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General-mente: come funziona l’intelligenza

General-menteQuando si parla di intelligenza si è soliti attribuirla alle capacità intellettive di ogni singolo individuo, come ad esempio si suol dire di uno studente che è intelligente solo per il fatto che ad ogni interrogazione o esame riesce ad ottenere il massimo dei voti. Tale idea è solo in parte corretta e, come vedremo, decisamente incompleta.

In psicologia tale costrutto è molto più ampio rispetto all’utilizzo consueto di questo termine e pertanto non esiste una definizione universalmente condivisibile tra le varie correnti di pensiero. Attualmente l’intelligenza è definita come quell’insieme di processi e capacità mentali che ci permettono di acquisire nuove idee, di cogliere e affrontare la realtà e risolvere problemi.

In ambito teorico per molto tempo si è pensato all’intelligenza come ad una capacità innata ereditata dai nostri genitori, ma molti studi svolti a riguardo in cui si sono messi a confronto gemelli, fratelli e figli adottivi, hanno evidenziato come la sola componente genetica non è in grado di stabilire la reale capacità intellettiva di un soggetto ma è altresì importante il fattore ambientale in cui il bambino cresce. È importante in tal senso saper stimolare i propri figli all’apprendimento e alla crescita.

Recentemente Gardner, uno degli studiosi che ha dato vita a una rivoluzione nello studio dell’intelligenza, l’ha definita come un “potenziale psicobiologico volto a risolvere problemi o a dar forma a prodotti che hanno valore in almeno un contesto culturale”. Egli ha formulato la teoria delle intelligenze multiple secondo la quale non esisterebbe un’unica forma di intelligenza ma diversi tipi di competenze.

Gardner ha evidenziato sette forme differenti di intelligenza, situate in diverse aree della corteccia cerebrale:

1.    I. linguistica (es. scrittori e poeti);

2.    I. musicale (es. musicisti e compositori);

3.    I. logico – matematica (usata nella matematica, scienza e filosofia);

4.    I. spaziale (utilizzata nell’arte e nella navigazione);

5.    I. corporeo – cinestetica (usata da chi pratica danza, atletica);

6.    I. interpersonale (es. empatia)

7.    I. intrapersonale (legata alla conoscenza di sé)

Gli studi condotti da Gardner si sono basati sull’osservazione di persone comuni, persone con traumi cerebrali, prodigi (persone con intelligenza normale ma con una sola abilità straordinaria) e di savant (o idiots savant, cioè persone con un basso livello intellettivo ma con una sola abilità straordinaria).

Un esempio a favore della teoria di Gardner fu il caso di un idiot savant, Nadia, una bambina autistica di cinque anni, con capacità intellettive molto limitate, la quale possedeva una straordinaria capacità spaziale, capace di rappresentare graficamente, dopo aver osservato una stanza, attraverso il disegno, la collocazione precisa dei vari oggetti presenti come se scattasse una fotografia mentale perfettamente aderente alla realtà.

Ritornando alla teoria delle intelligenze multiple, in principio non ci sono differenze tra gli individui ma in base a ciò che la vita ci porta ad affrontare, quindi i vari percorsi di crescita e scelte di vita, saremo portati a sviluppare determinate abilità piuttosto che altre e da qui le differenze individuali. Ma affinché si sviluppino tali abilità è indispensabile l’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali ed educativi.

DONATELLO GIANNINO

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