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Questo mese I Think ha avuto l'onore di intervistare nuovamente il grande attore napoletano di nascita ma romano d'adozione, Pietro de Silva, volto noto del cinema e del teatro italiano, già incontrato precedentemente e intervistato per il nostro sito www.ithinkmagazine.it.
De Silva lo ricorderete sicuramente nel ruolo di Bartolomeo nel film vincitore del Premio Oscar La Vita È Bella e in altri capolavori come Non Ti Muovere di Sergio Castellitto. In questi giorni è nelle sale con il film Nessuno Mi Può Giudicare per la regia di Massimiliano Bruno. Nell’intervista ci racconta aneddoti del passato professionale e progetti per il futuro, senza tralasciare un’analisi critica del momento che il cinema italiano sta vivendo.
Nella sua lunga carriera ha partecipato a ben trenta pellicole cinematografiche e ventinove fiction televisive, oltre a svariati lavori in ambito teatrale, numeri di tutto rispetto. Partiamo dall'ultima fatica: è nel cast di Nessuno Mi Può Giudicare, nelle sale dal 16 marzo. Che parte ha in questo film?
In questa pellicola, ricopro il ruolo dell'avvocato di Paola Cortellesi, una sorta di amico che cerca di aiutarla in un momento di difficoltà economica. Il film attualmente è campione d'incassi a Roma e ha riscosso un grande successo di pubblico: decisamente un esordio con i fiocchi per il regista Massimiliano Bruno.
Ci sono state delle figure di riferimento tra i colleghi o i registi con cui ha lavorato a inizio carriera, che le hanno dato consigli o indicazioni importanti per il suo futuro?
Grandi maestri come Marco Bellocchio ne L'Ora Di Religione, Roberto Benigni ne La Vita È Bella, Sergio Castellitto in Non Ti Muovere. Fra gli attori, i miei miti in assoluto sono Gian Maria Volontè e Salvo Randone, due giganti inarrivabili.
La fresca conferma dei nuovi tagli al FUS sta gettando nel panico migliaia di operatori nel mondo dello spettacolo. Qual è l'idea di Pietro de Silva, tanto come artista che come cittadino, circa questa situazione?
L'attuale governo ha spregio della cultura, non la considera affatto e la relega agli ultimi posti fra le priorità del paese. Trovo che tutto ciò sia di una volgarità e di un arroganza senza fine. La cultura è un bene preziosissimo, che va preservato e aiutato costantemente. Sono molto desolato dal degrado e dal disinteresse che provano per ogni forma d'arte. Siamo nel baratro, in un tunnel senza sbocchi. Speriamo in qualche mente illuminata che dica basta a questa vergogna che ci colloca fra gli ultimi posti in Europa per la tutela della cultura.
Ritiene che il cinema italiano sia malato? Come si spiegano i diversi flop al botteghino negli ultimi anni di film differenti dai "soliti" cinepanettoni o film comici?
Temo sia un andazzo piuttosto irreversibile: i film di qualità sono relegati ai festival e hanno pochissima tenitura sugli schermi, in sostanza non li vede nessuno. Non c'è il coraggio per una sana inversione di tendenza, viene prodotto esclusivamente ciò che rende al botteghino, sono rari i produttori che rischiano per proporre opere fuori dai clichè del mercato. Che nostalgia per Bunuel, Fellini, Kurosawa, Bergman, Kubrick e tutto il neorealismo italiano. Speriamo in tempi migliori...
Quali sono i progetti per il futuro di Pietro de Silva nella triplice veste di attore, commediografo e regista?
Un'altra fiction a breve per la TV e una stupenda passeggiata ai castelli romani.
E noi di I Think le auguriamo di godersi questa passeggiata entusiasta dei successi professionali, trascorsi e futuri.
LUCA GUERRA
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