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Intervista a C.Minervini PDF Stampa Email
Domenica 15 Maggio 2011 17:24
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Questo mese I Think ha avuto l'onore di intervistare Corrado Minervini Corrado Minervini, giornalista e critico musicale per Rocksound, Rockstar e Hitmania; la sua ultima fatica è COLDPLAY: life is for living. Leggiamo la sue parole in esclusiva:

 Cos è la “rivoluzione gentile” dei Coldplay?

La "rivoluzione gentile", termine che ho mutuato alla politica di questi ultimi anni, è un concetto che, nel contesto del mio racconto, riguarda soprattutto l'impatto che i Coldplay hanno avuto sulla loro epoca.  E' indiscutibile che essi siano stati la band più rappresentativa degli anni Zero. Ma a differenza delle popstar e delle rockstar delle epoche precedenti, Chris Martin e soci non hanno rappresentato un modello di trasgressione come, ad esempio, era accaduto con i Beatles e gli Stones o con i Sex Pistols oppure, in epoche più recenti, con i Nirvana. I Coldplay hanno venduto decine di milioni di copie dei loro dischi raggiungendo un pubblico trasversale come mai era accaduto in precedenza. Lo hanno fatto seguendo un percorso inusuale per il mondo del rock: mostrando la loro "normalità", evitando le pose da superstar e l'ostentazione della trasgressione. Hanno dato voce a quella maggioranza silenziosa che era, da sempre, alla ricerca di un degno rappresentante nel mondo del rock.

Quale canzone, fossi stato in Chris Martin (leader dei Coldplay, ndr) non avresti mai scritto?

Posso dirti qual è, tra le canzoni del repertorio Coldplay, quella che mi piace meno. Si tratta di The Hardest Part. Ma credo sia per colpa del bruttissimo videoclip che la accompagna...

 

Sfogliando il libro, scopriamo subito una piacevole nota: la prefazione di Giuliano Sangiorgi. Come è stato collaborare con lui?

Collaborare con Giuliano è stato fantastico. Quel ragazzo sa, davvero, come usare le parole e calibrare le emozioni. La sua presenza nel mio libro non è quella del puro e semplice 'superospite pagato per scrivere un'introduzione'. Quando gli ho raccontato di essere al lavoro su questo libro, Giuliano ha voluto esserci, manifestandomi tutto il suo entusiasmo e offrendosi volontario per rispondere alla mia prima domanda; quella che mi ha spinto, probabilmente, a scrivere centinaia di pagine di musica. E' una curiosità personale che mi arrovella da sempre: "come si scrive una canzone?". Ecco, il cantante dei Negramaro mi ha dato una risposta credibile...

Sulla copertina del tuo libro campeggia la traduzione dei primi versi di Politik, canzone scritta poco tempo dopo la tragedia dell’11 settembre 2001. Cosa significa per te questa frase?

Politik  rappresenta per me una sorta di preghiera laica: un'invocazione all'umanità, prima che al cielo. Quei versi sono l'espressione dei pensieri di un uomo al cospetto di quello che non può spiegare soltanto con la ragione. Sono impregnate di speranza e di sconforto. Sono immediate e violente, talvolta. Quella canzone, scritta poche ore dopo l'attacco alle Twin Towers, non si sofferma sulle ragioni di quel gesto, non esprime un giudizio sui suoi artefici nè, tantomeno, assume la forma di una banale e qualunquistica accusa nei confronti di un nemico più o meno invisibile (quante ne abbiamo lette e ascoltate in quei giorni...) ma fotografa con incredibile precisione lo stato d'animo di milioni di persone nell'attimo successivo a quell'impatto violento: lo schianto di un corpo estraneo contro l'edificio delle nostre certezze. Parlo di una 'preghiera laica' perchè nei Coldplay è spesso presente il rapporto tra fede e ragione, che si ritroverà soprattutto nel loro terzo album, X&Y.

Un saluto per i lettori di I Think Magazine…

Continuate a leggere libri, a scrivere storie, ad ascoltare musica, a guardarvi intorno. Mantenete acceso il pensiero. Keep thinking, iThinkers!

  

LUCA GUERRA

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