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Intervista a SOLO PDF Stampa Email
Martedì 15 Giugno 2010 15:59
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Francesco Grande
alias SOLO, è un chitarrista conosciuto per aver fondato o militato in diverse band locali, tra le quali i Gardenya e le M>i Dissonanze di Francesco Adessi, in cui milita tutt'ora.

Sentendo il bisogno di promuovere i propri brani da solista, parallelamente ai suoi diversi progetti, nasce questo nuovo gruppo, la cui proposta è incentrata su di un pop-rock elettronico con testi molto intimi.

Ecco l'intervista che è scaturita dal nostro incontro, avvenuto durante le selezioni per la finale dell'Arè Rock Festival 2010.


SOLO è un progetto recentissimo, ma ascoltando i brani che compongono il primo EP, si percepisce una maturità artistica che evidenzia un passato ricco di esperienze. Puoi farci un breve riassunto del tuo percorso musicale?

 

I percorsi di vita sono davvero strani per ciascuno di noi, non c'è mai un comun denominatore che li caratterizzi, se non l'amore per la musica che si manifesta in forme sempre imprevedibili. Nel mio caso è iniziato quando ero piccolo, sicuramente grazie a mio fratello che, un pò più grande di me, ascoltava molta musica ed era sempre attento alle nuove tendenze di quegli anni.

Poi un bel giorno ho scoperto la musica elettronica e ne sono rimasto affascinato, l'idea di utilizzare un computer per creare melodie nel continuo rapporto simbiotico tra uomo e macchina mi ha sempre entusiasmato. Col tempo è giunta l'esigenza di suonare uno strumento, così ho studiato chitarra per alcuni anni. Ho incontrato molte persone con cui ho suonato: la mia prima band fu insieme ad amici di liceo, per poi giungere ad un'altra esperienza importante, sempre con mio fratello ed altri amici, con i quali ho partecipato al primo contest in assoluto, classificandoci terzi. Tra il 2004 e il 2005 entrai nei Gardenya: gli anni successivi sono stati fondamentali dal punto di vista artistico e posso sicuramente affermare che è stata l'esperienza più importante fino ad allora. Come ho detto all'inizio, però, i percorsi di vita sono imprevedibili e nel 2009 ne ho iniziato uno nuovo e sicuramente grandioso.

 


Sei stato molto esaustivo! Non ci hai detto, però, quando e in che modo hai capito di essere pronto per un progetto "solista"...

 

Ho sempre avuto idee, brani, spunti e bozze gelosamente custodite nel mio scrigno che fremevano di essere compiute. In qualche modo ho rotto lo scrigno e ne è uscito qualcosa di nuovo e di importante per me: mi auguro di trasmettere le stesse buone vibrazioni.

 


Molti ti chiedono come mai il progetto si chiami "SOLO" dato che, invece, è un gruppo, e tu spieghi che in realtà è il tuo progetto personale che poi è stato appoggiato da un gruppo di amici. Eppure nei tuoi testi si sente spesso un forte senso di solitudine, tanto da far pensare che il nome
potesse esser dovuto anche a quest'emozione in particolare. Ti ci ritrovi? Cosa pensi della solitudine? Come mai, secondo te, nell'era della globalizzazione, della tecnologia e di tutte queste cose che dovrebbero piuttosto agevolare il contatto con gli altri, la solitudine sia così dilagante?

 

La solitudine creativa, quella positiva, può essere davvero ispiratrice, può portarti a riflettere ed essere critico verso ciò che ti circonda, verso le persone.

La globalizzazione, i mass-media, l'intero sistema sociale in cui viviamo non sempre è di aiuto, anzi molto spesso evidenzia errate differenze, crea falsi miti e può comportare un senso di inadeguatezza in molti individui.

Avere passione per qualcosa, che sia politica, sport, arte, musica... ci può rendere immuni dagli effetti devastanti di alcuni meccanismi radicati nella nostra società.

Non mi piace definirmi un solitario: certo forse non sono un vero e proprio "animale sociale”, ma ritengo che ognuno di noi abbia un suo percorso creativo, l'ispirazione può nascere da dentro o può essere sollecitata dagli eventi che si vivono nel quotidiano.



 

SOLO e creativo insomma. Come vengono concepiti i tuoi brani, dunque? Come nascono e come prendono forma?

 

Questa è la domanda del secolo! Quanto vorrei girare la stessa domanda ad almeno una decina di icone del rock-pop mondiale! Giuro che non lo so di preciso, solitamente parto da un'idea melodica e poi prende forma il testo, difficilmente capita il contrario, è comunque ogni volta una specie di magia che vorrei poter controllare e migliorare con il tempo: conosco persone che riescono a farlo ormai facilmente e le ammiro molto per questo.

 


Durante le interviste o all'interno delle recensioni di artisti emergenti si fa spesso uso (proprio o improprio) di paragoni con artisti più famosi. Questo talvolta si scontra con la sensibilità dell'artista
emergente, che vorrebbe esser ricordato più per la sua originalità che per un paragone, positivo o negativo che possa essere. Tu sei stato paragonato a qualche musicista in particolare? E se dovessi descrivere tu la tua musica, in maniera tale da far capire ai nostri lettori cosa si troveranno ad ascoltare, in che termini la descriveresti?

 

I paragoni non sono un argomento che mi infastidisce in particolare, anche se sfortunatamente i paragoni con artisti di riferimento scarseggiano ancora. Dico “sfortunatamente” perché quando ce ne sono molti significa che inizia a crearsi un pò di "rumour" attorno a te, dato che questo inevitabilmente avviene quando hai modo di aumentare la tua visibilità, specialmente tramite le esibizioni live.

La mia musica si inserisce in un contesto molto ampio che può essere il "pop" o il "rock", per cui le band a cui potrei paragonarmi sarebbero centinaia: ho una predilezione per l'elettronica perché è un ingrediente in più. Diciamo che, in sintesi, spero di fondere un sound internazionale ed attuale con testi in italiano che abbiano un'immediatezza compiuta... Innovativo vero? (Ridiamo)

Beh, alla fine l'importante è credere nelle proprie idee: se ci credi e ti comporti in maniera coerente questo alla gente arriva, poi ovvio che tra cento persone ci sarà sempre chi ti apprezza e chi no... cosa c'è di più oggettivo della soggettività dell'arte?

 


Ci puoi accennare qualche progetto futuro, sia come SOLO che come musicista nelle altre tue band?

 

E' iniziata una fantastica avventura con Francesco Adessi e le M>Dissonanze: sono entrato a tutti gli effetti in formazione come chitarrista e ci aspetta un anno all'insegna dei live e molte altre novità in vista.

Per quel che riguarda SOLO, invece, siamo nella fase embrionale, quella in cui c'è bisogno di farsi conoscere tramite concerti,  contest dedicati a band emergenti, web...

Ho l'onore di partecipare a Rumore Pop (www.myspace.com/rumorepop) di cui avete lungamente parlato nel magazine di I Think).

Come step successivo, una volta inquadrato un buon numero di brani, mi piacerebbe accarezzare l'idea di un cd autoprodotto e di un videoclip.

 


Una domanda importantissima: come possiamo fare per ascoltare la tua musica?

 

Facebook, myspace, wiple, rock it... sono più o meno tutti canali di riferimento su cui è possibile ascoltare SOLO.

Il myspace di riferimento, ad esempio, è www.myspace.com/sologruppo.

Prima di salutare vorrei ricordare che durante i miei concerti, oltre a distribuire gratuitamente copie del demo-cd, ci sarà la possibilità di ricevere sempre gratuitamente, tramite bluetooth sul proprio cellulare, un brano completo in mp3.

Grazie a Doriana e a tutto lo staff di I THINK, in bocca al lupo per ogni cosa e soprattutto...LET'S ROCK!

 

Grazie a te per tutto. A presto.

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