Recensione: OUTLANDER (08)
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OUTLANDER (Howard McCain, 2008)
FILIPPO MAGNIFICO
OUTLANDER (Howard McCain, 2008)
Alieni che si alleano con umani (Vichinghi) per combattere Alieni molto più grossi e decisamente più temibili. A guardar bene non ci si crede.
La cosa ancora più singolare è che questo film, che per forza di cose bisogna definire trash, funziona e anche parecchio.
Non si tira in ballo la verosimiglianza della storia ovviamente, che comunque dal canto suo ha il pregio di essere coerente con se stessa, piuttosto l’attrattiva che, vuoi per la singolarità dell’argomento, vuoi per una realizzazione decisamente superiore alle aspettative, questa esercita.
Outlander, uscito direttamente per il mercato home video in America, è un tripudio di citazioni di genere. I titoli tirati in ballo sono tantissimi: Alien, Predator, Alien Vs. Predator (ovviamente), L’Armata Delle Tenebre, Conan il Barbaro... tanto per citarne alcuni.
Il tutto - stando alle parole del regista Howard McCain - fuso al poema epico Beowulf.
Il risultato è un gustoso mix di azione, fantascienza e spirito guerriero, capace di coinvolgere e, in certi punti, addirittura emozionare.
Con questo non si vuole certo dire che quello di McCain sia un capolavoro, questo è ovvio. Più che altro si tratta di un ottimo B-Movie, con tutte le carte in regola per conquistare uno spazio personale all’interno dell’affollato panorama di genere. Questo perché possiede un’equilibrata commistione di caratteristiche fondamentali, tra cui non mancano l’esagerazione, la carica grottesca e il ridicolo involontario, e si avvale di un cast che, grazie a nomi del calibro di James Caviezel, Ron Perlman, John Hurt, può considerarsi degno delle più grandi occasioni.
La cosa ancora più singolare è che questo film, che per forza di cose bisogna definire trash, funziona e anche parecchio.
Non si tira in ballo la verosimiglianza della storia ovviamente, che comunque dal canto suo ha il pregio di essere coerente con se stessa, piuttosto l’attrattiva che, vuoi per la singolarità dell’argomento, vuoi per una realizzazione decisamente superiore alle aspettative, questa esercita.
Outlander, uscito direttamente per il mercato home video in America, è un tripudio di citazioni di genere. I titoli tirati in ballo sono tantissimi: Alien, Predator, Alien Vs. Predator (ovviamente), L’Armata Delle Tenebre, Conan il Barbaro... tanto per citarne alcuni.
Il tutto - stando alle parole del regista Howard McCain - fuso al poema epico Beowulf.
Il risultato è un gustoso mix di azione, fantascienza e spirito guerriero, capace di coinvolgere e, in certi punti, addirittura emozionare.
Con questo non si vuole certo dire che quello di McCain sia un capolavoro, questo è ovvio. Più che altro si tratta di un ottimo B-Movie, con tutte le carte in regola per conquistare uno spazio personale all’interno dell’affollato panorama di genere. Questo perché possiede un’equilibrata commistione di caratteristiche fondamentali, tra cui non mancano l’esagerazione, la carica grottesca e il ridicolo involontario, e si avvale di un cast che, grazie a nomi del calibro di James Caviezel, Ron Perlman, John Hurt, può considerarsi degno delle più grandi occasioni.
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