
| Paolo Sassanelli |
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| Sabato 26 Marzo 2011 15:02 |
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Paolo, sei presente ormai da molti anni nel panorama cinematografico, televisivo e teatrale italiano. Com’è avvenuto il tuo avvicinamento a questo mondo? C’è stato un personaggio chiave della tua vita che ti ha trasmesso l’amore per questo lavoro o è nato da sé? Non c’è un solo motivo, ma credo fosse un mio pallino da quando avevo 9 anni. Poi ci sono stati film, situazioni ecc... Ti ricordano tutti nella cricca di Classe Di Ferro, in cui hai vestito i panni del soldato Gabriele Serra, cameriere del ristorante Santa Lucia di Bari che è chiamato al servizio militare obbligatorio. Quanto ti ha portato fortuna questa scelta iniziale Mi ha dato molta popolarità, la fortuna è un’altra cosa. Poi dopo altre esperienze sicuramente importanti, sei sbarcato sul piccolo schermo, interpretando il personaggio che forse ti ha reso più noto al grande pubblico. Parlo del dottor Oscar in Un Medico In Famiglia. Un ruolo con risvolti drammatici e riflessivi, visto il tema trattato: l’omosessualità. Quanto è stato complesso calarti nei suoi panni? Diciamo che è stato un lavoro in progresso, col passare delle serie il mio personaggio ha preso corpo e spessore, e questo dipende anche dalla stima che mi sono guadagnato con la produzione. Poi gli sceneggiatori si sono divertiti con le mie storie. In Compagni Di Scuola con Massimo Lopez, sei stato anche l’affascinante professore di Scienze, Giovanni Salina, che tutte le ragazze avrebbero desiderato nella propria classe. Quanto è stato importante l’aspetto fisico nella tua carriera? Adesso, con gli anni e con la pancetta che diventa sempre più testarda a voler rimanere lì, l’aspetto fisico ha perso un po' di importanza ma qualcuno dice che invecchio bene, quindi... Raccontaci l’esperienza de La Capagira, film di Piva che ha fatto conoscere la “baresità” in Italia Poche parole mi servono per descrivere quell’esperienza che mi ha davvero divertito: coraggio e un po' di incoscienza da parte di tutti, e il grande orgoglio di recitare in dialetto. Quale tra i tuoi film o ruoli senti più tuo e rappresentativo del tuo carattere? Di certo il mio corto Uerra, poi Rosso Come Il Cielo, Non Pensarci, Figli Delle Stelle... comunque il mio carattere non è proprio il massimo... Se dovessi stilare una classifica tra cinema, teatro e televisione, in che ordine li metteresti sul podio? Sbagliato metterli uno prima dell’altro: dipende dalla qualità del prodotto, la scelta che uno può fare, e non dal mezzo. Ultimamente hai alternato il ruolo di regista (alla prima prova con il corto da te citato, Uerra) con il ruolo di attore protagonista de La Preda di Francesco Apice, entrambi Menzione speciale ai Nastri d’Argento. Com’è stata l’esperienza dietro la macchina da presa? Bella, molto bella, e spero di poterla fare ancora, ma con un lungometraggio questa volta. Dopo la commedia amara Figli Delle Stelle di Lucio Pellegrini, in cui reciti assieme a Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Volo e Giorgio Tirabassi, quali saranno le tue prossime mosse? Posso annunciarvi che sono in uscita tre film. Hai anche progetti futuri in ambito teatrale? Progetti, più di uno, ma vista la situazione disperata del teatro in Italia ho paura che rimarranno tali...
Grazie mille per la tua disponibilità! Grazie a voi e scusate la brevità delle mie risposte, ma nella mia vita hanno contato sempre di più i fatti.
MARIA GRAZIA RIZZITELLI |


























