
| EDITORIALE OTTOBRE 2011 |
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| Lunedì 31 Ottobre 2011 11:47 |
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Ora, vengo al “Dunque”: noi, da pugliesi, forse non riusciamo a cogliere tutto lo stupore che colpisce la maggior parte dei “divi” (ma anche dei “non-divi”) quando, nella nostra terra, si trovano accolti come fratelli, o, ancor più, come prìncipi e, dunque, portano di noi, in giro per il mondo, quest'immagine. Non riusciamo a coglierla finché non ci trasferiamo in una città del Nord e scopriamo che tra dirimpettai non c'è legame di sorta; quando ci rendiamo conto che se ci mancano i pomodori per l'insalata dovremo pensare ad un'alternativa, perché, benché sia sempre sbagliato far di tutta l'erba un fascio, è più improbabile che ce li si possa cedere così cordialmente tra completi sconosciuti; quando ci rendiamo conto che lì “noi” siamo “noi” e il “nostro” orticello e “loro” sono “loro” il “loro” orticello, considerato quasi rivale! Ecco, tutto questo sembrerà forse banale e a tratti eccessivamente sintetico (anche io vorrei che entrassero più caratteri in queste dannate pagine, ma l'alternativa accecherebbe i nostri lettori, quindi mi rassegno!) ma il punto è che ogni terra ha le proprie bellezze, e bisogna viverci, e viverLE per esser veramente parte di un mondo immenso e bellissimo, dove non c'è spazio per deplorevoli storie di ignorante razzismo. Non mi è concesso spiegar meglio, ma chi ha orecchie che intenda...
DORIANA TOZZI |


























