
| Recensione: FOLLOWING FRIDAY - Following Friday EP |
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| Venerdì 03 Febbraio 2012 09:11 |
![]() Benvenuti a Rimini, California…! Carolynn, brano d’apertura del primo EP dei Following Friday (Alka Record Label) è iniziato da pochi secondi e al ritornello sono già in delirio, dimenando le mani e sgranando gli occhi: conquistano dall'inizio questi ragazzi! La voce modificata elettronicamente, l’apertura immediata, lo stop & go, gli incroci di voci, il ponte tirato e lo scoppio di una linea di ritornello che ti rimane in testa immediatamente e ti fa pensare all’estate, alle spiagge soleggiate e ai party notturni... Potrete accusarmi di essere un po' troppo di parte, amando smisuratamente questo genere. Ma vi risponderei che proprio amando il genere, conoscendolo davvero bene, sono ancora più convinto di ciò che dico: questi ragazzi ci sanno davvero fare… anzi, dirò di più, spaccano davvero! I Following sembrano aver fatto proprie le lezioni della scuola punk-rock americana, mescolando sapientemente influenze provenienti da quella schiera di gruppi come Ataris, Taking Back Sunday, Fall Out Boy, limando quelle imperfezioni fatte di voci stridule, motivetti standard e tanta commercialità diffusa nel genere, e prestando orecchio anche agli esempi italiani, Vanilla Sky su tutti. In alcuni momenti sembra di ascoltare l’ultimo album degli Yellowcard (anzi diciamo il penultimo, dato che l’ultimo è stata una clamorosa delusione) con la collaborazione di Tyson Ritter degli All American Rejects (l’attacco di Hi Senorita sembra sia cantato davvero da lui). I quattro pezzi che compongono l’EP si susseguono con una fluidità così naturale che non si riesce quasi a credere che si tratti del loro primo lavoro. Una ricercatezza di suoni, arrangiamenti azzeccati che funzionano in modo impeccabile ed anche quel tocco personale di elettronica al momento giusto. Ma soprattutto una varietà di dinamiche che, per quanto non siano originalissime, risultano appropriate e scientemente utilizzate. Quando parte il ritornello di Hi Senorita ti vien voglia di saltare come un deficiente e correre da qualcuno per fargliela ascoltare. Un pezzo stupendo, frizzante, accattivante e soprattutto capace di farti smettere di pensare a qualsiasi altra cosa tu stessi facendo ed iniziare a cantare (maledetti, postate i testi altrimenti mi tocca inventare come al solito delle parole in un inglese terrificante e maccheronico!). In questa avventura da recensore ho ascoltato tanta ottima musica, che mi ha fatto commuovere, che mi ha fatto riflettere, che mi ha fatto ballare, ma mai nessun pezzo mi aveva trascinato a questo modo. Leggermente sottotono Bright Stars, il brano di chiusura. Una ballad che rientra solitamente nella tracklist standard di un qualsiasi gruppo punk-rock che si rispetti. Il problema è che il pezzo in sé non sarebbe neanche male, tutt’altro, ma dopo i primi tre brani ti aspetti una chiusura devastante che purtroppo non c’è. A breve è prevista l'uscita di un nuovo EP, e non vi nascondo che non vedo l’ora di ascoltarlo. Dopo anni di gruppi che hanno provato a portare l’America in Italia (vedasi i vari Lost, Finley, dAri e compagni), finalmente qualcuno capace di generare una nuova California, ad un passo da noi… Stay Tuned… DANIELE MORGESE |

























