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Anno nuovo, rete nuova? PDF Stampa Email
Domenica 06 Febbraio 2011 15:15
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Passo verso l’era del digitale nell’Unione Europea o contentino verso chi reclama un’Italia più tecnologica, meno “antica”? Questo il dibattito che si è aperto dal primo gennaio 2011, quando, come annunciato dal decreto Milleproroghe, è partita la procedura di semplificazione per il libero accesso alle reti Internet pubbliche Wi-Fi (DDL 2494). Dall’alba del nuovo anno, infatti, il governo italiano ha deciso di abolire gli obblighi contenuti nell’articolo 7 del Decreto Pisanu che dal 2005 hanno fortemente condizionato la diffusione del Wi-Fi pubblico. Ma la soluzione definitiva del “dilemma digitale” non è così vicina come sembra: infatti, il Decreto Pisanu, che avrebbe dovuto rappresentare un provvedimento d’emergenza, finalizzato a combattere la minaccia del terrorismo dopo gli attentati di New York dell’11 settembre 2001, si è trasformato in una tegola d'acciaio inamovibile. Il detto decreto è stato approvato cinque anni fa, e viene rinnovato annualmente: i punti in esso contenuti obbligano baristi o negozianti a fastidiose procedure burocratiche per fornire connessioni Wi-Fi. La procedura prevede che il gestore presenti una richiesta per ottenere una speciale licenza al questore, poi provveda all'identificazione previa esibizione di documento del cliente e infine archivi su apposito registro cartaceo i dati relativi alle attività di navigazione. Negli obblighi imposti dal decreto vanno rinvenuti gran parte dei motivi che oggi portano l’Italia a possedere la “bandiera nera” europea per numero di hotspot (punti di accesso) Wi-Fi: 4.200 secondo il Ministero dell’Interno. Un primato negativo che il Disegno di Legge specifico (N°2494) approvato il 13 Dicembre 2010 in Senato potrebbe cancellare. Alla Camera l’ultima parola.

LUCA GUERRA

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