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Intervista al gruppo metal argentino SACRUM PDF Stampa Email
Mercoledì 29 Giugno 2011 13:32
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Barletta caput Sacrum

Unica tappa italiana del tour europeo dei Sacrum


Barletta caput Sacrum. Capitale non del sacro, ma dei Sacrum, gruppo metal di fama internazionale, nella sua unica tappa italiana in occasione del concerto di chiusura della seconda edizione del Rockagainst Festival.

Di nicchia nel suo genere e nelle sue idee, si racconta in quella che avrebbe dovuto essere un’intervista e che diventa una chiacchierata sulla musica, l’Italia e L'Europa vista dalla band argentina.


Come e perché avete deciso di fare musica? Qual è stato il momento in cui avete capito che volevate fare questo?

Perché ci piace. Ad un certo punto i musicisti studiano uno strumento, e poi si trovano assieme, formano uno gruppo. Fare musica è una forma d’arte, la forma di comunicazione dei musicisti.


Come vi siete conosciuti?

Conoscenze in comune, internet… trovare le gente giusta con cui formare un gruppo non è facile, ma ce l’abbiamo fatta.


A quando risale e dove è stato il vostro primo concerto?

A Buenos Aires, un grande concerto in piazza, nel 2005.


Vi siete mai dedicati ad altro, oltre alla musica?

Talo (cantante): io faccio l’attore.


Che tipo di attore?

Cinema e teatro. Sono un cattivo attore! (si autodefinisce “malo actore”, per capire se si tratta di modestia o sincerità, dovremmo vedere qualche fiction argentina, ndr)


Praticamente è per questo , per colpa di Talo, che i Sacrum portano un po’ di teatro sul palco dei concerti? E’ lui la prima donna?

Ma no, non solo per questo! (ridono)


E insomma gli altri componenti a cosa si dedicano nella vita, oltre alla musica?

Agustìn (batterista): io sono anche insegnante di batteria.

Gli altri tre: Noi studiamo musica e lavoriamo, ma cerchiamo di trovare sempre un lavoro che non ci condizioni la vita, permettendoci di restare coerenti con le nostre passioni, ma allo stesso tempo ci mantenga, perché per noi è importante essere economicamente indipendenti. Non abbiamo vite sfarzose e non ci interessano, proveniamo da famiglie normali, non siamo figli di papà.


Vi nutrite solo di metal, o siete aperti a contaminazioni musicali? Qual è il vostro background musicale?

Siamo aperti a tantissime contaminazioni, anche se può sembrare difficile da credere: metal melodico, tutto il resto del metal, l’elettronica, il rock, il pop… Se ti piace ti piace! Ognuno di noi poi ha gusti differenti, che mettiamo a confronto.


In cosa consistono solitamente le vostre esibizioni? Le due tipe sulla locandina le portate con voi?

Solitamente troviamo delle volontarie sul posto, a cui mettere il collare, che non ha un significato di schiavismo, è un gioco, uno spettacolo. Lo faresti?


Ma che significato ha?

(ridono) Se lo spiegassimo vi toglieremmo il gusto della sorpresa e dell’interpretazione di uno spettacolo. Diciamo solo che può essere inteso in diversi modi, a seconda del tuo punto di vista.


Perché i Sacrum si servono di speciali coreografie, abiti, performance capaci di trasformare il palco quasi in un teatro “molto particolare”? Come mai una band metal idea uno spettacolo simile?

Perché limitarsi solo con la musica, e non servirsi anche di altre arti?


State lavorando all’uscita del vostro nuovo disco: qual è la fonte di ispirazione del vostro terzo album?

Per noi sono di ispirazione le esperienze personali, si parte dalla quotidianità, per finire ad influenze che sono sia musicali che culturali, e che si evolvono nel tempo, assieme alle nostre vite.


Una domanda banale forse, insomma, la pubblico solo se la vostra risposta risulta interessante: A cosa è dovuta la scelta del vostro nome?

Ora ti chiediamo: “Porchè Mirella? Porchè?


Prendetemi pure in giro, l’intervista non è ancora finita…

È in latino, una lingua universale. “Sacrum” si riferisce all’osso sacro, ascoltarci significa rompersi l’osso sacro!


Non mi pare cosa molto piacevole…

Sacrum è quello che tu vuoi che sia: un nuovo punto di vista, una nuova forma di espressione, una cosa forte che ti resta! Cerchiamo di far vivere una nuova esperienza a chi ci ascolta. Se ti rompi l’osso sacro, il dolore resta per molto tempo, noi speriamo di restare a chi ci ascolta, di lasciare il segno, farlo riflettere!


Siete mai stati prima in Italia?

No, questa è la prima volta in Italia, qui, a Barletta! Siamo onorati di essere in una città così bella e con una organizzazione come questa, è un'esperienza importante.


Quindi vi piace Barletta? Che opinione avete dell’Italia?

Barletta ci piace moltissimo: il mare, la città, la vostra ospitalità! Gli italiani sono fantastici, a differenza di altre zone d’Europa, che tendono a snobbare gli argentini, come la Spagna e L’Inghilterra. (“Londres es una mierda!dice Talo ndr)

Abbiamo scelto di partecipare come ospiti del Rockagainst perché ci siete apparsi da subito compatibili con il nostro modo d’essere: contro ciò che è mainstream, contro la corruzione del mercato musicale e la sua devozione assoluta al commercio, noi infatti ci autoproduciamo.

Riguardo la musica italiana, in argentina è molto famosa la Carrà! Un bel personaggio…! (si scambiano sguardi di intesa, seri, mentre commentano la Carrà non ridono nemmeno, ndr)


Una canzone che vi rappresenta, che non sia vostra.

Ci piacciono molto i System Of A Down. Ma in generale siamo aperti a tutti i generi musicali.


Una delle vostre che vi rappresenta di più.

C’è n’è più di una. Ognuno dei nostri pezzi ha qualcosa da comunicare, siamo legati a tutte! Dovremmo discutere animatamente per trovarne qualcuna in particolare!


No, no, non voglio essere proprio io causa di rottura dei grandi Sacrum... Cosa vi aspettate da questa edizione del Rockagainst?

Il calore del pubblico italiano, divertimento… un festival che non sia rappresentato dai soliti gruppi, non ci aspettiamo nulla di scontato!


Quindi, voi vi sentite “Rockagainst”?

Noi osiamo, quindi in questo ci sentiamo molto Rockagainst!


E in cosa osereste osare?

Osiamo dove nessuno osa. Cerchiamo temi di cui non è facile parlare, i nostri testi vanno oltre la musica e il sentimento. Abbiamo argomenti politici ma non solo, anche socialmente scomodi.


Un esempio? Uno dei temi “socialmente scomodi” che avete trattato...

Un argomento sociale di cui si tende a non parlare, può essere, per esempio, un padre che violenta la figlia, oppure un argomento politico “scomodo”, che fa informazione, che non proviene direttamente dagli organi di governo, o che non li mette in buona luce.


Cosa avete pensato quando un italiano vi ha chiesto di esibirvi in un città mai sentita prima, nella nazione di Laura Pausini ed Eros Ramazzotti?

Non sono male Laura Pausini ed Eros Ramazzotti!


Vorreste dire di avere un cd di Laura Pausini e un altro di Eros Ramazzotti, accanto a quello dei Stystem Of A Down?

Non siamo loro fan, ma non li disprezziamo.


Ma voi non associate l’Italia al pop melodico?

Abbiamo visto in rete che Barletta ha il mare, e non abbiamo saputo resistere alla proposta di un concerto qui (ridono). Noi siamo in tour in Europa, aspettavamo la giusta occasione per fare tappa in Italia, il miglior posto da visitare in tutta Europa e non solo.

La tappa a Barletta e quella a Berlino fanno da tramite al nostro terzo album, attualmente in lavorazione. Ci saranno nuove coreografie, ma ovviamente anche nuovi pezzi e tante altre idee.


Praticamente presenterete il vostro terzo album in anteprima mondiale a Barletta?

Non esattamente. Ci saranno brani del primo e del secondo album, e uno su cui crediamo molto, del terzo… questo sarà in anteprima mondiale, sì!


Cosa avete chiesto di farvi trovare nel frigobar del vostro albergo stasera?

Coca cola, Fernet branca e delle ragazze.


Sicuri di volere le ragazze nel frigobar?

Non esattamente.



Il canale Youtube dei Sacrum http://www.youtube.com/user/Sacrvm



Testo: MIRELLA VITRANI

Foto: CASSIE VON P.


Si ringrazia la collaborazione della interprete ORNELLA DISTASO nello svolgimento dell’intervista.

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