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Luca Guadagnino: quando è proprio il caso di parlare di “fuga di cervelli”

lucaguadagnino“Un italiano in America”, lo si potrebbe apostrofare così, dal momento che ha cominciato ad essere realmente apprezzato e ad avere fortuna come autore e come regista, solo dopo aver abbandonato, seppure non del tutto (visto che l’Italia è sempre presente nei suoi film), il nostro Paese per andare verso altri lidi in cui a livello di produzioni ha avuto più fiducia, riuscendo finalmente ad esprimere la sua particolare poetica e la sua idea di cinema in generale.

Se n’è parlato e se ne sta ancora parlando moltissimo, perché con la sua ultima fatica, Chiamami Col Tuo Nome (che abbiamo recensito qui: http://www.ithinkmagazine.it/recensione-guadagnino-chiamami-col-tuo-nome/), non solo ha accolto consensi unanimi tra i vari festival e tra gli addetti ai lavori, ma si è aggiudicato addirittura quattro nomination agli Oscar, dove qualche giorno fa si è portato a casa la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale, tra l’altro firmata dal grande James Ivory (le altre candidature riguardavano il miglior film, la miglior canzone a Sufjan Stevens per Mystery Of Love e il miglior attore a Timothée Chalamet). lucaguadagninomelissap

Ma la carriera di Luca Guadagnino parte ben prima di questo exploit di fama e successo: si apre con una gavetta fatta di videoclip e documentari e con uno dei flop del nostro cinema che spesso viene ricordato come un grande insuccesso, ovvero Melissa P., pellicola tratta dal libro 100 Colpi Di Spazzola Prima Di Andare A Dormire, opera che all’epoca fece tanto scalpore ed ebbe talmente tanta eco da pensare, appunto, di trarne un film. Purtroppo però, forse a causa di una produzione che ha spinto per avere una pellicola quanto più “teen” e commerciale possibile, i risultati furono alquanto deludenti e molto probabilmente questo sarà stato uno dei tanti motivi per i quali Guadagnino non è riuscito più ad avere la giusta fiducia per poter continuare ad esprimersi attraverso il mezzo cinema qui in Italia.

lucaguadagninoiosonolamoreFortunatamente, però, all’estero il Nostro è riuscito a far sentire la sua voce e a far valere il suo talento ed è proprio grazie a produzioni straniere che siamo riusciti ad avere la possibilità di continuare ad essere spettatori delle sue opere innanzitutto sempre molto interessanti, ma soprattutto cariche di un gusto estetico particolarissimo e molto personale.

Il cinema di Guadanino, infatti, è un cinema che potremmo definire “sensuale”, un cinema in grado di trasmettere vivamente una vasta gamma di emozioni sensoriali con un realismo non indifferente, un cinema sicuramente ricercato e forse a volte fin troppo “studiato”, ma a conti fatti estremamente coinvolgente, tanto da rompere quasi la distanza esistente tra lo schermo e lo spettatore, riuscendo a farlo entrare a viva forza negli ambienti, all’interno dei quali si assaporano in maniera quasi miracolosa le sensazioni assaporate dai suoi personaggi.lucaguadagninoabiggersplash

Nonostante il “rifiuto” nostrano, se così possiamo chiamarlo, il regista comunque all’interno delle sue opere più fortunate e più apprezzate ha sempre ambientato le sue storie di amori, passioni, pulsioni e sentimenti, nei nostri territori. In Io Sono L’Amore, infatti, siamo in Lombardia e seguiamo le vicende di una ricca famiglia del posto; nel successivo A Bigger Splash siamo a Pantelleria e seguiamo la storia di una musicista e del suo compagno durante una vacanza interrotta dall’arrivo di un ex fin troppo invadente; mentre nel già citato Chiamami Col Tuo Nome, abbiamo a che fare con l’innamoramento e lo scoppio improvviso di una forte passione tra una ragazzo di diciassette anni che passa le vacanze a Crema con la sua colta famiglia e un ragazzo di ventiquattro anni che arriva dall’America per scrivere la sua tesi di dottorato.

chiamamicoltuonome2Dunque i personaggi saranno anche americani o stranieri in generale, ma l’evolversi, positivo o negativo che sia, delle loro vite ha luogo sempre in Italia, ogni volta “fotografata” con uno sguardo che straordinariamente ci fa entrare a viva forza nei paesaggi, ma soprattutto negli usi e nei costumi dei diversi posti presi in esame (da qui tutta una serie di personaggi di contorno che, coi loro dialetti, i loro pensieri e i loro modi di fare, ci raccontano un pezzo del nostro Paese).

E dall’Italia, insomma, sembra proprio che Guadagnino non voglia “spostarsi”, se non fisicamente, quantomeno metaforicamente, visto che il suo prossimo lavoro sarà un remake dell’horror argentiano, Suspiria (con la colonna sonora firmata da Thom Yorke!), film che, stando alle parole del regista stesso, avrebbe addirittura commosso fino alle lacrime Quentin Tarantino. Inutile dire, a questo punto, che l’attesa per questa sua nuova opera è davvero altissima!

ALESSANDRA CAVISI

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