
| Ottobre 2010 - Anno II - Numero 4 - Editoriale |
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| Martedì 02 Novembre 2010 15:23 |
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Non possiamo ignorare un evento così tragico, così ingiustificato ed ingiustificabile, ma, d'altra parte, non ci sono parole per esprimere la meschinità e la debolezza che si nasconde dietro simili gesti, e constatare quanto poco basta per spezzare una vita nel fiore degli anni, tra le pareti domestiche, in un luogo dove, invece, si dovrebbe essere più al sicuro. L'omicidio di Sarah ha riportato nei nostri cuori le angosce vissute nel 2001, quando Erika De Nardo uccise, a soli 16 anni, la mamma e il fratellino, a Novi Ligure; e ancora nel 2002, con il delitto di Cogne, in cui questa volta fu una mamma ad uccidere il proprio bambino... Questo solo per citare alcuni tra gli episodi più recenti. Quando non si ha il coraggio di giocare con coscienza le carte a propria disposizione, per ottenere l'obiettivo che ci si è prefissati, qualunque esso sia, la mente debole e superficiale non trova altra soluzione che la violenza. Eppure solo dopo, forse, questa mente così debole si accorge che la violenza non ha condotto al risultato sperato ma ha distrutto ogni speranza, facendo terra bruciata intorno a sé. Per sempre. Perché la strada più breve, quella che continuamente sfiora dolcemente e tenta con astuzia le menti pigre, è sempre un inganno. |


























