
| Interviste Arè Rock 2010 - 2 serata - FALENA (Bari) |
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| Venerdì 12 Marzo 2010 22:11 |
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Sul vostro myspace (www.myspace.com/falenabari) si impone un’immagine in cui è raffigurato un bambino con una falena sugli occhi: cosa rappresenta? Perché avete scelto la Falena come simbolo della vostra band? Tempo fa suonammo in un locale, al cui interno aveva trovato dimora una falena che non riuscimmo a far volare via. Non avevamo un nome e quindi prendemmo come spunto questo episodio per trovarne uno. I temi delle vostre canzoni trattano di questo dunque? Non esclusivamente: sono libere e molto intime. Chi suona ha il vantaggio di farsi ascoltare quando le espone. Come nasce un vostro pezzo? La musica è un’urgenza, è comunicazione: dunque una canzone è quasi una richiesta di aiuto, che vuole un riscontro dall’esterno. Generalmente un pezzo nasce in pochi secondi, e musica e testo nascono a volte insieme, a volte l’una precede di poco l’altra. Con quale band famosa vi piacerebbe collaborare? Sicuramente con i Wilco e i Sigur Ros. Come definireste la vostra band? Non amiamo le definizioni. Noi suoniamo, facciamo musica, le etichette non ci interessano più di tanto. Internet dà molte informazioni, ma non approfondite. Sarebbe bello, invece, credere ancora nel legame che si crea tra ascoltatore e band, legame che ti porta a seguire la carriera dei musicisti a cui ci si affeziona. Con internet, che rende tutto più fruibile, non ci saranno più band famosissime come prima: gli ultimi forse sono gli U2. Come vivete le esibizioni live? Con l'esperienza abbiamo imparato a suonare prima di tutto per noi stessi. Chi vuole percepire le nostre emozioni ci riesce, perché se siamo felici di suonare noi, anche al pubblico arriverà questa nostra carica emotiva. Se un giorno doveste, però, diventare famosi, e ve lo auguriamo, come vorreste essere ricordati nella storia della musica? Sicuramente vorremmo che i Falena fossero considerati come una band onesta: che non ha fatto nulla di nuovo, ma semplicemente bella musica in maniera autentica e sincera. Grazie per l’intervista! Speriamo di rivedervi presto su palco! |

























