
| Intervista ad ALESSANDRA ANTONUCCI |
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| Lunedì 26 Dicembre 2011 09:22 |
![]() Intervista ad Alessandra Antonucci vincitrice del contest Think'n'Click – edizione Novembre/Dicembre 2011 La prima classificata al secondo contest fotografico di I Think, Think'n'Click edizione Ottobre/Novembre 2011 è Alessandra Antonucci. Conosciamola insieme. Ciao Alessandra, intanto raccontaci del tuo scatto vincitore, Mimesi: come è nata l'idea? Non avevo un’idea precisa, è nata casualmente. Ero in partenza per un grande viaggio con la speranza di cogliere nuove e indimenticabili immagini e nell’attesa ho deciso di visitare l’acquario di Genova. Lì sono stata attratta dai colori meravigliosi dell’iguana dai tubercoli, anche chiamata iguana verde. Il verde, infatti, è padrone assoluto di questa fotografia: che messaggio o concezione nasconde? ![]() “L'arte - scriveva Aristotele - è imitazione, mimesi” e si riferisce in particolar modo all'imitazione della realtà e della natura, che è il fondamento, secondo l'estetica classica, della creazione artistica. Ogni forma d'arte sarebbe così un'attività di mimesi e cos’è la fotografia se non perfetta imitazione della realtà? Allo stesso modo, il verde, tonalità globale della fotografia, rappresenta la perfetta mimesi dell’iguana tra la vegetazione. La fotografia è una passione che coltivi praticamente da sempre: com'è nato l'amore per quest'arte? A 10 anni ho costruito la mia Topoclic, la macchina fotografica che uscì nel '97 con Topolino: di certo la passione per la fotografia è nata con essa. I tuoi studi, sin dalle superiori, sono sempre stati coerenti con la tua passione, nonostante oggi in Italia non viviamo un periodo molto positivo per chi opera nel settore artistico e culturale. Hai mai avuto qualche momento di sconforto in cui ti sei chiesta se la strada che avevi intrapreso era quella giusta? Sono convinta che la scelta di perseguire un corso di studi artistici sin dalle superiori sia stata rischiosa ma inevitabile, perché mossa dalla passione e fondamentale per la mia crescita artistica. Durante quegli anni mi sono chiesta continuamente se avessi intrapreso la strada giusta e solo quando ho smesso di pormi la domanda ho realizzato di non poter concepire un percorso migliore o diverso da quello tracciato finora. In passato la pittura sostituiva la fotografia e quando è nata quest'ultima alcuni ipotizzarono che dovesse essere la fine per la pittura. Fortunatamente le due arti si sono ritagliate percorsi paralleli e oggi coesistono amichevolmente: quali pensi che siano le possibilità di espressione artistica più immediate per la fotografia e quali per la pittura? Credo che oggi i fotografi che arrivano alla fotografia dalle arti figurative sono inevitabilmente avvantaggiati tra i loro colleghi perché, attraverso il loro percorso, sono al riparo dal maggior pericolo della fotografia odierna: la mania dello scatto e la tendenza all’arte industrializzata.La storia dell’arte ci insegna che ogni epoca ha trovato la giusta seppur discutibile via d’espressione, nella nostra credo sia fondamentale per ogni individuo scoprire quale sia il mezzo più adatto a tradurre le proprie idee ed emozioni in opera d’arte e sfruttarlo al meglio. Quali sono i grandi fotografi da cui trai ispirazione? Per me sono punti di riferimento i grandi fotografi di National Geographic come Steve McCurry, Gerd Ludwig, Paolo Pellegrin, Jodi Cobb, Nick Nichols, James Stanfield... Hai lavorato anche con Joseph Cardo: cos'hai imparato da questa esperienza? La differenza tra vedere e guardare. E osservare coinvolgendo occhio, mente e cuore. Hai mai pensato di lasciare la Puglia? La Puglia senza dubbio sta rinascendo culturalmente. Attualmente è una terra artisticamente molto ricettiva, anche se non ancora in grado di competere sulla scena artistica europea o mondiale e offrire ai giovani talenti il giusto spazio. Personalmente credo possa essere necessario approfondire altrove l’esperienza in campo artistico, per avere un confronto diretto con realtà molto diverse dalla nostra. Puoi svelarci il tuo sogno nel cassetto? Fotografare per National Geographic! Ti ringraziamo per questa intervista e ti facciamo un grande in bocca al lupo affinché il tuo sogno possa realizzarsi! ELIDE FERRARI |









Credo che oggi i fotografi che arrivano alla fotografia dalle arti figurative sono inevitabilmente avvantaggiati tra i loro colleghi perché, attraverso il loro percorso, sono al riparo dal maggior pericolo della fotografia odierna: la mania dello scatto e la tendenza all’arte industrializzata.

















