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Confcommercio lancia l’allarme: i consumi non crescono al Sud. Si torna ai livelli del 2000 PDF Stampa Email
Mercoledì 19 Ottobre 2011 11:59
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Confcommercio lancia l’allarme: i consumi non crescono al Sud. Si torna ai livelli del 2000


La mannaia della crisi economica continua ad abbattersi sull’economia reale italiana che da Nord a Sud vive un quadro generalizzato di contrazione dei consumi privati. Parla chiaro Confcommercio attraverso l’ultimo Aggiornamento delle analisi e delle previsioni dei consumi nelle regioni italiane: a fine 2011 si potrebbero registrare livelli di consumo pari, se non inferiori, a quelli del 2000 in addirittura 17 regioni. Ma se le prospettive per il settentrione fanno intravedere scenari cautamente incoraggianti, ben altri orizzonti si aprono sul Mezzogiorno, i cui livelli di consumo sono passati dalla quota del 27,7% nel 2007 a quella del 26,6% nel 2011. Le famiglie del Sud spendono meno, in particolare in Puglia: nel 2009 si è registrata una flessione record del 3,6% dei consumi, ma anche il 2010 ha confermato un trend di decrescita (-0,5%), invertito timidamente dalle previsioni per quest’anno, che pur segnando una modesta ripresa (+0,6%), sono destinate tuttavia ad essere riviste. Infatti l’analisi di Confcommercio non tiene conto degli effetti della manovra economica del Governo, che nella lista degli interventi prevede un innalzamento di un punto percentuale dell’IVA ordinaria. Voci di malcontento si levano dalle associazioni dei consumatori: la misura, seppur necessaria a risanare i conti pubblici, inciderà negativamente sui consumi innalzando il rischio inflazione e innescando un clima depressivo, alimentato dalle aspettative pessimistiche delle famiglie. E il Sud, che schiavo delle sue sfavorevoli condizioni economico – demografiche già vive la crisi in maniera amplificata, rischia un’ulteriore marginalizzazione.


MARIA GRAZIA NATOLA

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