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Maggio 2010 - Anno I - Numero 11 - BENVENUTI AL CLUB SILENCIO/LA CANARINA ASSASSINATA PDF Stampa Email
Scritto da Admin   
Lunedì 24 Maggio 2010 15:44
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Maggio 2010 - Anno I - Numero 11
Benvenuti al Club Silencio

 

Ogni volta che la parola sogno viene accostata al cinema non si può fare a meno di pensare a David Lynch. Il motivo è semplice: tra tutti i registi che hanno affrontato tematiche legate alla dimensione onirica, lui è quello che meglio è riuscito a rappresentarle nella maniera più azzeccata, raggiungendo picchi di genialità difficili da dimenticare. Un titolo per tutti? Mulholland Drive. Chi l’ha visto sa che si tratta di un esercizio di padronanza registica e scrittura cinematografica capace di lasciare senza fiato come davvero poche volte accade: analizza il sogno nel suo aspetto più fondamentale, quello di rifugio. Una cosa tipica nella filmografia del regista americano, che in più di un’occasione è riuscito a dar vita a quelle ossessioni più o meno nascoste, che emergono ogni volta che ci ritroviamo soli con noi stessi.

Orchestrato come un gioco di scatole cinesi, Mulholland Drive ha la sua apoteosi nella parte centrale, che si può benissimo definire “un sogno dentro un sogno”, ambientata in un luogo angosciante quanto singolare: il Club Silencio. Qui fantasia e realtà si frantumano, dando vita ad uno spettacolo che è vita, visione onirica e cinema allo stesso tempo.

Dettagli apparentemente insignificanti si caricano di un valore che li trasforma automaticamente in qualcosa di nuovo, di misterioso. Proprio come quando dormiamo, la realtà ci viene mostrata per quello che non è, diventando incontrollabile e sinistramente vera (nel nostro inconscio). Non è forse questo il lato più inquietante dei sogni?


 

FILIPPO MAGNIFICO




LA CANARINA ASSASSINATA

Il vero volto del cinema italiano raccontato dal regista pugliese Daniele Cascella nel suo primo lungometraggio.

 

La Canarina Assassinata di Daniele Cascella (un film con Ignazio Oliva, Bruno Armando, Chiara Conti, Michele De Virgilio - distribuito e prodotto da Movie Factory), è il debutto ufficiale del regista barlettano, già assistente di Pupi Avati e Giuseppe Tornatore.

La sceneggiatura è di Alessandro Ninchi e prende il titolo da un romanzo giallo del 1927 scritto da S.S. Van Dine, il secondo della serie di gialli con Philo Vance, da cui fu tratta una serie TV nel '74, con Giorgio Albertazzi e Virna Lisi, ed un lungometraggio con Louise Brooks e William Powell.

Trattasi di un film in salsa Agatha Christie e contorno ironico, che racconta la difficile situazione in cui versa attualmente il Cinema Italiano.

Un film non di qualità, il cui fine unico sarà sbancare ai botteghini.

Tra i suoi collaboratori un regista non più giovane, un organizzatore che dovrà gestire un budget ridotto all'osso, due attori amanti che sfruttano il set per vivere la loro segreta storia d'amore, e attori e attricette raccomandati dai politici di turno, il tutto ambientato in un'unica location: Villa Salizzato di proprietà di facoltosi latifondisti.

I lavori si bloccano quando i finanziamenti vengono negati al produttore sia dal suo sponsor per un fraintendimento, sia dal politico vittima di un problema giudiziario.

Ravelli promette ai suoi collaboratori una facile soluzione e in questa attesa si intrecciano le vicende personali degli attori tra finzione e realtà fino alla sorpresa finale.

Un Daniele Cascella in piena forma per una pellicola degna di nota.

 

TRAMA: Ravelli, spregiudicato produttore cinematografico sulla via del fallimento professionale, tenta un ultimo film dalla trama facile, destinato ad un pubblico di giovanissimi che parla di loro e delle loro problematiche.


ANTONELLA FUCCILLI

 

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