
| Osvaldo Supino |
|
|
|
| Domenica 02 Gennaio 2011 12:30 |
|
Partiamo subito con la tua presentazione. Chi è Osvaldo Supino?
A dire il vero non sono bravissimo nelle presentazioni… quello che posso dire è che mi chiamo Osvaldo Supino, sono originario di Torremaggiore (FG), ho 26 anni e ho sempre amato la musica fin da quand’ero molto piccolo. Nel corso degli anni ho fatto molte esperienze e scelte che mi hanno fatto capire quanto è importante per me esprimermi sul palco.
Sei stato definito (dal sito Affaritaliani.it ndr) l'artista italiano più cliccato del 2009, nonché il più “discusso su Internet”. Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando hai letto queste dichiarazioni?
Sono stato subito sorpreso e onorato che una testata così autorevole mi abbia attribuito un titolo tanto importante. Quando si parla della rete è sempre difficile tradurre nella tua realtà ciò che leggi: vedevo visualizzazioni alte ai video, richieste di interviste ma non mi rendevo conto di cosa stesse accadendo. E invece proprio durante l’ultimo tour mi sono reso conto di quanta gente mi appoggia e mi apprezza. E’ stato bellissimo incontrare e vedere di persona tutti quegli utenti che mi sostengono su Internet in prima fila durante i concerti.
E' facile, ove si legga il tuo nome, trovare nella stessa pagina quello di Britney Spears, in quanto sei tra i suoi fans più sfegatati (e quindi la tua musica si lega in qualche modo al suo tipo di pop e al suo modo di ballare). Cosa risponderesti a chi giudica questo tipo di musica “costruito a tavolino”?
Britney è uno dei miei tanti punti di riferimento a livello visivo e scenico, ma sicuramente il più grande è sempre stato Michael Jackson. Dire che il mio stile è pari a quello di Britney è un pò limitativo. Credo che l’artista sia colui che ascolta, si fa ispirare e poi ripropone quello che ha appreso nella propria chiave. Se dovessi seguire il marketing farei il classico stile da cantautore che va tanto in voga nel nostro Paese, e invece ho scelto di fare quello che mi piace, correndo il rischio di non essere passato dai grandi network. E’ insano dire che il pop non comunichi emozioni, come lo è fare una classifica di generi musicali. Dietro a un pezzo pop c’è lo stesso lavoro che c’è dietro a una composizione lirica o rock. Il marketing non c’entra, qui c’è l’esigenza di comunicare qualcosa.
Puoi ritenere la tua musica e il tuo personaggio “costruiti a tavolino”, dal momento che hai dichiarato in un'intervista di aver “pianificato tutto” per la tua carriera?
A dire il vero tutto parte dall’idea di propormi esattamente per quello che sono, senza maschere o finzioni. E’ vero comunque che c’è uno studio molto attento dietro alla mia immagine, ma lo trovo rispettoso nei confronti di chi mi viene a vedere in concerto. La ricerca, il rinnovarsi nell’immagine non è cambiare ciò che si è dentro, ma uno strumento di comunicazione che viene dall’esigenza di comunicare qualcosa che si ha da dire. Il trucco accentuato o una t-shirt poco sobria non è per fare il figo o il trasgressivo. C’è sempre una ragione più importante…
Da Torremaggiore con furore... Abbiamo letto che il sindaco ti ha anche eletto “cittadino onorario” della tua città. Regalaci qualche bella parola sulla tua terra (domanda d'obbligo, dato che I Think, come sai, punta a valorizzare e divulgare tutto il patrimonio culturale, artistico e territoriale pugliese).
Purtroppo ultimamente, visti i tanti impegni, non ho spesso la possibilità di tornare a casa, ma appena posso prendo il primo aereo e torno a Torremaggiore. E’ la mia terra e la gente comune, quella che conta davvero, mi ha sempre appoggiato, fin dall’inizio. E’ scontato dire che la nostra cucina è la migliore, che l’olio che produciamo ha un’essenza introvabile nel resto del mondo, ma non è affatto banale dire che siamo davvero affettuosi e sappiamo tenere in alto le cose in cui crediamo davvero. Forse è questo il nostro punto forte.
Sei stato l'unico artista italiano ad ottenere tre nomination al BT Digital Music Awards in Inghilterra, raggiungendo risultati in classifica che hanno superato artisti come Justin Timberlake e Kylie Minogue... Ancora una volta un riconoscimento legato al mondo della tecnologia. Parlaci di questa esperienza.
Per tutte le nomination nei 3 anni differenti c’è sempre stato il fattore “Oddio! Ed ora?” ma sono stati la prova che c’è tanta gente che crede in me, e quando vedi quei risultati non puoi far altro che infilarti in macchina e correre in studio di registrazione per realizzare qualcosa di migliore rispetto a quello che hai fatto in passato. Io devo tutto al popolo web, voglio dire: sapete quanti fan ha Justin Timberlake? Eppure i miei, che sono obiettivamente molti in meno, sono stati talmente tenaci da regalarmi un onore tale. Se ci penso non ci credo ancora, è fantastico.
Un altro riconoscimento che hai avuto di recente, proveniva da Queerblog e Gay.it che ti hanno eletto Nuova Icona Gay 2010. Che reazione ha avuto la gente del tuo paese di fronte a questo riconoscimento conferitoti? E' vero, secondo te, che al Sud ci sono ancora troppi bigotti?
Chi mi ha sostenuto l’ha sempre fatto per ciò che ero e non credo di essere mai stato così “sobrio” se non quando avevo 10 anni. Non credo che l’apertura mentale derivi da dove vivi o da dove vieni, ma dall’educazione che ricevi. Riguardo al titolo in questione, penso che è solo l’inizio… ho ancora tanto da dire.
Che ne pensi della Chiesa e dei suoi “insegnamenti”?
Credo che oggi valga la pena distinguere la Chiesa dalla Fede. E’ importante farlo per le persone come me che credono davvero in Dio per non rischiare di perdere qualcosa di così prezioso come il Credo. Non condivido quasi nulla delle recenti dichiarazioni della Chiesa, ma continuo a credere in Dio e a pregare.
In uno dei tuoi ultimi video, Get Sexy, si parla del fatto che i preti spesso condannano dall'altare ma poi non sempre seguono comportamenti “da manuale”. Pensi che la gente debba scandalizzarsi ancora di più della pedofilia (in generale, non solo quando perseguita da uomini “di fede”)?
L’idea di coinvolgere il clero in Get Sexy non voleva essere una provocazione fine a se stessa ma uno spunto per poterne parlare onestamente. Le dichiarazioni del cardinal Bertone erano davvero scandalose ed è assurdo arrivare a paragonare l’omosessualità a un atto così meschino come la pedofilia: definirla una malattia o qualcosa di immorale, quando in realtà non è attuata verso innocenti non consenzienti ma da due persone che si amano veramente. Credo che sia il caso, per buona parte del clero, di scendere dal piedistallo e iniziare a dimostrare qualcosa di buono, quello su cui è fondata la religione in cui credo: l'Amore.
D'altra parte, però, non credi che sia un po' scontato, per un'icona gay, condannare la Chiesa? Non sarebbe più giusto che ognuno impari ad andare per la sua strada, restando libero di tenere alte le proprie scelte, finché non fanno del male a nessuno?
Non si tratta di essere un’icona gay o no, ma è qualcosa che deriva dalla nostra coscienza. Fino a che la Chiesa continuerà in qualsiasi modo a ostacolare la possibilità di creare le stesse opportunità ai gay di vivere tranquillamente, credo sia giusto opporsi. Dopo tutto il lavoro che si cerca di fare a livello d’informazione l’atteggiamento della Chiesa con le dichiarazioni del Papa e vari cardinali, non fa altro che aumentare l’omofobia e il razzismo, quindi alimentare la violenza. Non è giusto essere additati e derisi perché si ama una persona dello stesso sesso, non è giusto per un teenager suicidarsi perché non ha il coraggio di vivere liberamente la propria sessualità. Qui si parla di sentimenti, di cose vere, non di una perversione.
Poiché il “Supino-pensiero” non è certo sintetizzabile in Britney Spears, Chiesa e omosessualità, ce lo riassumi in due righe?
Mi piacerebbe riuscire a comunicare la libertà e il valore di essere se stessi. Coraggio e determinazione nel seguire i propri obiettivi. Questo è un titolo che mi piacerebbe vedere di più negli articoli che mi riguardano, anziché Britney, scandalo e Chiesa.
Ci incuriosisce molto una cosa: stai avendo tutto questo successo ma non hai ancora una casa discografica di riferimento! E' stata una tua scelta per essere più libero? Ora stai valutando delle proposte o intendi rimanere indipendente?
Dopo aver lavorato per 4 anni con Alfredo Cerruti e Dado Parisini, ho scelto di autoprodurmi e cantare ciò che più mi piace. Le case discografiche non mi firmano il contratto perché dicono che l’inglese non funziona, ma non voglio diventare famoso perché dico qualcosa in cui non credo. Non sono Marco Carta.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio promuovere il mio ultimo singolo, LOL, di cui a breve uscirà anche il video. A gennaio partirò con il mio primo tour invernale. Sono davvero felice di tornare sul palco, per me è la parte più bella e divertente di questo lavoro.
Grazie per quest'intervista e in bocca al lupo da I Think.
Crepi!
|


























