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Una band consolidata e comunicare al pubblico tutta l'adrenalina che scorre nelle loro vene. Tanto è vero che della loro potenza si sono accorti anche grossi nomi del panorama musicale internazionale, come il produttore Michael C. Ross e addirittura Brian May e Roger Taylor! Per ascoltare un assaggio dei loro brani andate su www.myspace.com/shideita. Per l'intervista esclusiva che I Think ha dedicato loro, vi basta leggere qui di seguito.
Ciao ragazzi, innanzitutto potreste presentare brevemente la vostra band, per tutti coloro i quali vi scoprono adesso per la prima volta?
Gli Shide sono una hard-rock band con voce femminile. Ci teniamo a precisare che siamo molto molto diversi da band come Lacuna Coil o Evanescence, molto spesso veniamo accostati a loro per via delle distorsioni molto marcate e per la voce femminile....ma queste due caratteristiche sono troppo vaghe per rendere il paragone fondato.
La musica degli Shide è un qualcosa che noi stessi abbiamo difficoltà a definire...
Per questo rimandiamo sempre ad ascoltare la nostra musica, è l'unico modo per descrivere al meglio chi siamo e cosa facciamo.
Spesso è parte fondamentale della vita del musicista avere più di una "situazione", in cui poter sfogare le diverse sfaccettature del proprio essere artista. i membri degli Shide hanno altri progetti oltre questo?
Si, attualmente abbiamo vari side project in piedi. C'è sempre tantissimo lavoro da fare e il tempo non basterebbe a sviluppare un solo progetto fatto bene, ma ovviamente i musicisti devono andare contro ogni senso logico e fare mille cose tutte insieme!
Nel nostro caso Stefano e Donato suonano in un progetto southern rock, i Southern Kross, in cui Stefano è anche il cantante oltre che chitarrista. Recentemente collaborano anche con altri musicisti baresi in un progetto cover band dei Foo Fighters, ma è ancora in fase di sviluppo. Marco, che ha appena terminato la tourneé del musical We Will Rock You come percussionista, studia alla scuola civica di Milano e lavora presso l'Accademia della Scala come percussionista/timpanista. Renata partecipa a varie iniziative culturali organizzate a Bari e in Puglia nell'ambito teatrale, musicale e della danza.
Trovate che far parte di più band sia maggiormente costruttivo o dispersivo per un musicista?
Dipende tutto da come ci si organizza e da come si ottimizzano i tempi, le prove e i concerti. Se tutto viene ben fatto, penso che sia tutto molto costruttivo. Lavorare con diversi musicisti ti arricchisce e ti permette di approfondire diversi aspetti e modi di comporre. Ha senso, comunque, nel momento in cui i vari progetti si differenziano nel genere, altrimenti sarebbe come avere varie copie della stessa band...
Come vi siete conosciuti e com'è nata l'idea di metter su il progetto SHIDE?
Tutto per caso. Gli Shide nascono tanto tempo fa... quasi 9 anni fa! Siamo nati ad una jam session scolastica, non ci chiamavamo Shide ma poi l'evolversi della band e il susseguirsi dei componenti ci hanno portato alla formazione attuale, al genere che proponiamo con la sonorità che negli anni abbiamo perfezionato e reso il marchio di fabbrica degli Shide.
Cosa vi lega da tanto tempo e cosa apprezzate gli uni degli altri?
Alla base c'è ovviamente un forte rapporto di amicizia. Se non ci fosse amicizia e stima il lavoro diventerebbe duro, in salita e poco produttivo e stimolante. Ognuno di noi ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli e nel momento in cui troviamo a confrontarci sulle problematiche della band l'apporto di ognuno di noi è decisivo! Senza entrare nei particolari si può dire che abbiamo un buon equilibrio sia tecnico che caratteriale.
La voce maschile è molto diversa da quella femminile: quali sono, secondo voi, i vantaggi e gli svantaggi (se ce ne sono) dell'avere una vocalist donna piuttosto che uomo?
Il nostro genere è un po' particolare. In Italia non è molto compreso. Siamo hard-rock ma non centriamo nulla con band storiche tipo Guns 'n Roses o band glam-rock anni '80....nulla a che vedere. Siamo come degli AC/DC ma con una voce femminile, degli inserti progressive (che vengono dal nostro passato), giochiamo molto con le ritmiche basso-batteria non trascurando mai la melodia e gli arrangiamenti.
Il vantaggio è l'originalità, lo svantaggio è che tante, troppe volte chi ci ascolta non riesce ad "etichettarci" e a volte questo è un problema.
Come nascono le canzoni degli Shide?
La composizione non segue mai uno schema preciso. Ad esempio i brani lenti a volte sono composti principalmente sulla chitarra e poi arrangiati con la band, ma i brani più hard rock nascono da idee, riff e poi vengono sviluppati suonandoli in sala prove. Dopo di che si passa a dare una forma al brano, una struttura, lo si matura tenendo presente che stile di cantato dovrebbe essere affiancato e poi si passa all'ultima fase, ovvero l'inserimento della voce. A volte abbiamo anche lavorato completamente al contrario, quindi partendo dalla voce, ma solitamente prediligiamo il primo procedimento.
I brani poi passano in pre-produzione dove si sviluppano meglio gli arrangiamenti in funzione dell'incisione su disco. Questa fase è molto importante poiché il disco necessita di una cura differente rispetto all'arrangiamento live.
Qual è la più grande soddisfazione che avete ricevuto fino ad oggi e che traguardo vi piacerebbe riuscire a raggiungere più di ogni altra cosa?
Gli Shide sono stati ascoltati, grazie al lavoro della nostra etichetta AlmostFamous srl e del nostro manager Fortunato Ciampi, da un importante produttore americano, Michael C.Ross, che, dopo aver ascoltato vari artisti italiani, ha individuato in noi qualcosa di diverso, qualcosa che lo ha impressionato ed entusiasmato. Con Michael C.Ross si è instaurato un bel rapporto di amicizia e siamo in collaborazione con lui per la produzione del nostro disco di prossima uscita. Questa è stata sicuramente una bellissima soddisfazione e un grandissimo complimento per la band.
In più il nostro EP è stato ascoltato da Brian May e Roger Taylor più tanti altri importanti musicisti professionisti che ci hanno fatto tanti complimenti e che sono diventati nostri supporter e fan.
Tutto questo ci fa ben sperare per i nostri progetti futuri che sono l'uscita dell'album e la sua promozione. In questo momento è tutto molto difficile per le band, per la musica soprattutto in Italia e per il rock in generale. Noi lavoriamo per dimostrare che nulla è impossibile!
Vi ringraziamo e speriamo di rivedervi presto sul palco. In bocca al lupo per tutto.
Crepi ! ciao!
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