
| Interviste Arè Rock 2010- 4 serata - PUPAZZI (Barletta) |
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| Domenica 28 Marzo 2010 12:34 |
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Sono stati i protagonisti della rubrica Gruppo del Mese all'interno del numero di Marzo del nostro magazine, quindi i nostri lettori già li conosceranno, tuttavia, poiché tra i tre gruppi protagonisti della quarta serata dell'Arè Rock Festival, abbiamo intervistato per voi Peppe Luna (voce), Mariano Doronzo (chitarre), Gianni Nasca (basso) e Francesco "Skizzo" Borraccino (batteria) e questo è quanto abbiamo scoperto su di loro. Pupazzi è un moniker che trae spunto da Pirandello: in che modo vi ispirate ai temi pirandelliani? Mariano: Il nome pupazzi è bello! Sia da pronunciare per l’allitterazione della “p” e della “z”, sia per chi lo ascolta perché fa subito fantasticare. Per quanto riguarda Pirandello, ci ha sempre affascinato la sua teoria delle maschere e delle mille personalità, così utilizziamo la nostra musica, soprattutto l’esibizione live, per poter dare sfogo a tutti quei lati nascosti che ci appartengono anche inconsapevolmente, non sempre ben considerati da noi stessi e da coloro che ci circondano: dalla rabbia, all’amore, al sesso più sfrenato e perverso. Ogni artista prende spunto da esperienze o sogni o immagini o stimoli diversi, che poi si rielaborano, consciamente o meno, nell'opera che si compone. Per voi, generalmente, quali sono le principali ispirazioni? Peppe: Per me sarebbe limitante stabilire un mezzo di ispirazione o di evocazione all'arte. Credo che si crei ad ogni impulso, al di la delle circostanze o dei luoghi. Skizzo: Sì, l’ispirazione nasce dal bisogno di creare qualcosa di nuovo e incominciare a suonare qualsiasi cosa che sperimenti e dia vita alle idee bizzarre che invadono la mente. Nei live curate molto anche il vostro look. Quanto è importante per voi? Skizzo: Siamo un gruppo unito: il nostro look rafforza il nostro legame. Quello che vogliamo comunicare, quindi, è unione, fantasia e provocazione! Qual è il vostro background musicale, che vi ha spinti a far musica? Peppe: Il battito cardiaco di mia madre, quando ero ancora un feto (ride) Credete che sia importante al giorno d'oggi, per una band, essere all’avanguardia? Peppe: Non credo sia affatto un pregio essere all'avanguardia! Questi anni di "avanguardia" ci hanno solo presi per il culo, facendo leva su una sorta di conformismo da esecuzione live, maturando un'alienazione dell'arte in un tutta la sua completezza. Uno spettacolo musicale, per definirsi tale, dovrà essere irripetibile, invece, se dovessi badare esclusivamente alla performance musicale, mi limiterei ad ascoltare solo dischi. A quale vostra canzone siete più affezionati e perché? All'unanimità: Sempre quella che stiamo scrivendo! È quella che in quel momento ci rappresenta meglio! Qual è stato il complimento più bello che avete ricevuto e quale, invece, vorreste ricevere? Skizzo: Più che complimento vorrei sentirmi dire alla fine di ogni concerto: ‘’Grazie ragazzi oggi mi sono proprio divertito!’’, perché mi farebbe capire che abbiamo suonato bene e che abbiamo trasmesso qualcosa. Peppe: Ce l'hai proprio grosso...il naso! (ridono) Gianni: Quello che vorrei ricevere: ”Hai da fare stanotte?”(detto da una bella ragazza, si intende…) Mariano: Io concordo con Skizzo, la cosa più bella sarebbe vedere il pubblico andare fuori di testa, incitarci e ostacolarci durante un live, salire sul palco fino a diventare parte integrante dello spettacolo: sarebbe il miglior complimento che potrei ricevere per tornare a casa contento e sicuro di aver lasciato qualcosa in chi ci ha ascoltato, una sola immagine, una sola parola, una piccola verità. Ci ha fatto piacere confermare la nostra impressione: siete incurabilmente e follemente simpatici! Grazie per quest'intervista! Insieme: Grazie a voi, a presto! |

























