
Mr.Connecticut: il nome farebbe pensare ad una band d'oltreoceano, dedita ad un country rock chitarristico e scanzonato. Invece si tratta di un gruppo pop psichedelico puramente tricolore, calabrese per la precisione, composto da Peppe Barresi (voce e chitarra); Domenico Amuso (tastiere e synth); Davide Furfaro (chitarra elettrica); Agostino Taverna (basso); Roberto Ciardulli (batteria) e Francesco Sorace (artigianalsound, riprese, acquisizione, booking... chi più ne ha più ne metta!). Si sono esibiti durante la nona serata dell'Arè Rock Festival 2010 e dunque eccovi l'intervista esclusiva che abbiamo realizzato.
Ciao ragazzi, la prima cosa che ci ha colpito di voi all'Arè Rock è stata la presentazione, in cui avete dichiarato di essere degli appassionati del FA... Come mai questa singolare affermazione?
In realtà è nato tutto per caso: riflettendo sulle nostre canzoni avevamo notato che praticamente tutte contenevano un Fa settima. Così, per scherzo, abbiamo pensato di intitolare Le meraviglie del Fa il nostro primo disco autoprodotto.
Sul vostro myspace si legge che siete stati “dei punk incazzati, dei capelloni, dei fini rumoristi ed anche degli onanisti elettronici”. Credete che sia rimasto in voi qualcosa di queste distinte esperienze, che arricchisce la vostra proposta musicale attuale? Se sì, in che misura lasciate spazio a queste contaminazioni e in che misura, invece, ne prendete le distanze?
Abbiamo iniziato a suonare tutti fin da molto giovani. La cosa più ovvia è stata quella di cercare di suonare le cose che ti interessano, che ti fanno emozionare e ballare. Il resto diventa, con un po' di perseveranza, un movimento verso le proprie caratteristiche personali e musicali, cercando di disinteressarsi alle etichette e di suonare quello che sentiamo sia giusto per noi suonare. Crediamo veramente che le esperienze musicali passate possano contribuire a diventare "attitudine" ed in questo i Mr. Connecticut sono avvantaggiati: seppur suonando pop, ci sentiamo rock n' roll. Molto rock n' roll!
Voi provenite da Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. Pensate che la vostra regione supporti abbastanza gli artisti emergenti? In che modo e attraverso quali canali?
La situazione in Calabria non è delle migliori, ma neanche tanto tragica. Con un po' di impegno e di perseveranza le occasioni per suonare non mancano. La nota dolente è costituita dalle strutture: sale prova, locali, ecc. Ma a lamentarsi sono bravi tutti...
Da qualche anno, più o meno da quando è in voga internet e i costi della linea ADSL si sono notevolmente abbassati, il mercato discografico urla al mondo la sua crisi. Cosa pensate di questa faccenda?
La questione è veramente problematica e probabilmente si tratta di una questione prima di tutto culturale. Il fast-food ha vinto ovunque, anche nell'arte. Noi preferiamo ancora sfogliare i libretti dei cd che compriamo, piuttosto che scaricare la musica.
Restando in quest'ambito, secondo voi il mercato discografico è destinato ad un'imminente rivoluzione (che in parte, forse, si sta già attuando con iTunes e simili)? E credete che gli artisti e chi lavora nel mondo della musica possano risentire economicamente di questo cambiamento?
In Italia le cose sono forse peggiori che nel resto d'Europa. Possiamo solo dire che i cambiamenti ci piacciono, a patto che vengano vissuti con consapevolezza ed intelligenza. Devono prima di tutto mutare le prospettive di chi fa musica e di chi l'ascolta. Il resto, le majors, le etichette indipendenti e quant'altro, dovrebbero smetterla di perpetrare questa sorta di sfruttamento del lavoro "immateriale".
Visto che ci stiamo girando tanto intorno, parliamo esplicitamente della VOSTRA musica. Come nascono le vostre canzoni?
Si parte sempre da uno spunto musicale, ma sovente capita di iniziare da un testo, dalle sensazioni che stimolano le parole. Siamo molto affezionati alla forma-canzone e in Italia gli esempi sono veramente illustri: Battisti su tutti, anche se questa cosa potrebbe far storcere il naso ad alcuni. Comunque nei Mr. Connecticut l'intero processo creativo viene vissuto con tranquillità... e anche molto divertimento.
Qual è il disco che vi ha cambiato la vita?
Tanti, troppi. Possiamo provare a fare il nome di una canzone: A night like this dei Cure. Commovente.
Probabilmente molti nostri lettori si incuriosiranno nei vostri confronti e vorranno ascoltarvi: a parte le canzoni disponibili sul vostro myspace ( www.myspace.com/misterconnecticut ), hanno la possibilità di acquistare i vostri brani da internet?
Per adesso Le Meraviglie Del Fa, il nostro unico disco autoprodotto, si può richiedere dal nostro myspace. Per il resto, stiamo cercando di attrezzarci.
Chiudiamo questa intervista chiedendovi cosa ne pensate della città di Barletta che ha ospitato l'Arè Rock Festival, e una cosa che vi piace della Puglia in generale.
Barletta ci è piaciuta molto. E non è una questione di paraculaggine. Non abbiamo avuto modo di vedere granché della Puglia, poiché si è trattato di un concerto mordi e fuggi. Suoneremo presto a Brindisi, per cui cercheremo di fare un po' di più i turisti.
Grazie per averci dedicato il vostro tempo.
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