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Intervista a Cinzia De Vincenziis sul suo nuovo video contro la violenza sulle donne

cinziadevincenziispezzilocandinaLa Giornata Mondiale Per L’Eliminazione Della Violenza Sulle Donne ricorre il 25 novembre di ogni anno e dal 2016 ogni anno anche la regista pugliese Cinzia De Vincenziis dedica a questo importante tema un suo lavoro, per contribuire a sensibilizzare parlandone con un linguaggio poetico e non violento. Abbiamo avuto modo di parlare del suo primo cortometraggio sul tema, intitolato In un momento sono sfiorite le rose, con un titolo emblematicamente preso in prestito da una delle più romantiche liriche che Dino Campana dedicò alla sua Sibilla Aleramo. L’abbiamo ritrovata l’anno successivo con il più ermetico ma altrettanto evocativo corto intitolato Sublimazione e poi con il più recente lavoro Undici, di cui il cortometraggio di quest’anno, intitolato Pezzi, è il naturale successore. La particolarità del breve film che Cinzia De Vincenziis ha girato quest’anno è che per la prima volta non ha scritto lei l’intera sceneggiatura ma soltanto un testo, quasi una poesia, per ricordare alle donne che la forza per combattere e per andare avanti non devono cercarla al di fuori di loro stesse perché è sempre stata invece all’interno del loro cuore. Questo testo l’ha poi dato ad alcune donne scelte a caso, non attrici professioniste, lasciando a loro la libertà di registrarsi come meglio credevano, recitando quei versi e riprendendosi con i loro smartphone. Il risultato è stato un lavoro collettivo, quasi un puzzle di donne diverse che pure tutte si congiungono.

Senza aggiungere altro, onde evitare di spoilerare troppo, abbiamo incontrato nuovamente la regista (che avevamo già avuto modo di intervistare in occasione del suo primo corto e qui trovate la vecchia intervista: http://www.ithinkmagazine.it/intervista-cinzia-de-vincenziis-in-un-momento/) per chiederle qualcosa in più su questo nuovo lavoro.

Quest’anno hai realizzato un nuovo cortometraggio per la Giornata Mondiale Per L’Eliminazione Della Violenza Sulle Donne. Com’è nata l’idea di questo nuovo video?

Questo progetto è nato esattamente come sono nati tutti gli altri. Canticchio per casa ed ecco che la canzone inizia a prendere forma. In una settimana abbiamo scritto e realizzato interamente il video.

Un progetto in realtà un po’ diverso dagli altri, quasi un’operazione collettiva…

Sì, quest’anno ho voluto fare un esperimento: ho chiesto ad alcune amiche, colleghe e donne comuni se avessero voglia di dare il loro contributo alla causa registrandosi con i propri smartphone mentre leggono un pezzo inedito che ho scritto personalmente, dedicato a tutte le donne vittime di violenza e abusi.
Sono rimasta davvero colpita dalla dedizione che tutte le donne a cui l’ho chiesto hanno avuto nel realizzare questa piccola cosa, mi hanno davvero stupita perché mai mi sarei aspettata che potessero accogliere la mia proposta con tanto entusiasmo e riuscire a mettere un po’ di loro stesse in questa operazione. Devo dire che la cosa mi ha esaltata parecchio. Nonostante la fatica nel registrarsi e l’imbarazzo naturale di ognuna, poiché nessuna di loro è un’attrice professionista, è venuto fuori un pezzo “straordinariamente imperfetto”! Lo adoro, sembra quasi una ninna nanna dolce, nonostante il tema della giornata contro la violenza sulle donne sia in realtà un tema duro e talvolta celebrato in maniera drammatica e aggressiva. cinziadevincenziispezziframe1

In tutti i tuoi lavori infatti hai sempre cercato di affrontare questo tema crudo e violento con un linguaggio poetico e delicato. Cosa aggiunge secondo te questo cortometraggio a quelli che hai realizzato in precedenza?

È vero, mi piace sempre alleggerire questo tema. Con questo non vorrei sembrare superficiale, è solo il mio modo di contribuire in maniera non violenta e brusca sperando che i messaggi d’amore possano lasciare il segno tanto quanto quelli più duri e brutali. Cerco sempre di cullare gli animi, per questo nei miei video c’è sempre il Dio mare: più dondolante del mare non c’è nulla.

Quello che questo lavoro aggiunge a quelli realizzati in precedenza è probabilmente la spontaneità dell’essere femminile. In quest’ultimo lavoro ho infatti cercato proprio la spontaneità delle donne coinvolte, senza dare loro troppe indicazioni per vedere come ciascuna interpretava a modo suo il testo. Penso che Pezzi riesca a cogliere quindi più degli altri miei cortometraggi quella spontaneità che viene fuori solo dal profondo, dalla propria parte più intima, dalle proprie radici.

cinziadevincenziispezziframe2Insomma un video fatto dalle donne e per le donne. Com’è stata la sua lavorazione?

L’intento era appunto quello di coinvolgere più donne nello stesso progetto. Ho voluto fortemente avere un po’ del loro preziosissimo tempo tutto per me e in fase di montaggio si è creata un’intimità pazzesca, è stato come se le avessi registrate io personalmente una ad una e che loro si fossero spogliate di ogni cosa per cinque minuti. Avete idea di cosa possono essere cinque minuti tutti per me di queste quattordici donne? Un regalo magnifico. Sono state meravigliose, timide, sfacciate, arrabbiate e sdolcinate come solo le donne sanno essere.

Cosa rappresenta la pallina rossa?

La pallina in realtà è un naso rosso da clown ed è un simbolo in memoria di Daniela Carrasco. In questo progetto rappresenta la vita: rotola scherzosamente e vive in maniera ironica e leggera. La mano che appare l’ho vista un po’ come il destino che salva e protegge questa vita tutte le volte che può, anche se, ahimè, non sempre ci riesce. cinziadevincenziispezziframe3

Pezzi, come hai appena detto, è dedicato a Daniela Carrasco, detta “El mimo”, l’artista di strada cilena che è stata trovata morta il 20 ottobre di quest’anno a Santiago del Cile (benché le indagini, nel momento in cui stiamo pubblicando questa intervista, stanno ancora accertando se si è trattato di suicidio o se, come denunciano diverse associazioni femministe, sia stata uccisa dalla polizia per aver partecipato alle recenti manifestazioni di protesta antigovernative). Come mai hai scelto di dedicarlo proprio alla sua memoria?

Ogni mio cortometraggio è dedicato ad una donna diversa: credo che siano le donne a scegliere me, vivo questa cosa in maniera mistica, la foto di Daniela Carrasco infatti è apparsa prepotentemente nella mia vita nel momento in cui doveva apparire.

Cosa vuoi dire a chi si avvicina per la prima volta ai tuoi lavori?

A chi guarda i miei lavori per la prima volta vorrei dire di guardarli nel profondo, non per quello che tecnicamente o visivamente rappresentano ma per il messaggio che veicolano. Un messaggio che ognuno dovrebbe cercare nel quotidiano, un messaggio che si traduce nella ricerca del bello, di un segnale positivo nel quale credere fortemente.

cinziadevincenziispezziframe4C’è stata qualche domanda particolare che ti hanno fatto fino ad ora, magari proprio su Pezzi, qualche curiosità suscitata dai tuoi video?

Di recente, proprio per questo corto, mi hanno chiesto diverse cose ma sicuramente la domanda più insolita (e bella, secondo me) me l’ha fatta Rita, una delle donne coinvolte nel video, che mi ha chiesto, testuali parole: “come hai fatto a far incanalare la pallina dentro quel solco? O devi aver avuto un culo incredibile oppure sei un ingegnere spaziale e io non lo sapevo!

E tu cosa hai risposto?

Mah, su due piedi avrei voluto scegliere di essere l’ingegnere spaziale ma le ho detto la verità, cioè che non so come sia successo. Peppe, il mio compagno, mi stava aiutando in fase di ripresa ed era lui a spingere il naso da clown, ma forse il vento o forse quel furbacchione del naso stesso sapevano già perfettamente in quale punto dell’inquadratura andarsi a fermare e in che momento. Chiamiamola magia pura…

Per guardare gli altri video di Cinzia De Vincenziis potete seguire la pagina facebook @inunmomento.

ELIDE FERRARI

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