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Aprile 2010 - Anno I - Numero 10 - Intervista a ZUZZURRO E GASPARE PDF Stampa Email
Scritto da Admin   
Lunedì 10 Maggio 2010 14:32
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 Aprile 2010 - Anno I - Numero 10

INTERVISTA AD ANDREA BRAMBILLA E NINO FORMICOLA IN ARTE ZUZZURRO E GASPARE.

 

I Think magazine incontra lo storico duo comico italiano in scena al teatro Curci con la commedia di Neil Simon "Ruomors", regia  di Massimo Chiesa.

 

Parlateci di Rumors, commedia di Neil Simon andata in scena per la prima volta a Broadway nel 1988....

Abbiam deciso di portarla in scena perchè a noi le opere del maestro della risata Neil Simon ci son sempre piaciute, infatti nel 1986, quando abbiamo abbandonato il video per dedicarci al teatro abbiamo interpretato "Andy e Norman", due giornalisti innamorati della stessa vicina di casa che per arrivare a fine mese scrivono articoli dozzinali per ogni genere di giornale. Era invece il 1995 quando abbiam interpretato "La strana coppia"e, oggi a distanza di quindici anni riproponiamo Neil Simon con "Rumors", che significa "Pettegolezzi". Una commedia che non viene replicata moltissimo, e questo è stato un altro motivo di scelta, una"pseudofarsa". Non si tratta della solita commedia di Neil Simon; la vicenda si svolge in un appartamento con nove personaggi ma "Il" personaggio in realtà è uno solo, cioè abbiamo la descrizione di un personaggio unico che raccoglie in sè gli aspetti degli altri otto.

Ritmo incalzante, porte che si aprono e si chiudono, tempi matematici, il pubblico come reagisce?

Il pubblico reagisce e risponde molto bene quando noi stessi siamo in grado di comunicare quel che sta accadendo. Non bisogna confondere a livello teatrale, il ritmo con la velocità. Sono completamente differenti. Indubbiamente la commedia ha il ritmo dell'equivoco.

In che rapporto sono la risata e l'equivoco?

L'equivoco è sempre stato un ottimo artificio per far nascere la risata e funziona molto bene quando però non viene messo in evidenza, infatti l'equivoco perchè funzioni non va mai sottilineato. Nella vita accade un equivoco e vien da ridere, ecco, con la stessa naturalezza dovrebbe presentarsi sul palco perchè funzioni.

Avete più nostalgia di un passato momento lavorativo o più voglia di affrontarne uno futuro?

Tu pensa che siam talmente scemi che non abbiamo nemmeno nostalgia di quando eravamo più giovani! (Ridono)

Vivete fortemente il presente quindi.....

Si!Ci siam detti che dobbiamo assolutamente andare a vedere "Avatar" al cinema, occorre nutrirsi di temi sempre attuali, a maggior ragione ora come ora che abbiam ripreso a fare Zelig.


Che tipo di rapporto avete con l'improvvisazione?

Nell'improvvisazione ci siamo nati. Proprio poco fa, abbiamo messo su un pezzetto di carta che ho in tasca, lo sketch da portare a Zelig. Io per esempio a sessant'anni, un figlio grande di ventiquattro, se sono solo in ascensore mi metto a fare le boccacce e finchè sarà così, andrà bene, perchè vorrà dire esser vivi.

Cosa rappresenta lo spettacolo "Che botta" per entrambi, e in particolare per Zuzzurro?

È uno spettacolo di cabaret che ho scritto personalmente dopo l'incidente e dopo essermi ripreso dal coma durato due mesi in ospedale. Ho pensato che ne son venuto fuori, perchè non parlarne!Il fatto di poter ridere e sorridere di avvenimenti brutali che fan parte della vita, dipende comunque dal carattere e dalla personalità di ognuno...nel mio caso era una giusta opportunità per risolvere determinati aspetti che ne sono conseguiti.


 

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