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Pooglia Tribe PDF Stampa Email
Domenica 06 Febbraio 2011 14:59
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Dalla seconda metà degli anni '90, la Pooglia Tribe è un vero e proprio fenomeno hip hop. Una tribù, quella composta da Reverendo e Torto, Tecà, Topofante, le.gi.tt, Keedo e Dj Tuppi B, che dai tempi di Cime di Rap riscalda cuori e gambe di centinaia di italiani.

Dopo dieci anni dal loro primo album, sono tornati nel 2010 con un nuovo lavoro, Apulians, la cui copertina ritrae – manco a farlo apposta! - una maschera, tema di I Think di questo mese.

 

Potreste essere definiti i patriarchi della scena pugliese  underground - e non solo.

Dato che la vostra specificità è stata proprio quella di corroborare il rap pugliese con ritmi reggae, potete spiegarci come mai in Puglia è così sentito il legame musicale al reggae piuttosto che al rap?

 

L'anima musicale della Pooglia Tribe è profondamente hip hop, anche se contaminata da ritmi reggae e considerando la volontà da parte dei suoi componenti di sperimentarsi in tutti i generi. Nasce tutto agli inizi degli anni '90 con la voglia, da parte dei vari personaggi che in seguito hanno creato la PT, di incontrarsi e di esprimersi… da Bari a Taranto, da Foggia a Brindisi e così via, in un flusso biunivoco di collaborazioni che accorciava le distanze tra le varie province.
Più che di una crew, si può parlare di un vero e proprio fenomeno che veniva a formarsi inconsapevolmente e parallelamente alle realtà musicali delle altre città italiane.
La Puglia vanta uno dei più grandi rappresentanti del reggae in Italia, ossia Militant P, fondatore dei Sud Sound System e iniziatore del fenomeno reggae pugliese, diffusosi in seguito in tutta Italia e non solo. Ecco perché in Puglia la scena reggae è molto più prolifera di quella hip hop.

 

Qual'è il messaggio per il quale è nata e che vuole trasmettere la Pooglia Tribe?

 

La PT è nata con l'intento di colmare il gap esistente tra l'artista e il produttore, bypassando tutti quegli ostacoli che, per i ragazzi di provincia, sarebbero altrimenti insormontabili. In questo modo siamo diventati talent scouts e produttori di noi stessi. La PT descrive situazioni, stati d'animo, desideri, mettendo in risalto soprattutto quella quotidianità che manifesta una forte appartenenza alla cultura meridionale.

 

Dopo dieci anni dal fortunato La Pooglia Tribe siete tornati con un nuovo disco, benché quasi ognuno di voi avesse intrapreso percorsi solisti. Cosa vi ha spinto a lavorare ancora al progetto collettivo?

 

E’ molto più facile di quello che si possa pensare: da tempo ci incontriamo sempre negli stessi posti ad ascoltare la stessa musica. Dopo alcuni anni passati a vivere esperienze da solisti o comunque impegnati in altri progetti, abbiamo avvertito l’esigenza di mettere insieme delle idee che ognuno di noi singolarmente ha sviluppato nel frattempo, all’insegna del confronto e a volte anche dello scontro.

 

Cosa bolle in pentola? Pooglia Tribe, lavori solisti?

 

Per noi produrre non è un problema, fortunatamente abbiamo tante idee. Quando le nostre energie convoglieranno in un solo punto sarà allora che uscirà il nostro terzo lavoro. Per il resto ogni componente del gruppo ha sempre prodotto e continuerà a produrre per sé.

 

Consiglio, a chi non l'avesse già fatto, di leggere le storie pubblicate da Torto sul blog Storia di una generazione: uno spaccato reale sulla nostra società, scritte da lui stesso. Torto, oltre che farti i miei complimenti per i tuoi scritti, colgo quindi l'occasione per chiederti, cos'è che ti ha spinto a scrivere spaziando anche al di là della musica?

 

Sono contento che ti piacciano i miei brevi scritti. Scrivo perché ho sempre scritto. Sono anche un giornalista pubblicista, ma questa è un’altra storia. Ho iniziato con una nota scritta di getto su Facebook: ‘Breve storia di una generazione’. E’ stata subito condivisa da centinaia di persone e visto che un’utenza si era creata ho deciso di proseguire con un mio blog: www.torto45.wordpress.com titolato, appunto, Breve storia di una generazione. Spero anche lì di mantenere l’immediatezza e la schiettezza, impareggiabili, di un rapper.

 

Ragazzi, avete spazio libero, non tanto per i soliti saluti e ringraziamenti, quanto per un vostro messaggio!

 

Spingo tutti a imparare dall’hip hop delle origini, conservando il concetto di ‘Edutainment’: educazione più intrattenimento e divertimento.

 

 

ELEONORA POCHI
 

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