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::Partnership:: Intervista agli organizzatori di OoB – Out Of Bounds Film Festival

ooblogo2018Giunto alla sua quinta edizione, l’Out Of Bounds Film Festival, organizzato dall’Associazione Gruppo Farfa Cinema Sociale Pugliese in collaborazione con la cooperativa Sette Rue, raccoglie una serie di cortometraggi provenienti da tutto il mondo e cerca di trasmettere la funzione sociale ed educativa del mezzo cinematografico, attraverso la selezione di opere volte a comunicare temi di interesse comune e di grande valore comunicativo. Questa edizione, ricca come sempre di tematiche e di generi differenti, annovera anche la nostra redazione tra i mediapartner e ha luogo nella suggestiva e splendida cornice del Castello Svevo di Barletta.

Dopo le prime serate, svoltesi il 2, il 9 e il 16 agosto, nel mezzo delle quali c’è stato anche un fuori programma il 13 (non nel Castello Svevo ma presso il Cappero, locale del centro storico barlettano), si concluderà il 23 agosto con la premiazione dei finalisti, selezionati grazie ad una giuria di giovani giornalisti ed una giuria di professionisti del settore, quest’ultima presieduta dalla storica attrice Alvia Reale e composta dal regista Cosimo Damiano Damato, dal critico cinematografico Lorenzo Procacci Leone e dallo sceneggiatore Luigi Dimitri.

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Domenico De Ceglia

Per conoscere meglio questo ambizioso ed interessante festival pugliese e approfondirne gli intenti abbiamo intervistato due degli organizzatori del Gruppo Farfa, ovvero Domenico De Ceglia e Maria Filograsso.

Per cominciare, potete raccontarci quando e con quali intenzioni è nato l’Out Of Bounds Film Festival?

L’Out of Bounds Film Festival nasce nel 2013 con una vocazione sociale volta ad avvicinare in modo attivo il pubblico di ogni estrazione al cinema d’autore. Le prime edizioni, infatti, sono state organizzate nelle piazze dei quartieri popolari di Molfetta, dove ancora oggi, agli angoli di alcune strade, esistono dei “murales” riportanti la dicitura “Out of Bounds”, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale: erano moniti indirizzati ai soldati alleati affinché non si avventurassero in quelle zone, dove la legge della sopravvivenza prevaleva su ogni altra logica.

Quali sono i soggetti attivi nella creazione e nella messa in atto di questo progetto?

I soggetti attivi sono rappresentati attualmente dal Collettivo Farfactory Lab, gruppo informale interno all’Associazione Gruppo Farfa.

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Maria Filograsso

Con quali criteri vengono selezionati i cortometraggi che partecipano alla manifestazione? Inoltre, ritenete che questi lavori debbano essere giudicati maggiormente da un punto di vista contenutistico o formale?

Il criterio fondamentale di selezione è legato alla capacità dell’autore di sviluppare un personale linguaggio cinematografico. I contenuti sono importanti se sorretti da un livello autoriale di elaborazione formale.

Quali sono i premi in palio per questa quinta edizione?

I premi sono assegnati al migliore cortometraggio, alla migliore regia e alla migliore interpretazione. Sono previste alcune menzioni speciali e, da questa edizione, ci sarà anche il premio giovani giornalisti.

In che modo secondo voi il cinema, oltre che essere mezzo di intrattenimento, riesce ad essere anche veicolo di messaggi, diventando appunto “cinema sociale”?

Riteniamo il cinema forma d’arte; quando si sposa con l’intrattenimento è solo una delle tante varianti che lo caratterizzano. Preferiamo pensare ad esso come veicolo sociale, quando esso è nelle sue forme sia poetiche sia prosastiche, poiché nel cinema si fondono le espressioni emozionali, quello di cui si ha bisogno e persino quello che crediamo possa essere superfluo. Osservare, riflettere, filosofare, ridere, hanno funzioni solo di intrattenimento? Ognuno di noi conosce la risposta. ooblocandina2018

Come avete anticipato, nelle prime edizioni il festival ha avuto luogo nella città di Molfetta; quest’anno invece, la cornice è quella del Castello Svevo di Barletta. A cosa è dovuto questo cambio di scenario?

“Out of Bounds”, anche nelle cornici delle piazze di Molfetta, si è caratterizzato come rassegna itinerante; quest’anno abbiamo voluto fortemente la cornice suggestiva del Castello di Barletta ritenendo importante la funzione divulgativa a cui aspiriamo.

Se doveste pensare ad alcuni lungometraggi con lo stesso tipo di funzione sociale dei corti che promuovete con questo progetto, quali sarebbero i primi o più importanti titoli che vi vengono in mente?

I titoli a cui potremmo fare riferimento sono tantissimi: sicuramente il cinema di  poesia di Pasolini o il cinema filosofico di Godard, ma sarebbe riduttivo limitarsi ad alcuni maestri, perché il cinema va vissuto, esplorato con estrema curiosità. Questo permette sicuramente una crescita morale e intellettuale.

Tra i cortometraggi partecipanti alle edizioni precedenti, quali sono quelli che hanno per voi lasciato maggiormente il segno nella memoria del festival?

Anche per questa domanda non potremmo fare riferimenti specifici. Nella edizione precedente ci ha fatto molto piacere premiare, come miglior film, un cortometraggio la cui produzione esecutiva era di Martin Scorsese, regista molto vicino ai giovani. Tutti i partecipanti hanno comunque lasciato in noi qualcosa, specialmente quelle produzioni provenienti da paesi poveri o in guerra, con le ovvie difficoltà produttive e distributive.

oobproiezioni2018C’è un fil rouge che contrassegna ogni singola edizione del festival, con un tema principale al quale i cortometraggi si rifanno oppure i temi sono vari e ognuno di essi racconta una realtà differente?

Il fil rouge non è rintracciabile nelle tematiche ma nella forma e nello stile che rappresentano le coordinate dell’originalità autoriale: in tal senso ogni autore, raccontando la sua realtà e il suo immaginario, tende a differenziarsi da forme di rappresentazione standardizzate e codificate.

Quanti sono i partecipanti e quali sono i premi previsti per i vincitori della manifestazione?

Hanno partecipato 2104 cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Di questi, 20 sono in concorso e alla fine saranno assegnati quattro premi e tre menzioni speciali.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato organizzando una manifestazione di questo genere e quali sono i mezzi e le opportunità che il nostro territorio offre per poter portare a termine queste iniziative?

Le difficoltà sono svariate, ma aspiriamo a trarre il meglio dalle possibilità di cui disponiamo.

Facciamo un bilancio delle cinque edizioni di OoB: cosa ritenete che questo festival abbia maggiormente lasciato e trasmesso sia a voi organizzatori che ai partecipanti, agli spettatori e al territorio in generale?

Ogni edizione del festival è stata importante, soprattutto per quella successiva. Ricordiamo con piacere le edizioni in cui ci siamo confrontati con allievi provenienti da una rete di scuole convenzionate per i quali abbiamo creato workshop e laboratori cinematografici, occasioni di scambio tra gli esperti formatori, tra cui il regista Daniele Ciprì, e i giovani. L’associazione Gruppo Farfa nasce con l’intento di formare le nuove generazioni, non a caso si avvale di esperti con una vocazione artistica e pedagogica.

Questo il sito ufficiale dell’Out of Bounds Film Festival: http://outofboundsfilmfes.wixsite.com/2016

Questa la pagina facebook ufficiale: https://www.facebook.com/gruppofarfa/

ALESSANDRA CAVISI

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