| Marzo 2010 - Anno I - Numero 9 - CRONACA DEL QUOTIDIANO DIMENTICATO |
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| Scritto da Admin |
| Martedì 10 Novembre 2009 09:06 |
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Romantica, melanconica, dissacrante, amara. Solo alcuni, troppo pochi, aggettivi con i quali si potrebbe definire l'arte fotografica del poliedrico Giuseppe Dibenedetto. Barlettano per nascita e cosmopolita per scelta, lo si potrebbe incontrare facilmente passeggiando per le strade di Berlino o seduto in un fumoso coffeshop di Amsterdam, a Shangai tra i tetti a pagoda o ai piedi di una imponente statua marmorea in quel di Torino, sotto i portici di Bologna o in un parco a Barcellona. Numerosi luoghi per altrettante esposizioni pregne del consenso del pubblico. Irrequieto ed eclettico come la sua fotografia, a volte statica cronaca di un mondo immortalato nel divenire, altre eterea e sfuggente, tormentata, bilanciata sempre dalla costante del bianco e nero utilizzato quale metafora di vita e necessità primaria e come proseguo ed estensione dell'animo dell'Artista, egli è una sorta di moderno impressionista che sostituisce con l'obiettivo tavolozza e pennello. Osservando gli scatti ci si chiede se il bianco e nero non sia l'effettivo modus visivo di Dibenedetto: tagliente e sempre preciso resoconto del particolare, frutto di una cura estrema del dettaglio e ricerca della perfezione espositiva, le Opere risultano scorci di quotidianità soffocata, ormai, dall'assuefazione umana, quotidianità spesso ed erroneamente data per scontata a causa di assenza temporale e vuoto esistenziale. L'Opera di Dibenedetto è dono destinato all'intero mondo, affinchè smetta la frenetica e costante corsa verso l'oblio e l'impersonalità e si soffermi ad osservare, anche per un istante solo, la bellezza di ciò di cui è circondato. Alcune opere di Giuseppe Dibenedetto possono essere visionate ai seguenti indirizzi www.myspace.com/giuseppemblema
Fabio Albanese |





















