il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Interviste»Interviste Arè Rock 2010 - 7 serata - IO HO SEMPRE VOGLIA (Monopoli)
Interviste Arè Rock 2010 - 7 serata - IO HO SEMPRE VOGLIA (Monopoli) PDF Stampa Email
Sabato 17 Aprile 2010 13:58
AddThis Social Bookmark Button




Gli Io Ho Sempre Voglia vengono da Monopoli, si sono formati nel 2003 come gruppo punk, per giungere poi ad una dimensione musicale più simile ai cantautori indie italiani, ma anche a Max Gazzè e Rino Gaetano.

Rispondono ai nomi di:
Vittorio Nacci (Voce, Chitarra, Moog, Polysix, Claps, Cori); Silvio Pellicano (Basso); Carletto Petrosillo (Chitarra, Cori, Synth, Mandolino, Contrabbasso) e Onny Allegretti (Batteria, Percussioni, Cori, Tamburello, Shaker).

Per ascoltare assaggi della loro musica potete visitare il loro myspace all'indirizzo: www.myspace.com/iohosemprevoglia anche se sono una band consigliatissima dal vivo!

Sentite perché...


Ciao ragazzi... Io Ho Sempre Voglia... di conoscere il ragionamento che ha portato a forgiare il moniker delle band. E voi, di cosa Avete Sempre Voglia?

(Ridono) bè, la realtà è che il nome non l'abbiamo scelto noi!
Originariamente era lo stesso acronimo di quello che è oggi, ovvero IHSV, ma con tutt'altro significato...
Successivamente accorgendoci della difficoltà, da parte del pubblico, di ricordare un simile "codice", ci siamo messi alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Vittorio, in quel periodo frequentava il Centro Europeo Toscolano di Mogol e fu proprio quest'ultimo a suggerire il cambio di sigla... cioè di non cambiare radicalmente il nome, così da non perdere la fetta di pubblico che un pò già ci seguiva.
Così tra le varie proposte saltò fuori dalla sua bocca: "che so, potete usare qualcosa di malizioso, che ha a che fare con le voglie della gente, con i vostri testi, qualcosa che rimane... IO HO SEMPRE VOGLIA... mi sembra perfetto, ha persino le stesse iniziali del vecchio.", a noi piacque subito moltissimo ed eccoci qua!
Per quanto riguarda noi, invece, di solito viviamo un rapporto di divertimento e spensieratezza con le nostre voglie, persino con quelle più maliziose... a voi l'immaginazione! (Ridiamo)

Sulla vostra biografia si legge che le vostre radici, come gruppo, si fondano nel punk. Eppure dopo il cambio nome e di parte della formazione siete diventati più indie-cantautorali e il punk è rimasta un'eco lontanissima... A cos'è dovuto questo "cambio di rotta"?

La tua definizione di "indie-cantautorali" è parecchio azzeccata se si pensa al fatto che tra quel periodo punk e questo, decisamente versato nel pop, ne abbiamo avuto uno, appunto, cantautorale... sai, di quelli seduti, con la chitarra acustica sulle gambe, vestiti di nero, con la voce baritonale, testi presi dal vocabolario dei sinonimi e senza troppe melodie orecchiabili... ma nooo, scherzo!!! (Ridiamo).
Il cambio, a dire la verità, è stato naturalissimo: penso che in questo abbiano influito moltissimo i due anni al C.E.T. di Mogol.
Crediamo che le canzoni debbano essere scritte per comunicare qualcosa e questo "modo" ci ha spinto a ricercare sempre più l'essenzialità e la semplicità di una canzone scritta con scrupolo, per arrivare a chiunque, e non troppo complicata che resta a pochi.

E forse non a caso siete partiti dal punk, che è una musica semplice e diretta per antonomasia. Qual è il punk che omaggiavate con le cover del vostro primo periodo e a chi, invece, vi ispirate maggiormente adesso?

Mah, inizialmente spaziavamo parecchio, perché i gusti erano diversi. Comunque ci nutrivamo di soprattutto del cosiddetto Punk'77, quello old school.
Oggi, invece, che abbiamo quattro personalità belle che formate, divergiamo quasi su ogni cosa.
Vittorio, per esempio, continua ad ascoltare quel punk d'annata, New Wave, ma anche moltissima musica inglese e molto altro, Silvio ascolta moltissimo glam-rock ma allo stesso tempo adora la musica classica, Onny ascolta soprattutto progressive '70, soprattutto italiano e inglese, mentre Carletto ascolta Korn, Bennato, Nick Drake... senza farsi troppi scrupoli.
C'è da dire che condividiamo tutti Beatles e Radiohead!

Vittorio, cosa non ti saresti mai aspettato di apprendere al C.E.T. e che ricordo di questa esperienza, in particolare, resterà indelebile nella tua memoria?


Comincio col dire che passai tutta la prima settimana a guardare la mano destra di Mogol e a pensare che è impossibile che una sola mano abbia scritto tutte quelle cose e di così alta qualità; poi sono venuti gli insegnamenti fondamentali dei docenti. Ho imparato soprattutto che la musica non può essere solo un palco su cui sali e sfoghi le tue frustrazioni e dove magari cerchi gli applausi di gente, ma può essere una via ampia e luminosa per dire cosa pensi su certe questioni. Come gruppo, ci piace pensare che un intellettuale possa capire cosa stiamo dicendo (magari anche condividerlo), allo stesso modo dell'ultimo degli analfabeti: ci piace quest'immagine, li vogliamo entrambi ad un nostro concerto!

Qual è stato l'ultimo libro che avete letto?


Silvio: Sinceramente io non amo troppo leggere.
Carletto: Diciamo che io condivido la risposta di Silvio: preferisco suonare!
Vittorio: Io ho letto di recente Una Vita di Guy De Maupassant.
Onny: Io invece la biografia completa dei Pink Floyd che mi ha regalato Vittorio per Natale...

Invece qual è stato il disco che vi ha cambiato la vita?

Silvio: A me We Are The Ark dei The Ark
Carletto: I buoni e i cattivi di Edoardo Bennato
Onny: Per me sicuramente In The Court Of The Crimson King dei King Crimson
Vittorio: Io invece dico senza dubbio Revolver dei The Beatles

E qual è stato il gruppo o il musicista che ha fatto venire voglia di iniziare a suonare anche a voi?

In coro: NIRVANA!

Un'ultima domanda: qual è stato il gruppo a cui vi hanno paragonati, che vi ha fatto più piacere, e quale vi ha, invece, dato più fastidio?

Che bella domanda! Bè, il paragone che ci fa sempre tanto tanto piacere è quello con Max Gazzè che tutti ADORIAMO; è geniale, pulito ed efficace!
L'accostamento meno piacevole, invece, lo abbiamo quando, la gente, tende a tirar fuori nomi quali Negramaro, Vibrazioni e addirittura Francesco Renga. Non che siano artisti che non apprezziamo, ma non ci rivediamo per niente nella loro musica, sia come intenzioni che come scrittura; credo anche che queste persone debbano assistere ad un nostro live (lì qualcosa di punk c'è ancora rimasto!). (Ridiamo)

Sì, in effetti all'Arè Rock l'abbiamo notato! Nonostante siate stati il primissimo gruppo a suonare, quando la sala era ancora mezza vuota, avete creato un'atmosfera dove veramente si respirava adrenalina allo stato puro! Dunque ragazzi, grazie per il tempo che ci avete dedicato e speriamo di rivederci presto, magari proprio per la finale dell'Arè Rock.

Grazie a voi per quest'ottima intervista e soprattutto per non aver chiesto la solita pappa, come spesso si tende a fare con gli artisti emergenti. Lasciamo a tutti i vostri lettori baci sparsi e vogliosi!

_______________________________________________
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!