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Marzo 2010 - Anno I - Numero 9 - Nando Mericoni, sei troppo Cool! |
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Mercoledì 24 Giugno 2009 08:26 |
Si dice che tutto il mondo è paese. La maggior parte delle volte è vero, basta solo guardarsi intorno e ascoltare il modo in cui parliamo. Dagli anni ’50 il linguaggio si è progressivamente evoluto, cambiando ed inglobando al suo interno neologismi provenienti da terre molto, molto lontane. Uso il mio PC, dopo il lavoro faccio un Break, in attesa che cominci un nuovo Workshop. Sono così tanti i termini presi in prestito che ormai non ce ne rendiamo più conto. Una buona parte del merito è dovuta al Cinema, che ha partire dagli anni ’50 ha distribuito nel nostro paese una serie di pellicole straniere che, nonostante il doppiaggio, hanno contribuito al formarsi di una coscienza comune (per fare un esempio posso dire che il “Siiiii” che molte volte usiamo per rispondere al telefono è di derivazione americana, ed è comparso per la prima volta nelle pellicole doppiate). Una sorta di mito che in alcuni casi è stato visto con sospetto, o semplicemente preso in giro. L’esempio più lampante di “intercultura cinematografica” lo troviamo in Un Americano a Roma, film del 1954 diretto da Steno (il padre di Carlo Vanzina). Il Nando Mericoni di Alberto Sordi, con il suo “slang burino” ha segnato una generazione spaventata dal dilagarsi di un nuovo modo di concepire il mondo. Ne è passato di tempo ormai, così tanto che si potrebbe addirittura guardare questo film come fosse un documento storico. Oggi l’uso di termini stranieri non fa più ridere, ma il dialogo dell’Albertone nazionale è ancora valido. Come faceva? Ah, si: “Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno, ahmm!”
Filippo Magnifico
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