
| Maggio 2010 - Anno I - Numero 11 - INTERVISTA AI LA FAME DI CAMILLA |
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| Scritto da Admin |
| Lunedì 24 Maggio 2010 16:30 |
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Maggio 2010 - Anno I - Numero 11 La Fame Di Camilla è una band italo-albanese formatasi a Bari nel 2007, ma che ha già riscosso numerosi successi, l'ultimo dei quali è stato quello di risultare tra i 10 vincitori di Sanremo Nuova Generazione 60a edizione. La band è formata da Ermal Meta (voce, chitarra, piano, campionamenti), Giovanni Colatorti (chitarre), Dino Rubini (basso) e Lele Diana (batteria).
Come mai il nome La Fame Di Camilla? Il nome è un'idea, la rappresentazione umana di un pensiero. La fame come istinto, approccio non filtrato a quello che facciamo, che sentiamo. Avete vissuto recentemente l'esperienza di calcare il palco del teatro Ariston di Sanremo: quanta umanità gravita intorno al Festival? Si fanno degli incontri, si conoscono persone ma non si instaurano legami... Umanità? Poca. Eravamo senz'altro emozionati, sia prima che dopo... E' un'esperienza che va fatta almeno una volta. Cambieremmo sicuramente l'orario e l'attenzione nei confronti dei "giovani": ne serve di più. Sarebbe bello se la visione della realtà fosse così semplice, dualistica! Buio e Luce è solo una versione parziale di ciò che la realtà offre. In questo caso il buio rappresenta la ragione e la luce rappresenta l'istinto. Coesistono, convivono. Ci rivolgiamo a tutti quelli che ci vogliono ascoltare, che si vogliono emozionare con noi. Non cerchiamo di colpire, siamo semplicemente noi stessi. Scriviamo e suoniamo sempre dal vivo... per ora ci facciamo bastare questo. Dovresti chiederlo ad un prete! Noi ci occupiamo di musica, non di altro... Ci sentiamo vicini nel mood, nelle sonorità. Sicuramente l'introspezione è una delle motivazioni, ma la questione è anche che in Italia difficilmente abbiamo trovato dimensioni musicali che sentiamo vicine. Eccessivamente irrazionali semmai! Non è per evitare l'amore... non tutto quello che scriviamo ci rappresenta totalmente. Ci sono anche storie in cui ci immedesimiamo e che interpretiamo a modo nostro. Sempre la stessa cosa: tanti palchi e tanti live. Pirandello, Feuerbach, Chopin, Bach, Pink Floyd, Radiohead, Sigur Ros, Bjork e tanti altri. Credete che manchi qualcosa ai ragazzi della nostra epoca per poter essere felici? Sicuramente intanto gli manca un buon governo e quindi la possibilità di costruirsi delle prospettive. Non vedere l'orizzonte non rende di certo felici...
ANTONELLA FUCCILLI
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