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Intervista integrale agli Afterhours PDF Stampa Email
Lunedì 08 Agosto 2011 12:23
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Il 12 Agosto suoneranno al
Parco Gondar di Gallipoli per l'edizione 2011 del Cube Festival. Stiamo parlando degli Afterhours, che, anche se non hanno ancora dato alle stampe il loro nuovo album (previsto per il 2012, ma non dai Maya!) stanno riscuotendo il consueto enorme successo con i loro esilaranti live adrenalinici in giro prima per l'Europa e adesso per l'Italia. Noi di I Think abbiamo avuto l'onore di fare una piacevole chiacchierata con Giorgio Prette, batterista storico della band, con il quale abbiamo parlato del tour, della musica d'oggi e... molto altro. Leggete qui!

Ciao Giorgio, come procede questo tour estivo?

Molto bene: siamo partiti in un tour europeo che come al solito è stato molto divertente e stimolante e ci ha permesso di riscaldarci. Al termine, senza fermarci, siamo partiti con le date in Italia, che stanno andando comunque molto bene, anche perché abbiamo già suonato a Milano, notoriamente un banco di prova molto impegnativo.

 

Siete stati anche a Bari, a Luglio, per l'ultima serata del Festival Costa dei Trulli e questo mese, il 12, sarete a Gallipoli: come reputi il pubblico pugliese?

Guarda, ogni regione ha un pubblico con le sue peculiarità, poi ovviamente è tutto collegato anche al ricordo che abbiamo maturato nel tempo, durante i concerti. Comunque, non per fare il piacione, ma è fuori d'ogni dubbio che con il pubblico pugliese abbiamo un rapporto molto “intimo”. Abbiamo suonato tantissimo in Puglia ed è una delle poche regioni d'Italia che abbiamo potuto godere di più, avendo avuto anche l'occasione di unire i giorni dei concerti con dei giorni di vacanza, proprio per goderci la costa, i luoghi e tutto quanto.

Per quanto riguarda il tour, la data di Bari è stata la chiave di volta, nel senso che è stata molto bella e molto gratificante, è stata una bella serata con i Marlene Kuntz, con i quali purtroppo, per vari motivi, condividiamo il palco molto raramente, in quanto siamo purtroppo considerati alternativi gli uni agli altri, quasi come se fosse “o fai suonare gli After o fai suonare i Marlene”.

In realtà siamo molto simili come attitudine e abbiamo anche un buonissimo rapporto, per cui tutte le volte che ci troviamo a condividere un palco ci divertiamo tantissimo.

Invece, per quanto riguarda Gallipoli, non vediamo l'ora, in quanto abbiamo un bellissimo ricordo di quando abbiamo suonato lì alcuni anni fa: fu un bellissimo concerto.

 

Normalmente siamo abituati a seguire concerti poco tempo dopo l'uscita dei dischi, invece voi siete tra i pochi artisti in grado di richiamare un grande pubblico e di appassionarlo anche a grande distanza dall'uscita dell'ultimo disco (ricordiamo che l'ultimo album in studio, I Milanesi Ammazzano Il Sabato, è del 2008). Qual è la formula per fidelizzare così tanto i propri fans?

L'unica costante per noi è essere sempre noi stessi fino in fondo, essere molto naturali e molto sinceri con il pubblico che hai di fronte. Non ci sono altri segreti: sono cose che o ce le hai o non ce le hai ed evidentemente il pubblico questa cosa la percepisce.

 

La scaletta di questo tipo di concerti è più libera rispetto alla scaletta dei live immediatamente successivi alla pubblicazione di un album. Come selezionate i brani in queste occasioni?

Non avendo materiale inedito, per fare qualcosa che abbia un senso cerchiamo di ravvivare la scaletta e lo spettacolo cercando, nel limite del possibile, di non ripeterci mai. Questa cosa serve anche a noi, per essere stimolati da quello che facciamo. Per cui, in una situazione come questa, generalmente prepariamo una rosa di canzoni molto più ampia rispetto a quella che rientrerà nella scaletta, in modo tale da poterla poi variare in corso d'opera, in base alle serate, a quello che facciamo e a come ci sentiamo. Bene o male la scaletta rimane quella, insomma, ma possiamo modificarla e giocarci di più, avendo più pezzi a disposizione.

 

Come ti sembra cambiata, in questi 20 anni, la scena del rock alternativo italiano? Pensi che la sbandierata crisi della discografia rischi di scalfire la creatività della proposta degli artisti o è possibile, secondo te, procedere per la propria strada anche se le condizioni economiche sono avverse?

Non credo che la crisi discografica possa scalfire la creatività ma anzi può solo aumentare lo spirito di autonomia creativa e anche di gestione del progetto. Per noi l'autonomia e la libertà decisionale a 360° sono il valore più importante, quello che ci permette di rispettare l'identità del progetto musicale ma anche personale.

 

Quindi secondo te è anche più stimolante, da un punto di vista creativo, la situazione della discografia odierna?

Sinceramente noi siamo cresciuti così, quindi da un certo punto di vista percepiamo molto relativamente la differenza. Per noi i dischi sono sempre serviti semplicemente come biglietto da visita per la nostra musica piuttosto che per fare i tour.

Comunque sì, credo che anche per chi deve ancora emergere, per quello che è il trascorso e la storia recente della discografia italiana, questa situazione possa essere stimolante, in quanto il declino dell'industria discografica è coinciso con lo sviluppo di internet e di metodi alternativi per una diffusione e divulgazione più creativa della propria musica. Questa situazione, secondo me, toglie solo i filtri ad un modo di fare che spesso, in passato, ha portato limiti più che vantaggi.

 

Voi che rapporto avete con il web?

È sempre stato abbastanza limitato il nostro rapporto con il web fino ad ora, non perché avessimo qualcosa contro questa risorsa, ma perché cerchiamo di evitare di fare le cose che non abbiamo il tempo e la possibilità di gestire in maniera efficace e funzionale. In questo siamo un po' perfezionisti forse...

Adesso, data anche l'importanza che il web ha sviluppato negli anni, stiamo cambiando linea e stiamo cercando di crescere anche in questo.... Vedremo... Anche perché i fans ci cercano molto in internet (essendo diventato come il pane quotidiano, per i giovani ma non solo per loro) e quindi non vogliamo che restino magari delusi dalla nostra scarsa presenza su web.

 

Per concludere, una domanda che certamente ti aspettavi: puoi accennarci qualcosa riguardo il vostro prossimo album?

Il disco dovrebbe uscire a Marzo e vede nuovamente la collaborazione di Xabier Iriondo. Posso dire che siamo molto entusiasti di quello che abbiamo fatto fino ad ora, siamo molto contenti e gasati... per il resto è un po' presto per dire qualcosa. Siamo comunque molto ottimisti.

 

Allora a prestissimo per questa nuova produzione!

Certo! A presto!

 

Testo: DORIANA TOZZI
Foto: GIULIO MAZZI

 

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