
| INTERVISTA INTEGRALE AI NOBRAINO |
|
|
|
| Lunedì 29 Agosto 2011 13:22 |
|
Loro sono Nestor Fabbri alla chitarra, Bartok al basso, Il Vix alla batteria e Lorenzo Kruger, il cantante che abbiamo intervistato per voi in occasione della loro data per MArte Label alle Cantine Lazzaro a Grottaglie (TA).
Ciao Lorenzo, con il vostro gruppo avete iniziato a suonare nella palestra, tra un allenamento e l'altro... ma musicalmente qual è stato il vostro percorso? La nostra formazione non è assolutamente accademica, diciamo che è più “rock” che altro... Ovviamente negli anni abbiamo fatto degli studi personali seguendo e cercando una formazione, per migliorare sempre ciò che facciamo e come lo facciamo. Per il resto è tutto intuito, penso...
Quindi è proprio talento naturale... Mah, se così lo vuoi chiamare... (ridiamo)
Tornando al discorso del basket, essendo nati come team sportivo c'è sempre quello spirito di squadra tra voi anche in questa avventura musicale, no? Sicuramente abbiamo sempre lo stesso spirito di squadra, e anche i nostri concerti alla fine assomigliano un po' ad una partita, se ci pensi: sia per la fatica e le sudate che si fanno, sia perché, a parte fare ognuno la propria parte, è un momento in cui si deve fare attenzione a cosa stanno facendo gli altri, come durante le partite sportive... Insomma ne trovo tante di analogie, perché sia lo sport che la musica sono entrambe pulsioni naturali.
Come vi siete conosciuti, sul campo da gioco o eravate già amici prima? Più o meno ci conosciamo tutti da una vita: alcuni di noi hanno fatto le elementari insieme, altri le medie o il liceo...
Come descriveresti con un aggettivo gli altri del gruppo? Il Vik: Umano-troppo-umano Bartok: dinoccolato Nestor: coscienzioso
Avete una particolare attenzione nei confronti dell'abbigliamento (tanto è vero che avete scritto anche una canzone sarcastica sull'argomento: La Giacca Di Ernesto, primo singolo di No USA! No UK! No, piuttosto è dovuto al fatto che crediamo nel costume come mezzo di spettacolo, questo detto a livello generale, di band. Personalmente poi ho una vera passione per la moda e il costume, anche se rispetto a come viene usata oggi la moda ci sarebbero da fare un po' di riflessioni.
Ad esempio? Che tipo di riflessioni intendi? Bè, ad esempio sull'uniformità, perché la gente pensa che vestirsi alla moda permetta di uscire dallo schema dell'uniforme, dell'omologazione, non rendendosi conto, invece, che quel tipo di “moda” in realtà è ancora più uniformato.
Certi titoli, come Bella Polkona, Narcisisti Misti, Succhiamilcuore (che si scrive proprio così, tutto attaccato)... sono dei simpatici giochi di parole. Nell'infinito dibattito sull'importanza che ricoprono le parole sulla musica o la musica sulle parole, vi schierate dalla parte di chi considera la parola principalmente come suono o principalmente come significante? La parola è solo un suono. Poi ovviamente, nella composizione, ci sono delle priorità diverse quando la canzone nasce dal testo rispetto a quando nasce dalla musica, c'è un approccio differente. Noi comunque crediamo molto nell'importanza della frase, della poesia, di un testo che “suoni bene” oltre a dare significato al pezzo. I giochi di parole dei nostri brani, inoltre, sono un po' il corrispettivo di quanto viene fatto con i costumi: è un modo diverso, alternativo, di mettere insieme le cose in una maniera che definirò “creativa” (anche se la parola “creativa” non mi è molto simpatica, perché è un po' abusata). Può essere anche interessante, oltre che divertente, dare un po' di stravaganza alla normalità.
A proposito di cose “stravaganti”: per un gruppo folk-rock come il vostro può sembrare quanto meno insolito collaborare con un Maestro del rock alternativo, come Giorgio Canali... Com'è stato lavorare con lui? E' stato davvero molto bello. La collaborazione è stata veramente molto fruttuosa: è un personaggio molto interessante da conoscere, perché credo sia l'ultimo dei rocker in Italia. Ci ha insegnato davvero tanto e devo dire che tra noi c'è stato un rapporto veramente umano. Insomma, è stata davvero una bella esperienza.
Avete suonato spesso in Puglia. A parte i nomi noti, come Caparezza, Negramaro, Apres La Classe e così via, avete conosciuto o sentito parlare di qualche gruppo pugliese che vi ha in qualche modo colpiti? Sì, in effetti, abbiamo conosciuto alcuni musicisti e abbiamo incontrato spesso alcuni gruppi, come i Camillorè ed Erica Mou ad esempio. Però in realtà non abbiamo molti contatti con la scena pugliese, in quanto di solito facciamo una o due date in Puglia e poi torniamo a casa, quindi non c'è neanche il tempo di conoscere più approfonditamente le realtà locali. Inoltre come band non abbiamo all'attivo molte collaborazioni, neanche nella nostra terra... magari in futuro si vedrà.
Allora diremo ai musicisti pugliesi di entrare in contatto con voi: chissà non ne nasca una bella collaborazione! Perché no!?
Grazie per il tempo che ci avete dedicato. Speriamo di risentirci presto. Grazie a voi! Alla prossima!
DORIANA TOZZI |



























