
| Interviste Arè Rock 2010 - 4 serata - MADREZMA (Bari) |
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| Domenica 28 Marzo 2010 12:31 |
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Una band coinvolgente, dalla carica irrefrenabile: questi sono i MadreZma, nati alla fine del 2007 e a febbraio dell'anno successivo già vincitori dello School Of Rock. Ora, con formazione rinnovata (Pablo Abbrescia: voce/chitarra; Sandro Di Lella: chitarra/cori; Alessio Virno: basso/cori e Ventura Petrosino: batteria) sono tornati ad allietare il pubblico dell'Arè Rock durante la quarta serata della quarta edizione del contest. E' bello vedere i MadreZma ancora una volta all'Arè Rock. Che ne pensate dei gruppi selezionati per questa quarta edizione? A giudicare da quelli che abbiamo ascoltato, sembra ci sia stata una valida valutazione. Come gruppo, in questo periodo, siete cresciuti molto. Come vi è sembrato il pubblico accorso giovedì a questo contest, nei confronti della vostra musica? Credo che si siano divertiti parecchio, vedevamo la gente muovere i piedini e le teste e quando si muove qualsiasi arto del corpo a tempo di musica vuol dire che stai regalando un emozione: quindi un bel pubblico! Riassumete in poche parole la proposta musicale dei MadreZma, per chi ancora non ha avuto modo di conoscervi dal vivo. Noi abbiamo una concezione molto personale della musica, ognuno di noi ha un bagaglio musicale differente dagli altri, quindi la nostra proposta è piena di tutte queste influenze. Possiamo dire che è, comunque, molto ROCK. Ma questo nome così particolare, come vi è venuto in mente, con tanto di Z maiuscola? (Ridono) Il nome è ciò che si ottiene leggendo Amsterdam al contrario: una città molto singolare nel suo stile la scelta più che pensata direi che è stata un flash! La Z è grande perché va a sostituire 2 lettere "ts", che lette insieme produrrebbero il suono di una zeta. Ci potete sintetizzare il modo in cui nascono le vostre canzoni? C'è un'idea di fondo portata da qualcuno o iniziate a suonare tutti insieme e appena qualcosa vi conquista la rielaborate? Di solito Pablo porta la radice del pezzo: una linea melodica chitarra e voce. Tuttavia il grosso del lavoro lo si fa in studio dove si costruisce passo passo il pezzo. Sicuramente le genialate vengono fuori da tutti e quattro i cervelli all'opera. Strofinando la lampada di “Alathink” esce il genio e vi propone di esprimere tre desideri per migliorare la nostra amata regione, da un punto di vista artistico-musicale. Che desideri esprimereste? 1) Molti più spazi per la musica e l'arte, non solo per emergenti, ma in genere, perché la Puglia, a differenza delle regioni del nord, soffre proprio della pecca, di non dare la possibilità alla gente di avvicinarsi all'arte. 2) Gente pronta ad investire sugli emergenti, proprio per far girare musica attorno ad altra musica, e così creare un circuito ricco di generi e produttivo per le band stesse. 3) Creare in collaborazione con le piccole emittenti televisive o radiofoniche una sorta di finestra fissa sull'arte, in modo da attirare verso di sé, tutti quelli che magari ci credono ancora poco...o per niente! |

























