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I Think Dicembre 2011/Gennaio 2012 - Editoriale PDF Stampa Email
Domenica 18 Dicembre 2011 09:15
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E venne l'inverno che uccide il colore e un Babbo Natale che parlava d'amore...” non il Babbo Natale di De Andrè ci si aspetta, eppure tra luci e campanelle, doni, vischio e frittelle, il Faber, oltre che poeta, si fè in un qual senso profeta. Profeta per i troppi babbo natale che oggi più che mai circuiscono con passeggere ricchezze materiali, e profeta perché il Natale stesso, oggi, sembra una tentazione a sguinzagliar l'oscura bestia compratrice che è in noi.

Il Natale viene per ridar colore al grigio inverno e far riposare le membra di chi durante tutto l'anno s'affanna e si danna. Che il Natale sia un simbolo dovrebbe esser chiaro (condizionale d'obbligo), ma sbandierar da un lato antiche culle e dall'altro sfrenato consumismo è quanto mai paradossale, sebben vissuto come fosse “normale”. Allorché ci si chiede come possa coesistere l'esser tutti più buoni e l'amarci gli uni gli altri con l'ignorar che dietro molti tra i doni più bramati v'è stato sfruttamento senza scrupoli.

L'incoerenza è il fiore dell'onestà ma l'ignoranza è il veleno della società e ancor più la perseveranza a voler restare nell'ignoranza è la morte della dignità, dunque giammai trascorrer un tristo Natal senza regali ma giammai favorir la schiavitù. Ai bei tempi che furono, nelle mie fabbriche, vi eran luci e campanelle, doni, vischio e frittelle e tanti profumi di biscotti e caramelle ad allietar il lavoro degli elfi miei felici ed instancabili, che in tutto un anno, ad uno ad uno, costruivan con amore giocattoli e regali per chi li meritava.. che poi li meritavan sempre tutti perché siamo tutti più buoni e ci amiamo gli uni gli altri.

Mi auguro, dunque, che possa esser un felice Natale anche per chi lavora nelle fabbriche di questi finti babbo natale, affinché non vengan più sfruttati grazie alla Vostra scelta di optare per regali fatti ad arte. E che sia un felice Natale non solo per i cristiani, ma anche per buddhisti, ebrei e musulmani, perché non c'è religione o colore della pelle o ideologia per ciò che il simbolo dietro queste sei lettere vuol comunicare.

Buon Natale!

BABBO NATALE
(QUELLO VERO!)
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