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INTERVISTA AGLI OTTOCORDE (Barletta/Roma) PDF Stampa Email
Giovedì 05 Agosto 2010 15:59
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INTERVISTA AGLI OTTOCORDE (Barletta/Roma)

 

Ottocorde è un progetto acustico, nato nel 2001, che si snoda tra Barletta e Roma. E’ formato da un duo che sta riscuotendo numerosi successi nell’ambiente fingerstyle in tutta Italia: si tratta di Giuseppe Fiorentino (voce) e Nik Seccia (acoustic guitar, weissenborn).

I Think li ha intervistati per farveli conoscere meglio.

 

 

Ciao ragazzi, come mai il nome Ottocorde?

Una semplice somma: 6 le corde della chitarra e 2 le corde vocali.

 

Ottocorde è un progetto che va avanti dal 2001. Quale il vostro percorso musicale in breve?

Abbiamo iniziato a suonare nella stessa band e abbiamo continuato in duo. Tanta gavetta, nei locali e non solo, ci ha dato la possibilità di essere versatili: la dimensione acustica è un luogo in cui le nostre differenti influenze e caratteristiche musicali si incontrano.

L’interplay che aumenta di session in session è stato ed è tutt’ora il fondamento da cui partono tutte le nostre idee ed i brani che scriviamo.

 

Recentemente siete stati protagonisti del S. Benedetto Acoustic Guitar Festival con ottimi risultati. Cosa pensate dello stato attuale della musica in Italia?

La musica è difficilmente vista come un elemento di cultura da parte del grande pubblico, data la mercificazione estrema dell’“usa e getta”. E’ ovvio che quindi, in un paese dove i media bombardano gli utenti solo con alcuni tipi di musica, non si riesca a dare la possibilità al pubblico di ascoltare altrettanto bene la musica “underground” e del mercato “minore” indipendente, dando anche, per contro, scarsa possibilità, ai musicisti, di presentare la propria arte.

Internet e la tecnologia aiutano sul versante curiosità, ma hanno alienato quasi completamente la figura del musicista ed alimentato l’estinzione del supporto fisico (CD,Vinili,ecc.) e il relativo contatto.

 

Fingerstyle pop è il vostro genere: come mai una scelta tutta acustica, in un mercato discografico in cui il più delle volte prevale la scelta commerciale?

Per quanto riguarda le scelte, ne abbiamo fatte poche: le nostre esperienze personali, il repertorio e i nostri brani si basano quasi esclusivamente sulle passioni.

Le influenze che abbiamo accolto senza mai pianificare ci hanno portato a quello che siamo oggi. Di certo quando abbiamo iniziato il divertimento e la passione hanno prevalso su qualsiasi strategia commerciale e, tuttora, è la nostra prima regola.

Quando suoni e ti diverti, il resto prima o poi arriva da solo.

 

A che pubblico vi rivolgete maggiormente?

Ci rivolgiamo ad un pubblico attento alle sfumature, all’essenza ed alla qualità. La nostra musica è essenziale poiché chitarra e voce accolgono in pieno queste esigenze.

 

Il vostro repertorio tocca artisti del calibro di Sting, Police, Ben Harper, Dave Matthews Band, Jimi Hendrix: roba da intenditori... Per il vostro primo album vi ispirerete a questi grandi della musica o troverete una via originale tutta vostra?
Non c’è idea originale che non abbia solide influenze, non c’è ispirazione senza originalità. Questi sono alcuni degli artisti che ci è piaciuto e ci piace riproporre nella nostra dimensione acustica ma non dimentichiamoci che il nostro bagaglio musicale non si riduce solamente a questo.
Nik: Oltre al Rock, c’è tutta la componente di musica fingerstyle, che comprende autori e musicisti che non sono conosciuti al grande pubblico, ma che hanno influenzato il mio modo di suonare anche attraverso tecniche alternative e percussive. Senza dimenticare l’uso della chitarra weissenborn.
Giuseppe : Personalmente amo tutta la cultura afroamericana: è qualcosa che ha cambiato la musica moderna in modo radicale. La scoperta e lo studio di grandi musicisti di jazz, soul e funk,  l’improvvisazione e il non-obbligo dell’uso del testo, vedendo la voce al pari di tutti gli altri strumenti, mi porta a voler esplorare il mio strumento in modi sempre differenti. Del rock anni ‘70 amo l’immediatezza.

Cosa vi piace della musica d'oggi che non c'era nella musica di ieri e, viceversa, cosa, secondo voi, si è perso del modo di far musica ieri nei gruppi di oggi?
Nella musica di oggi c’è, di buono, la possibilità di realizzare produzioni più accurate grazie alla tecnologia, anche se questa può essere considerata un’arma a doppio taglio perché anche i musicisti non eccellenti possono alterare in studio le loro prestazioni. La musica di ieri era molto più diretta, coraggiosa e sperimentale, capacità che con il crescere dell’industria discografica sono praticamente scomparse, vedi la quantità di dischi di sole cover prodotti anche dai big della musica mondiale.

Progetti futuri?

Giuseppe : Sto per partire per il Belgio, frequenterò l’ultimo anno del triennio di laurea di jazz al conservatorio di Leuven, il Lemmensinstituut.  Parallelamente continuerò con le esibizioni live e a scrivere per i miei lavori discografici, OttoCorde compreso...

Nik: Completare il nostro primo lavoro discografico prima di tutto, poi ho in cantiere diverse composizioni ed arrangiamenti per chitarra acustica sola, per un eventuale discorso solistico sempre nell’ambito fingerpicking.

E  c'è sempre la mia rock band…(ndr, S.T.O.P. Band, Vasco Rossi cover band)

 

Potete accennarci qualcosa sui vostri prossimi concerti e dire ai nostri lettori dove possono reperire informazioni sul vostro progetto anche semplicemente per ascoltare la vostra musica?

Tutte le informazioni, foto, audio e video potete trovarli su:

 

www.myspace.com/ottocorde

http://www.youtube.com/user/Ottocorde

http://www.facebook.com/pages/OttoCorde/118232884097

ottocorde@tiscali.it

 

Grazie ragazzi!

 

Grazie a voi e buon ascolto!

 

 

MARIA GRAZIA RIZZITELLI

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