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Interviste Arè Rock 2010 - 5 serata - BARACK & BURATTINI (Montevarchi) PDF Stampa Email
Sabato 03 Aprile 2010 10:20
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Irriverenza, sana demenzialità ma anche forte spirito di ribellione: questo è alla base del progetto degli aretini Barack & Burattini: quattro musicisti con diverse esperienze alle spalle, riunite tutte sotto un unico moniker per il "bene della causa". Più in là I Think recensirà anche il loro EP Rock en vrac (Rock alla rinfusa), ma intanto godiamoci il loro punto di vista sulla vita, la musica e la società.

Un progetto giovane, questo dei Barack & Burattini, eppure dalla maturità che emerge nelle composizioni e dalla vostra "perizia tecnica", si evince che sicuramente, come musicisti singoli, avete una lunga storia. Quali sono state le vostre precedenti esperienze?

Difficile descrivere le esperienze di ogni singolo componente in due parole visto il lungo periodo di attività di ognuno di noi… Il progetto Barack & Burattini è un’ insieme unico che riesce a miscelare la vena roots-reggae del nostro chitarrista solista Michele Papi, l’ alternative-rock/post-punk francese del cantante Fréderic Feliciano, le fantasie indie-rock contaminate da una forte matrice blues del batterista Nicola Morandi e per finire le influenze NoWave del bassista Lorenzo Burchi… E' nell’ascoltarci che troviamo lo spazio del nostro essere musicale.

I vostri testi (e il loro perfetto connubio con la musica) sono "politicamente scorretti" e, attraverso un irresistibile sarcasmo, denunciano o ironizzano su situazioni che fanno poco onore ai politici e alla società. Quanto credete che possa ancora fare una canzone per cambiare uno stato di cose che tutti ci rendiamo conto essere ingiuste ma che pochi hanno il coraggio di denunciare?

Non ci sentiamo affatto coraggiosi nel denunciare quel che è ovvio, quel che è sotto gli occhi di tutti… Una canzone ha il vantaggio di rimanere impressa, il suo testo fa parte della storia e una volta che viene messo in scena tante piccole cose tutte assieme pesano.


Il potere paga il silenzio, e in un momento di crisi sono in pochi a pensare che sia meglio mantenere intatta la propria dignità anzicché svenderla per promesse di lavoro o soldi. Credete che sia sempre vera questa affermazione?

Viene in mente “il discorso tipico dello schiavo” di Silvano Agosti, in cui la gente, in un recente passato, si trovava a decidere se era meglio leccare il pavimento o morire: cazzo, ho un mitra alla nuca! Lecco il pavimento! Oggi "leccare il pavimento" è diventata un’aspirazione! Come cambiare la situazione? Cercando di mettere in luce lo schifo che c’ è sul “pavimento”.


Il vostro cantante è parigino mentre la band è toscana: facendo un confronto tra la musica italiana e quella francese, quali sono, secondo voi, i punti di forza di ciascuna tradizione musicale e cosa, invece, non vi piace della musica italiana e cosa di quella francese?

“La musica è quel che la musica fa” …detto Zen del Valdarno ripreso da un Monaco Parigino :)


Eravate già stati in qualche città della Puglia prima di venire a Barletta per l'Arè Rock Festival? Che idea vi siete fatti dei pugliesi?

Alcuni di noi erano già stati in Puglia: siete fantastici, dai comizi in piazza che abbiamo visto al nostro arrivo con molta partecipazione da parte della gente e che in parte ci spiega come sia possibile il "fenomeno Nichi Vendola", all’ospitalità avuta da parte dello staff dell’Arè e di tutti…veramente siete fantastici,
Per le critiche negative invece dovremmo conoscervi meglio: ad oggi, sarà stata la bella giornata, sarà stato il piacere del viaggio, attraversando l'avellinese per ritrovarci in questo posto magnifico che crediamo si chiami Vallata, che ci ha da subito ricordato una miriade di paesaggi fantastici, dall'Irlanda con distese verdi di foraggio per i pascoli, all'Andalucia con le sue pianure piene di pale....e di bellissime Mucche! E poi questi enormi Ulivi, Testimoni e Signori da lunghi anni di un paesaggio unico...
Conosciamo anche il Salento con la sua "Notte della Taranta", manifestazione cultural-musicale unica al mondo, sia per la storia che per l'impressionante ballo, la Pizzica, carico di passioni e amore per la vostra terra, un amore potente che vi fa onore perché siete riusciti a tramandarvelo di generazione in generazione.
Michele (il chitarrista) ci aggiorna spesso sugli eventi legati al Reggae, e non manca mai di ricordarci le stupende feste sulla spiaggia con Sound System da tutto il mondo e con artisti internazionali, tanto che il Salento è chiamato "La Giamaica d'Italia"...e forse non solo per il Reggae... :-)
W la Puglia lu Paese do’ sole!


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