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Recensione: ANTONELLO BRUNETTI - Open To Change (Zimbalam) PDF Stampa Email
Giovedì 03 Novembre 2011 17:35
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Quando ci si trova ad ascoltare un album di assoluto valore bastano davvero pochi secondi, pochi accenni di chitarra e la voce che suadente, raffinata, accompagna le fluttuazioni di note, per poter notare un talento non comune.

Sto parlando di Open To Change, album d’esordio come solista di Antonello Brunetti, cantautore calabrese trapiantato nella capitale.

Underwater è iniziato da neanche due minuti e mi ha già conquistato. Sapori di cantautorato d’oltremanica e d’oltreoceano, la purezza essenziale e seducente. Neanche il tempo di assaporare il suo retrogusto melanconico che esplode Nello Stato Liquido, completamente differente, di un rock che fa stringere i denti per la rabbia che emana pur senza urlare.

È un dono di pochi trasmettere emozioni in modo così diretto. La voce di Antonello si adatta in modo naturale alle diverse evoluzioni dei brani che propone, anche al cambiamento di lingua.

Pur preferendo da sempre l’inglese, perché più melodico, più vario, devo ammettere che nel suo caso si lascia più che ascoltare. Ed è questo sicuramente il pregio più evidente di questo delizioso lavoro. Le linee mai banali, il timbro così fuori dalla tradizione cantautoriale italiana, il modo disinvolto con cui riesce a passare dal sussurro all’acuto, fino al raschiato vibrante a fior di labbra. La capacità innata di capire quando e come utilizzare il proprio dono, lo rendono, a mio modesto parere, un artista completo, che non concede un solo attimo di monotonia.

Open To Change è un album davvero particolare, vario, pieno di momenti di assoluta goduria acustica (la voce femminile che emerge in In The Rain, ad esempio, irrompe meravigliosa come un lampo di luce in un cielo autunnale).

Capace di alternare brani romantici, che ti verrebbe voglia di ascoltare come sottofondo ad una serata da luci soffuse in compagnia di chi si ama (come il brano che dà il titolo all’album o Another Story, Another War, celestiale duetto con Brunella Monaco, altra voce di assoluto valore, su una base di piano mai invadente), a schitarrate ritmate, come nella rockeggiante Ordine, a pezzi che sembrano usciti da un album di Simon & Garfunkel (Midwinter Song).

Non aggiungo altro per non svelare tutto. Lascio al piacere dei lettori di I Think scoprire le bellezze di questo lavoro stupendo, chiudendo con una piccola riflessione amara: è mai possibile che un ragazzo con un talento così evidente sia ancora senza una casa discografica, mentre dobbiamo continuare a sorbirci l’ennesimo prodotto confezionato? Devo esser così pessimista da credere che ce lo meritiamo?

Scusate per il piccolo sfogo... buon ascolto... perché Open To Change è davvero un buon ascolto, che ti lascia davvero quella sensazione di aver ascoltato qualcosa di reale e puro.


DANIELE MORGESE

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