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Francesco Maria Morgese PDF Stampa Email
Domenica 15 Maggio 2011 16:34
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La fotografia è un’arte che in Puglia non ha molte difficoltà a fiorire, perché lo scenario che si propone davanti all’obiettivo è talmente variegato e naturalmente scenografico che potrebbe rendere artista anche il fotografo meno esperto, con un pizzico di fortuna.

Ma la Puglia è anche terra di passioni e i suoi abitanti sono veraci, senza ricorrere a luoghi comuni;  difficilmente si lasciano scorrere addosso quella bellezza che invade tutto e che, con le sue tinte forti, illumina anche la desolazione e l’arretratezza in cui alcuni dei nostri paesi riversano.

I pugliesi lo sanno, ne soffrono e ne sono orgogliosi al tempo stesso, perché è proprio da queste difficoltà che nasce la spontaneità di un sorriso e il gusto della semplicità. Lo sa bene Francesco Morgese, che ha studiato nel Salento per poi viaggiare verso nord, restando però ancorato al sud con tutto il cuore. Giovane e acerbo, si affaccia tuttavia al mondo dell’arte fotografica con un talento notevole e solare, con il quale si sta conquistando uno spazio all’interno dello scenario contemporaneo, a livello nazionale, grazie alle numerose partecipazioni a mostre e rassegne, attraverso le quali dialoga con gli artisti e mantiene vivo il fervore tipico della prima fase artistica.

Attualmente le sue immagini della Puglia più bella sono in giro per Milano e su questo numero proponiamo due scatti tra i più significativi. 

Puglia è colore. Da un promontorio passa per verdi campi e termina tra i due mari, in cui si immerge con la terra rossa. Una terra sanguigna, palcoscenico delle danze degli ulivi che sinuosi si avvitano modellati dal vento e dai secoli e, come un corpo sulle punte, si curvano e si allungano tendendo i rami e rivolgendo le foglie al sole (…)E respirando gli odori intensi che il vento trasporta, il sapore salato della macchia mediterranea e immergendosi nel blu intenso del mare mentre il cielo si tinge di rosa al tramonto, un gusto pervade e pizzica l'animo, un morso di tarantola che a volte torna a pizzicare e che non abbandonerà mai chi ha vissuto nella mia terra. Specialmente chi, con dolore, è costretto ad abbandonare lei”. (dal catalogo di presentazione).

 

ALESSANDRA DEL VECCHIO

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