
| Aprile 2010 - Anno I - Numero 10 - Arkam Asylum: una seria casa su un serio suolo |
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| Scritto da Admin |
| Domenica 09 Maggio 2010 15:37 |
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Aprile 2010 - Anno I - Numero 10 Arkam Asylum: una seria casa su un serio suolo Tra tutti i termini con cui un fumetto può essere definito, quello più adatto a quest’ opera è certamente atipico; e mai come in questo caso il termine opera calza a pennello. Per chi ancora non lo sapesse Arkam Asylum è l’ istituto di cura per malati mentali di Gotham City, la città del Cavaliere Oscuro, comunemente conosciuto come Batman; è anche il posto dove sono rinchiusi la maggior parte dei criminali che Batman ha contribuito ad arrestare. Tra questi il celeberrimo Joker, una della più alte concentrazioni di pazzia e imprevedibilità della storia dei fumetti. Cosa succederebbe se, una notte, il Cavaliere Oscuro entrasse nel più buio nascondiglio di Gotham, pieno della feccia che lui stesso ha mandato lì a marcire? Cosa succederebbe se, all’ interno di quella tana di pazzia e incoscienza, ci fosse una festa? Come andrebbe a finire se, all’improvviso, tutti i matti volessero giocare a nascondino con l’ ospite? Ma, soprattutto, riuscirà la mente di un tormentato orfano che si veste da pipistrello ogni notte a reggere agli scossoni psicologici e ai tranelli mentali della casa di cura e dei suoi ospiti? Gli antichi segreti del fondatore dell’ Arkam Asylum, il dottor Amadeus Arkam, si intrecciano nel percorso di Batman in questo corridoio degli orrori, gli eventi che portarono alla fondazione della casa di cura all’ interno della vecchia casa della famiglia Arkam, la storia della sua infanzia disturbata, della sua vita da psichiatra, della sua famiglia e dei suoi ultimi anni accompagna come una eco nel passato ogni passo di Batman nei corridoi scuri, tra Clayface, lo Spaventapasseri, Croc, Due Facce e una schiera di psicopatici capeggiati da Joker che porteranno alla sublimazione assoluta della follia il nostro Batman nel tentativo di farlo vacillare dalla sua rigida posizione di uomo, dalle sue convinzioni solo per dimostrargli quanto sia simile a loro. Nella sua veste absolute riedita dalla DeAgostini nel 2007 questa storia risalente alla fine degli anni ottanta rivive e quasi respira sotto i polpastrelli di chi la legge. La sceneggiatura, inserita alla fine dell’ albo sia in italiano che nel testo originale dell’ autore Grant Morrison, di ineccepibile complessità e fascino, le illustrazioni visionarie di Dave McKean, un artista nel senso pieno del termine, un uomo che ha fuso magistralmente fotografia, disegno, pittura, collage e design in ogni sua opera e, con questa, si è consacrato tra i grandi della storia. In ultimo questa storia è la prova che la follia non è solo dei matti; è dei sani, di chi crede di essere un uomo rigido e convinto, di chi non soffre, e di chi vive con la follia e cerca di porne rimedio. Sarà un pipistrello a porre fine all’assurda giostra di orrori, ma la cosa strana, che fa saltare lo stomaco appena ci si rende conto di ciò che si è letto… è che è stato un pipistrello, molti anni prima, a darle inizio. |

























