
| Interviste Arè Rock 2010 - 7 serata - WIDE (Bari) |
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| Scritto da Admin |
| Lunedì 26 Aprile 2010 08:57 |
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Ragazzi, voi siete tra le band più attive e presenti ai contest locali e nazionali (come il SoundVito Rock Festival o lo stesso Arè Rock Festival, ma anche Sanremo e molto altro...), inoltre partecipate con entusiasmo alle rassegne come Rumore Pop, nate per il puro piacere di condividere la propria musica con altri gruppi e con la gente. Come giudicate i contest che si organizzano in Italia? Secondo voi riescono a dare delle valide opportunità ai gruppi emergenti? Senza dubbio la quantità di iniziative è di tutto rispetto e passando al setaccio tutti i concorsi a cui abbiamo partecipato e quelli a cui intendiamo proporci in futuro, si può dire che la situazione non è spenta. Una nota immediata è di sicuro il grande divario che spesso si crea fra le categorie musicali nel senso che spesso molti concorsi sotto le mentite spoglie di "festival per tutti i generi" in realtà prediligono di gran lunga uno stile in luogo di altri, ma poco male, perché il bello è proprio proporsi!
La nostra Puglia sta probabilmente cominciando a svegliarsi da un punto di vista musicale, ospitando, infatti, numerose rassegne e festival, per tutti i generi musicali. Già solo nell'ambito del rock, oltre ai già citati Arè e Rumore Pop, c'è il Giovinazzo Rock Contest, il Rock Against e molti Per quanto personalmente odiamo il cronico disincanto, non crediamo si possa creare una scena musicale che possa definirsi come “nuova Seattle”, in quanto c'è ancora troppa chiusura mentale, competizione fra i generi, senso di superiorità, divismo... Tutto ciò denigra l'anima della musica e molti non se ne accorgono ancora.
Parliamo un pò della vostra musica, chi sono i grandi della musica che vi hanno fatto venire voglia di suonare? Abbiamo la fortuna di provenire da background diametralmente opposti. Dal funky al heavy rock, dal pop alle più profonde spelonche psichedeliche. Difficilmente avvertiamo palpabilmente l'influenza di artisti in particolare, ma indubbiamente riconosciamo che l'invasione britannica è molto viva nel nostro modo di comporre.
Come nascono le canzoni degli Wide? L'esperienza è filtrata dalla voglia di resistere nel sogno. La realtà diventa soltanto un foglio su cui buttar giù la vera essenza dei pensieri. Le canzoni degli Wide è come se aspettassero da anni di vedere la luce...
Quali messaggi vorreste che restino forti e chiari nei vostri ascoltatori? Non serve a nulla crogiolarsi nella disperazione. Chi soffre in maniera passiva è soltanto PIGRO. Bisogna schiaffeggiare le lacrime e vivere di noi stessi, la fonte di ogni risposta, di ogni felicità.
Se doveste dare una definizione di "Musica", cosa direste? L'estasi ultima dell'immaginazione.
La Musica è, al giorno d'oggi, una delle arti che riesce maggiormente ad aggregare, quindi ad arrivare ad un numero maggiore di persone e, dunque, ovviamente, i messaggi che lancia il musicista sono amplificati molto più di quelli che può lanciare un poeta o un pittore... Questo significa, secondo voi, che con la musica si può in qualche modo contribuire a cambiare il mondo? Molti artisti del passato l'hanno fatto. Ora lo show-business ha fagocitato ogni stimolo a proporsi al di là dell'orizzonte denaro.
Per concludere, fate un saluto ai nostri lettori e diteci come poter ascoltare la vostra musica. Stiamo ultimando il mixing del nuovo album quindi rimando i lettori al sito www.widewidewide.it per ascoltare i nostri precedenti lavori in attesa dei prossimi brani. |


























