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Intervista a Carlo Chicco dell'Hacienda Club di Bari PDF Stampa Email
Domenica 11 Dicembre 2011 11:11
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A Bari da qualche tempo c'è un posto in più dedicato alla musica: l'Hacienda Club. Noi di I Think, attenti da sempre alle novità culturali più interessanti della nostra Puglia, non ci siamo fatti scappare l'occasione di una chiacchierata con chi ha deciso di aprire questo nuovo contenitore: Carlo Chicco, il noto dj, speaker radiofonico per Controradio, direttore artistico del locale e... molto altro!

 

L’Hacienda è il nuovo live club indipendente pugliese ispirato all’omonimo locale inglese che ha visto salire sul proprio palco The Smiths, Oasis, Joy Division e tanti altri…Bari come Manchester?

Manchester è stato un punto di incontro per generazioni di musicisti, il luogo dove nei primi anni '90 si è sperimentato mescolando il rock con l’elettronica, nuova linfa vitale per la musica! Il club di Manchester ha dato i natali a band storiche come i Joy Division o gli Smiths, gli Happy Mondays e tanti altri! Bari come la città inglese? Sarebbe un sogno! Essere un punto di riferimento per le band o peri dj, per tutti quelli che vogliono sperimentare e proporre cose nuove! È difficile da dirsi ad un solo mese di vita ma lo spero tanto!

 

Quali sono state le motivazioni, gli input che sono alla base dell'Hacienda, di questa idea di aprire un nuovo locale per la movida barese. E quali le prime difficoltà?

L’idea è nata per sfuggire alla noia e alle solite proposte commerciali che ormai imperano nella nostra città! L’idea era quella di creare un luogo, non una discoteca, ma un club dove proporre “il nuovo”: proporre nuova musica e nuovi live cercando in giro per l’Europa ma non solo! Penso alla qualità e non alla quantità! Le difficoltà sono tante: la prima è proprio quella di proporre cose totalmente innovative o serate con non sono rivolte alla massa! Ma è una sfida! In verità la risposta della gente è stata incredibile ed il sostegno impressionante! Quindi probabilmente ci sono tanti che, come noi, aspettavano un posto così!

 

Anche come noi di I Think! Un'altra idea che condividete con il nostro progetto è il cercar di porvi come fucina per talenti emergenti e i nuovi progetti: ma quali sono i meccanismi? Sono gli artisti a proporsi a voi o siete voi a “scovarli” e contattarli?

Avremo produzioni che arrivano da Londra, Parigi, molte da Berlino, persino dall’America! In verità abbiamo una programmazione varia che spazia dal northern soul al jazz al funk fino all’indie rock ma soprattutto con un occhio di riguardo all’elettronica. Ho raccolto intorno a me degli ottimi collaboratori, esperti promoter nonché dj attenti alle ultime uscite produzioni internazionali: Neu Klub, Discipline, Fawn, Bug, 33/45! La programmazione invernale durerà fino ad aprile per poi passare a quella estiva che serberà delle belle novità! Le date le abbiamo inizialmente chiuse noi ma ormai ci chiamano da tutta l’Italia e anche dall’estero! Quindi ormai la voce del Club gira ovunque!
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In Puglia ultimamente c’è un grande fermento culturale, in controtendenza con quello che avviene a livello nazionale; infatti dalle nostre parti si investe molto nella cultura. Si sono trasferite qui realtà importanti come l’Italia Wave, alcune branche del MEI (nel Medimex) e inoltre molti artisti scelgono la nostra regione per produrre i loro lavori musicali (affidandosi a Puglia Sounds) o cinematografici (affidandosi all’Apulia Film Commission).Tutto questo secondo te quanto aiuta (se aiuta) concretamente anche le realtà più piccole, ma ugualmente valide e di qualità esistenti sul territorio pugliese?                                                                                   FOTO BY SIMONA ARDITO

Sicuramente la nostra regione è diventata un punto di riferimento per tutta l’Italia, credo che sia il luogo dove ci sia più fermento artistico! E questo grazie a Puglia Sounds o l’Apulia Film Commission. Tutto questo è solo l’inizio, perché credo sia una evoluzione che continuerà! È ovvio che non tutti riescono a goderne, ci sono sicuramente produzioni più piccole che forse restano un po’ nell’ombra o trovano ancora difficoltà nel farsi conoscere ma credo, come spesso accade, che tutto questo fermento potrà giovare a tutti, servirà da traino anche per le realtà più piccole, una specie di nuova onda che riuscirà a portare tutti con sé!

 

Che ruolo ha, secondo la tua esperienza, la Puglia nel panorama musicale nazionale?

Come dicevo prima, ormai è un punto riferimento, perché molte cose accadono qui e sembra che l’Italia intera abbia interesse ad organizzarle da noi! In inverno e soprattutto in estate dove la nostra regione è totalmente invasa da turisti e festival che aumentano ogni anno! Credo che questa sarà una stagione molto interessante!

 

Qual è il “sogno nel cassetto” dell’Hacienda?

Il sogno è proporre la musica che ci piace sperando che piaccia anche gli altri! I primi a goderne siamo noi! Io stesso sono contento di non dover partire per Roma o Milano per vedere dei concerti che ora potrò comodamente vedere “a casa mia”! Spero che, malgrado le proposte non di massa e la crisi imperante, il club possa continuare la sua missione senza doversi fermare mai! Lo so che è ambiziosa come idea, però perché non provarci?

 

Chi non ci prova ha già perso in partenza infatti, quindi avete tutto il nostro sostegno! Senti Carlo, in chiusura, dicci tre motivi per convincere i nostri lettori a scegliere l’Hacienda.

Perché è innovativa! Giovane! Ma soprattutto fuori dalle regole!

Vi aspettiamo!


CINZIA DASCOLI

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