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Quattro chiacchiere con l'attrice Tiziana Schiavarelli PDF Stampa Email
Sabato 22 Ottobre 2011 13:23
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Negli ultimi tempi la si è vista al fianco di suo marito Dante Marmone ne Il Commissario Zagaria; del resto le incursioni nelle pellicole cinematografiche non le sono mai mancate, celebri anche le comparsate in Fratelli Coltelli e Il Giudice Mastrangelo. Ma vi sono soprattutto i ben trentacinque anni di attività nel teatro “Anonima” nell’intervista realizzata con Tiziana Schiavarelli, sullo sfondo di una Bari che non smette ancora di ispirare i suoi lavori:


Tiziana, tante le vesti indossate: quelle del teatro, del cinema fino ad arrivare alla letteratura. Quante le vesti ancora da provare, e dopo tanti anni di carriera e quanti i progetti ancora da realizzare?

Finché sarò in vita e ne avrò le forze cercherò sempre di sperimentarmi in nuovi ruoli. Adesso faccio ancora personaggi di donna gagliarda e a volte anche di fanciulla, gli attori comici possono permettersi di fare i bambini anche quando diventano vecchi, che meraviglia! Ma fra qualche anno mi cimenterò anche nei ruoli di nonna, chissà che ne verrà fuori! Di progetti futuri ne abbiamo tanti, per fine ottobre riapriremo la stagione teatrale nel nostro Teatro dell’Anonima a Bari, con “Arrangiati Pinocchio” e a Gennaio 2012 con un nuovo spettacolo che è ancora in fase di scrittura, poi televisione e cinema… spero! Qualche proposta la sto già valutando.


Con l’Anonima G.R. vanti 35 produzioni teatrali, a quali sei maggiormente legata? Soprattutto quanto influisce la città di Bari e i baresi nella scrittura dei vostri testi?

Non posso dire a quale spettacolo sono più legata perché ogni lavoro ha avuto una sua storia. Certo ci sono cose più riuscite di altre, tra gli ultimi posso dire che amo molto L’Avaro, La Locandiera, Morte Tua Vita Mea, Biancaneve e tanto, tantissimo Io, La Seconda Figlia, il mio monologo che mi ha dato emozioni grandissime. Bari e i baresi sono nel nostro essere, sono nei nostri modi di fare, di muoverci, di parlare. Quindi in questo lungo percorso teatrale sono stati la linfa vitale della nostra creatività.


Quanto ha influito sia sotto l’aspetto artistico che nel privato l’incontro con Dante che poi è diventato tuo marito?

Ho conosciuto Dante Marmone quando ero poco più che una bambina, lui aveva avuto qualche prima esperienza teatrale con altre compagnie e stava pensando di creare un nuovo gruppo con i suoi amici più cari. Se non avessi conosciuto lui, oggi non so cosa avrei fatto, forse un lavoro diverso, forse sarei stata una buona moglie e madre, ma avrei sfogato tutta la mia esuberanza rompendo le palle all’umanità. È andata meglio così, per me e per gli altri!


Aldo Grasso l’ha definita tra le più interessanti fiction italiane. Naturalmente stiamo parlando della nota fiction Catene di cui tu sei anche coautrice. Tiziana, come nasce Catene?

Catene nasce da una chiacchierata tra me e Dante in cui immaginavamo di incontrarci in un parlatorio di un carcere e ci facevamo domande sempre uguali, senza mai riuscire a trovare un argomento. Da qui poi ne abbiamo tirato fuori un’intera vita.


Cosa accomuna Tiziana Schiavarelli a Pasqua Catacchio?

Pasqua Catacchio è una donna del popolo, una donna di quelle che ogni mattina si vedono fuori dai cancelli del carcere di Bari con le buste piene di indumenti puliti in mano, che aspettano l’orario di accesso alle visite ai detenuti. È una donna forte, che prende in mano una situazione difficile, è una donna che ama profondamente il suo uomo. Nella nostra fiction ovviamente abbiamo miscelato realtà e fantasia per cui Pasqua è anche una donna che vive di stranezze, che contrabbanda cose assurde, che convive con una suocera completamente pazza e a lei sembra del tutto normale… Pasqua ed io siamo due persone diverse, con due vite diverse, ciò che mi accomuna a questo personaggio, forse è l’energia che Pasqua e Tiziana mettono nelle cose che fanno e forse anche un animo popolare e passionale.


Ringraziandoti per la disponibilità, chiudiamo con la consueta domanda: cosa c’è nel tuo futuro?

Cosa vedo nel futuro? Non ho mai pensato al futuro, ho sempre vissuto giorno per giorno la mia vita. Forse sarà arrivato il momento di farci qualche pensierino! Anche perché sono madre di un ragazzo che sogna un suo futuro e come tanti è andato all’estero per avere delle possibilità. Desidero un bel futuro per lui e per tutti i ragazzi che in questo momento hanno meno opportunità di quante ne abbiamo avute noi. Per me… spero di continuare a crescere nel mio lavoro.

 

NICOLA RICCHITELLI
 

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