
| EDITORIALE AGOSTO |
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| Venerdì 19 Agosto 2011 10:42 |
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Adesso c'è chi la rimpiange, chi ne approfitta per fare del moralismo, chi addirittura la paragona ai “divi” morti alla stessa età (Kurt Cobain, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison... tutti morti tra i 27 e i 28 anni) creandone un “caso”, anche se decisamente fuori luogo. Noi di I Think vogliamo solo ricordare e salutare questo ennesimo giovane talento bruciato da una vita che non ti aiuta se non l'aiuti ad aiutarti... C'è chi scrive che “..chi cerca la propria morte è già stato ucciso molto prima, dalla vita..” e quanto mai questa frase sembra indicata per Amy, che era probabilmente morta da tempo e nessuno è stato in grado di “resuscitarla”. Speriamo che finalmente ora possa riposare in pace e che non si sfrutti squallidamente la sua triste storia per loschi scopi politici (ebbene sì, c'è stato anche chi ha provato a sfruttare a proprio vantaggio la morte di Amy Winehouse, senza un minimo di rispetto). Quando leggiamo certe cose ci si avvelena la lingua: com'è facile sproloquiare su certi temi e riempirsi la bocca di facili accuse! Sappiamo tutti che la droga fa male, che l'alcol fa male e tutto il resto: ma chi, tra i politici che ci amministrano – a livello mondiale – riesce concretamente a bloccare questo fenomeno di massa, facendo virare le trasgressioni verso usanze meno distruttive? La prevenzione – e non il proibizionismo! - possono dare una mano a tamponare questo tunnel e non saranno certo le reciproche accuse tra ideologie politiche a cambiare veramente le cose. Se ci sono i “casi Winehouse” non è perché al Governo c'è la destra o perché al Governo c'è la sinistra, ma probabilmente le cause sono ben più profonde. Noi pensiamo, comunque, che Amy sia stata una grandissima cantante e che vada ricordata per questo motivo e non perché si è bruciata in fretta anziché spegnersi lentamente... Ciao Amy!
DORIANA TOZZI |


























