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Aprile 2010 - Anno I - Numero 10 - Intervista agli WIDE PDF Stampa Email
Scritto da Admin   
Martedì 04 Maggio 2010 13:56
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RUMORE POP.

INTERVISTA AGLI WIDE.

 

Ciao ragazzi, voi avete organizzato le date di Rumore Pop per Marzo. Trovate che organizzare concerti rock dalle nostre parti sia più difficile rispetto a farlo nelle grandi città del centro-nord o addirittura fuori dall'Italia? Oppure avete trovato un ambiente favorevole a questo tipo di proposte, che magari aspetta solo di essere meglio organizzato e gestito?

 

L'organizzazione da Roma in giù, a giudicare dalle esperienze di colleghi che hanno azzardato l'avventura "Milano", è meccanicamente e radicalmente ridicola perché lì funziona: "Ti apro il locale, tu suoni perché c'è gente curiosa e assetata di novità musicali, che Dio te la mandi buona, dacci dentro" Qui invece: "Vuoi suonare? Quanta gente mi porti? Quante cover fai?". Questo non nasce a mio avviso dalla grettezza dei gestori (che sono in ambo i casi comunque degli imprenditori) ma dal differente grado di apertura mentale dell'ascoltatore medio di musica.
Credo basti come fotografia.

 

 

Sul vostro myspace (www.myspace.com/widewidewide) parlate di un'evoluzione musicale che parte da territori non troppo originali fino ad approdare al personalissimo “Wider-rock”...In che consiste questo vostro genere?

 

Le prime composizioni in italiano (l'idea Wide nasceva come duo chitarristico che componeva in inglese qualche verso) facevano capo ad uno stile ancorato a strutture blandamente sentite. Gli ultimi tempi invece stanno facendo sì che la maturazione sia più spavalda, così come l'ispirazione. Il Wider-rock è un modo per descrivere questa necessità di divagare in universi ancora da scoprire. E' un cammino arduo, ma che siamo onorati di intraprendere in estrema libertà.

 

Quest'anno avete partecipato anche alle selezioni per il festival di Sanremo: che ne pensate di questo festival? Secondo voi rappresenta ancora la vera musica italiana? E se ne diventaste direttori artistici per un giorno, in cosa lo modifichereste?

 

La nostra etichetta discografica (FARO Records) ha scelto uno dei nostri brani "embrionali" per tentare questa strada. Il concorso ha visto 998 partecipanti e solo sei finalisti senza selezioni intermedie. Mi è personalmente sembrato un po' dispersivo e fugace lo svolgimento, tuttavia, il parere della giuria è insindacabile.
Se fossi il direttore artistico... in questa Italia così arretrata musicalmente, non avrei neanche venti telespettatori.
Proporrei soltanto musica di nuove proposte selezionata da strettissimi collaboratori. Sanremo proprio perché tradizionalmente seguito da milioni di persone, DOVREBBE essere il modo per lanciare davvero qualcosa di serio ma...niente. La categoria giovani sembra un dovere, invece dovrebbe essere lo stimolo a differenza delle lagne sul sociale ipocrite e stra-rivoltate mille volte.

 

 

Un solo aggettivo per gli altri gruppi che stanno condividendo con voi questa nuova avventura. Come li definireste complessivamente?

 

Fenomenali. Il livello tecnico è incredibilmente alto...noi Wide stiamo imparando molto da ognuna di loro.

 

 

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