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Corsi e ricorsi filmici: genitori e figli… al cinema

IlMonelloE figlie so’ piezz e core”, fa dire il grande Eduardo de Filippo alla protagonista di Filumena Marturano, straordinaria opera teatrale da lui scritta nel dopoguerra. Anche il cinema si è accorto dell’importanza che l’essere umano, e non solo, dà alla sua progenie, realizzando fiumi di pellicole, sia strappalacrime sia più lievi, dedicate a questo argomento.

Una “dramedy” (film a metà tra il dramma e la commedia, secondo un neologismo coniato recentemente dagli americani), è ad esempio Il Monello (1921) di e con Charlie Chaplin. Il bambino del film (Jackie Coogan) non è in realtà il vero figlio del protagonista, ma la relazione e l’affetto tra i due sono comunque analoghi a quelli tra un genitore e il suo figlioletto e, anzi, anticipano la tematica del ragazzo-padre esplorata in epoche molto più recenti.

Un altro film che racconta il rapporto padri e figli, destinato a far piangere migliaia di spettatori, è stato Incompreso, diretto da Luigi Comencini nel 1966. Tratto da un celebre romanzo, Misunderstood, scritto da Florence Montgomery e interpretato da Anthony Quayle e da Stefano Colagrande, il film, riproposto negli anni in altre versioni, spiega le incomprensioni tra un padre vedovo preso dal dolore per il recente lutto e dai problemi di lavoro e il figlioletto troppo sensibile per essere capito.

Un figlio amorevole al punto da perdere la vita è Renato Cestiè, celeberrimo intorno alla metà degli anni ‘70, protagonista di film popolarissimi quanto non eccelsi sul piano qualitativo, malgrado la presenza di validi attori dell’epoca. Tra i suoi successi Il Venditore Di Palloncini e L’Ultima Neve Di Primavera. Le trame, più o meno tutte simili tra loro, vedono il piccolo protagonista sempre molto saggio e maturo rispetto ai genitori instabili emotivamente e pronti a riscattarsi e a crescere solo dopo l’estremo sacrificio del figlio in una riedizione moderna di quanto raccontato dalla canzone Balocchi E Profumi (1928).

Ma veniamo all’epoca recente, anzi recentissima. A settembre  2015 è uscito l’ennesimo film PadriEFiglieamericano diretto da Gabriele Muccino: Padri E Figlie. Stavolta il rapporto su cui si concentra il film è tra un padre e la sua bambina. Lacrime a fiumi e grande interpretazione da gladiatore di Russell Crowe.

Ma siccome la vita e il cinema non sono solo lacrime, ecco Belli Di Papà (ottobre 2015), con Diego Abatantuono, Antonio Catania e un debuttante di lusso, il “figlio dei Pooh”, Francesco Facchinetti. Qui un padre smette di essere troppo permissivo per dare una lezione di vita ai figli, ma, come spesso accade, impara a sua volta.

A più di novanta anni dal Il Monello, però, padri e figli, anche se ora spesso comunicano attraverso whatsapp e skype, non sono molto cambiati e hanno ancora molta strada da percorrere assieme. Anche al cinema.

FRANCESCA BARILE

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