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Interviste Arè Rock 2010 - 4 serata - SEIOREDOPO (Canosa) PDF Stampa Email
Domenica 28 Marzo 2010 12:25
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Hanno suonato al Rolling Stone di Milano, tra i sette finalisti del Cornetto Free Music Festival; hanno partecipato al programma Sala Prove su Rock TV e a Operazione Soundwave  su MTV (risultando tra i tre semifinalisti!), e sulla stessa emittente è in rotazione un loro video (Pallina è gelosa)... Noi abbiamo incontrato i Seioredopo di Canosa durante la quarta serata dell'Arè Rock Festival 2010: eccovi la nostra intervista.

Ciao ragazzi, per prima cosa vi chiediamo di presentarvi ai nostri lettori.

Ciao a tutti i lettori di I Think. Siamo i Seioredopo una band di quattro ragazzi nati e cresciuti a Canosa di Puglia. Ninni Piscitelli è il nostro cantante/tastierista; Michele Di Muro  è il nostro bassista , Peppe Piscitelli il batterista e Alfonso Lagrasta il chitarrista.
Suoniamo insieme da quasi dieci anni ma il progetto Seioredopo è nato nel 2004, quando abbiamo conosciuto il nostro produttore Tommy Todisco e abbiamo iniziato a scrivere pezzi nostri.
Il passo successivo è stato aprire un nostro profilo Myspace (
www.myspace.com/seioredopo) che ci ha permesso di iniziare a far girare il nostro materiale. E' stata una svolta per noi, infatti, grazie al supporto di tutte le persone che ci seguivano su internet siamo stati selezionati in diversi contest che ci hanno aperto le porte per tutto quello che abbiamo fatto successivamente: apertura di due concerti di Elisa, concerto al MEI (Meeting delle etichette indipendenti), partecipazioni televisive su Mtv e Rock Tv, il nostro primo video Pallina è gelosa e ovviamente tutte le serate che facciamo in giro. Contemporaneamente siamo studenti universitari, per questo ci dividiamo tra la Puglia e Roma ed Ancona le città in cui studiamo.

Ultimamente molti musicisti pugliesi stanno riuscendo ad emergere e il vostro curriculum di tutto rispetto è un'ulteriore prova. Cosa ne pensate di questo “nuovo fermento artistico” e cosa credete ci sia ancora da fare perché tutto questo possa avere un seguito reale ed organizzato?

Ci fa piacere vedere che molti gruppi e cantanti che sono davvero famosi e affermati in Italia oggi siano pugliesi: forse questa realtà dipende dal fatto che la Puglia è storicamente una terra di confine e quindi naturalmente abituata allo scambio e al confronto culturale. Molta buona musica  infatti, è fatta proprio assorbendo e rielaborando gli stimoli provenienti dall'esterno. Resta il fatto che è molto importante valorizzare la musica e permettere sopratutto ai ragazzi di avere dei luoghi, possibilmente gratuiti, in cui suonare e coltivare questa passione. Una società che permette alle persone di conoscere e avvicinarsi alla musica è una società migliore: la musica può essere divertimento, svago ma può essere sopratutto cultura e arricchimento personale oltre che uno dei mezzi più affascinanti per comunicare emozioni.

Qual è la vostra formazione musicale e con che musicisti siete “cresciuti”?

Abbiamo studiato musica sin da quando eravamo alle medie. Ninni e Peppe hanno frequentato il conservatorio per qualche anno, mentre io e Michele abbiamo preso lezioni private. Ovviamente continuiamo a studiare e fare pratica: è molto importante. Abbiamo sempre ascoltato quanta più musica possibile cercando di spaziare e di imparare il più possibile da tutti i grandi musicisti che abbiamo ascoltato. Nel periodo precedente la nascita dei Seioredopo eravamo una cover band e abbiamo imparato molto proprio perchè il nostro repertorio di cover era molto vario: andavamo da Ben Harper a Elton John. C'è una band, comunque, alla quale siamo molto legati e che è la nostra preferita in assoluto: i Pearl Jam.

Quanto e in che modo, secondo voi, il vostro background emerge nelle vostre canzoni e quanto, invece, lasciate all'ispirazione del momento o alla sperimentazione di nuove strade?

In base alla nostra esperienza quando scrivi un pezzo le influenze dei musicisti che più ti hanno segnato e che ti piacciono particolarmente emergono inconsciamente, anche quando si suona secondo l'ispirazione del momento ad esempio durante una jam session. Del resto nella musica pop e rock è stato detto davvero tutto. Quello che distingue un autore bravo da uno meno bravo non è tanto trovare delle soluzioni musicali completamente nuove e originali ma interpretare ciò che per forza di cose è stato già detto in maniera personale e interessante fornendo una nuova chiave di lettura.

Prima di partecipare a questa quarta edizione dell'Arè Rock Festival avete partecipato a numerosi contest e festival nazionali: quanto credete che siano realmente utili alle band e in che modo? E quale ricordate con maggior piacere?

Per noi i festival e i contest che si organizzano per i gruppi sono stati molto importanti. Abbiamo imparato molto da queste manifestazioni perchè ci hanno permesso di metterci alla prova e di confrontarci con il mondo della musica fatta da professionisti. Quando abbiamo avuto l'opportunità di aprire due set acustici di Elisa al Rolling Stone e al Teatro Derby a Milano, vedere la preparazione al concerto, il lavoro dei tecnici e ovviamente la grande performance di Elisa e della sua band è stato molto istruttivo per noi. Oltre all'aspetto 'didattico' c'è ovviamente l'opportunità di suonare di fronte a tante persone per le quali fino a poco prima eri un perfetto sconosciuto e che magari dopo l'esibizione si avvicinano perchè gli sei piaciuto. Tra i tanti festival a cui abbiamo partecipato forse quello a cui siamo rimasti più legati e che ci ricordiamo con più affetto è stato Operazione Soundwave su MTV. E' stato bello perchè siamo diventati amici dei ragazzi dello staff di MTV e delle altre band che partecipavano con noi. Poi siamo arrivati in semifinale e abbiamo avuto l'opportunità di essere seguiti dalle telecamere di Mtv nella nostra sala prove a Canosa in un mini-documentario fatto per il programma. Insomma tanti bei ricordi.

E sicuramente molte altre soddisfazioni vi aspettano. In bocca al lupo per tutto!
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