davvero ridotti quasi a nulla: ascoltare un disco in vinile in quegli anni era quasi un rito: il vinile aveva un'importanza maggiore rispetto a quella che si dà oggi ai cd. La musica, poi, era uno dei pochi modi per poter stare insieme, socializzare e intrattenersi con divertimenti costruttivi. C'è stato un disco oppure un artista in particolare che ti ha cambiato la vita? Più che un disco c'è stato un film. Infatti, la folgorazione l'ho avuta quando ho visto, in bianco e nero, “A Hard Day's Night”, dei Beatles. Forse, come film, non era di grande valore, ma mi ricordo che da ragazzino, vedendo quel film, ho iniziato a pensare di voler essere come loro e fare le cose che facevano loro. Così ho iniziato a cercare dei ragazzi che, come me, avessero la passione per la musica. I Beatles sono stati praticamente degli extraterrestri nel mondo della musica. Non si era mai visto nulla di simile. Dopo di loro c'è stato poco altro nella musica rock, tanto che non ho paura di affermare che il rock in realtà sia morto, nel senso che si ripetono ormai dei cliché inventati almeno vent'anni fa. Potrei anche fare altri nomi di musicisti che ho sempre amato, come i Pink Floyd, David Bowie, Lou Reed, Jimi Hendrix...ma su tutti restano i Beatles. Un tempo ti chiedevi “Cosa resterà di questi anni '80”...Cosa è restato secondo te? Gli anni '80 sono stati un decennio importantissimo per me: sono diventato un personaggio conosciuto nella scena musicale e quindi in qualche modo è cambiata la mia vita. Eppure negli anni '80, quando i discografici, vedendo che con la band avevamo un seguito tra i ragazzi, ci facevano proposte di contratto, noi li cacciavamo via: non volevamo andare in televisione, fare promozione...Oggi, invece, essere famosi sembra esser diventata la cosa più importante. a cura di DORIANA TOZZI
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