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Interviste Arè Rock 2010 - 5 serata - IL CAVALIERE ALESSANDRO (Barletta) PDF Stampa Email
Sabato 03 Aprile 2010 10:02
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Alessandro Cavaliere, alias Il Cavaliere Alessandro, è un musicista barlettano polistrumentista e versatile. Dopo aver militato in diverse formazioni locali ha iniziato a proporsi come cantautore, nel 2008, inizialmente da solo, con voce, chitarra e groove box. Da qualche tempo, però, è supportato nei live da Ruggiero Chiarello alla chitarra, Michele Palmieri al basso e Angelo Ceci alla batteria. Con questo gruppo si è esibito durante la quinta serata dell'Arè Rock Festival 2010.

Sappiamo che hai un trascorso musicale ben movimentato e versatile. Qual è stata la tua formazione come musicista?

Sono "nato" come batterista autodidatta e la mia prima band, i Blindness, con cui ho suonato dal 1996 al 2002, era un gruppo punk. Poi ho lasciato la batteria per diventare cantante e chitarrista, dal 2003 al 2004 nei Sexy Girl Super Star. Dopo questa esperienza ho trascorso una lunga fase introspettiva fuori dalle scene, alla ricerca di me stesso. In questo periodo ho letto numerosi classici della letteratura e ho studiato le arti figurative e tutto questo lavoro, per quanto non musicale, ha portato poi alla "gestazione" di Occidente Al Mercato Del Niente,  il primo album che porta la firma Il Cavaliere Alessandro. (...e che I Think ha recensito nel numero di Dicembre ndr)

Infatti nel tuo disco (che si può scaricare gratuitamente da www.myspace.com/ilcavalierealessandro) si nota che anche i testi sono molto curati e ricercati. Che messaggio vuoi trasmettere a chi ti ascolta?

I miei testi sono riassumibili in tre fasi evolutive di risposta alla tortura mediatica occidentale: ossessione, frustrazione e passione, tradotti poi in presa di coscienza, ritorno al vero e reazione. Spero che sia questo il messaggio che giunge forte e chiaro a chi mi ascolta.

Ti ispiri a qualche poeta in particolare?

Mi ispiro a talmente tante cose che, poi, dopo averle elaborate e messe in musica, non è più possibile scindere una dall'altra. Però, nel brano Simbiosi, ho lasciato trasparire contaminazioni di D'Annunzio.

Ci sono degli artisti che compongono quando si addensa in loro una forte concentrazione di tristezza, di malinconia, altri invece, al contrario, quando più sono rilassati e riescono a mettere a fuoco i loro sentimenti e le loro emozioni. Tu a quali ti paragoneresti maggiormente?

Mah, direi un pò ad entrambi, nel senso che per me il momento della composizione giunge in generale quando ho voglia di reagire, una fortissima voglia di reagire: reagire a qualcosa che mi rende triste e malinconico ma, che, anche, ho avuto il tempo di mettere a fuoco. Dunque direi che per me la composizione è una reazione.

Come artista, invece, ti senti più affine all'artista che si estranea da una realtà che sente non appartenergli, oppure all'artista pienamente inserito e "impregnato" della quotidianità che lo circonda?

Per me l'essere artista e comporre musica è parte integrante della presa di coscienza di ciò che mi circonda, quindi sono sempre cosciente e la musica non mi estranea ma, forse, mi avvicina alla realtà.

Qual è stata la tua prima esibizione in pubblico come Il Cavaliere Alessandro e come ha reagito il pubblico alla tua proposta?

Il primo live come Il Cavaliere Alessandro è stato proprio all'Arè Rock, nel 2008, in cui mi presentai solo con un chitarrista e la mia groove box. Mi sentivo un marziano incompreso ma con tanta voglia di convincere.

Hai per caso qualche rito scaramantico o azione ricorrente che solitamente fai in preparazione al concerto?

Puntualmente vado a sedermi sul water mezz'ora prima (ridiamo)

Allora grazie per quest'intervista e in bocca al lupo, affinché quest'edizione dell'Arè Rock Festival possa darti altre soddisfazioni!


Grazie a voi! Alla prossima.

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